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Cervicale: guida ai sintomi, cause e prevenzione

Cervicale: guida ai sintomi, cause e prevenzione
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A volte, in medicina, ci sono situazioni non particolarmente serie che possono impattare pesantemente sulla qualità di vita. Capita, ad esempio, per chi soffre di dolori da “cervicale”, dizione molto comune ma non propriamente scientifica che però esprime bene l’area in cui si sviluppano i fastidi, ovvero la base del collo e la parte più alta della schiena.

Anche se alla base del fastidio ci sono spesso tensioni muscolari dovute a posture sbagliate o prolungate o ancora a vizi nella masticazione, sentire la testa “bloccata” senza poterla muovere a piacimento può influire pesantemente sul benessere.

Nelle forme più serie di “cervicale” la parola deve passare al medico. Ma quando il dolore compare occasionalmente e soprattutto ci sono cattive abitudini posturali, scarsa attività fisica e magari stress intenso a giustificare il passeggero malessere, l’impiego dei farmaci di automedicazione specifici può essere fondamentale, per affrontare il disturbo meglio se associato a una maggiore attenzione ad abitudini e stili di vita: una corretta postura ed esercizi che allenano l’area del collo aiutandone a combattere la rigidità muscolare, sono essenziali per evitare che i dolori cervicali diventino ricorrenti

I sintomi della cervicale

Quando si parla genericamente di cervicale si aggregano tra loro diversi sintomi e segni che possono caratterizzare questo quadro. Per questo, se il sintomo permane nel tempo, conviene sempre affidarsi al medico per una diagnosi precisa e una conseguente terapia mirata. Se è vero che il dolore nella zona del collo è il segno più frequentemente presente in queste condizioni, e con esso la rigidità e la limitazione dei movimenti della testa come avviene in caso di torcicollo, è altrettanto innegabile che, a volte, la situazione può essere diversa. Ad esempio, ci sono persone in cui il dolore tende ad irradiarsi verso le spalle, magari con la comparsa di fastidiose parestesie, ovvero formicolii che disturbano pur senza creare dolore. Ancora: in certi casi la cefalea retro nucale, ovvero nella parte posteriore del capo, diventa una sorta di “conseguenza” del dolore cervicale. Immaginate il delta di un fiume: come l’acqua tende a diffondersi in vari rami raggiungendo anche aree lontane, così il mal di testa da cervicale può interessare tutto il capo, arrivando anche a lambire tempie e occhi. Per finire, ci sono persone in cui il dolore cervicale diventa la causa di fastidi più generali, da giramenti di testa fino a disturbi della vista, percezione di ronzii, acufeni e nausea. 

Le cause del dolore cervicale? Le cattive abitudini

Da qualche tempo oramai si sente parlare di “collo da messaggi”. Di cosa si tratta? È una condizione che interessa soprattutto le donne e i giovani con il collo particolarmente esile e chi è in sovrappeso, ed è legata al mantenimento della posizione reclinata del capo per rimanere con lo sguardo fisso sullo smartphone. La testa e il collo che si spostano in avanti portano ad un’inversione della naturale curvatura del collo, con cambiamenti di postura che si verificano di conseguenza  e che possono portare a problemi anche seri. Il dolore che accompagna questa eccessiva contrazione dei muscoli del collo, rendendolo rigido, si può trasmettere poi a spalle e braccia. Questo quadro è solamente un esempio di quanto e come le cattive abitudini possano influire sul benessere dell’area cervicale, con l’insorgenza di tensione muscolare. A scatenare i malanni sono soprattutto le cattive posizioni o gli sforzi eccessivi cui si sottopongono i muscoli che circondano la colonna vertebrale, come il trapezio. Quando la schiena rimane per lungo tempo nella medesima posizione, soprattutto seduta, senza che i muscoli che corrono lungo la spina dorsale si rilassino a dovere, lo spasmo che si crea è capace di bloccare la zona lombare della colonna. Se la zona interessata dal dolore si trova, invece, all’altezza del tratto cervicale lo spasmo dei muscoli di un lato della spina dorsale porta, invece, all’impossibilità di muovere la testa. 

Ovviamente tra le possibili cause di “cervicale” ci sono anche i traumi a seguito di uno sforzo brusco e intenso, le condizioni meteorologiche che a volte, favoriscono l’irrigidimento muscolare e le cattive posture o risvegliano i dolori, lo stress prolungato che può alterare i rapporti tra muscoli e tendini e, complice anche un calo dell’ormone che ci fa sopportare meglio il dolore (il cortisolo), facilita l’insorgenza di problemi. 

Cervicale: prevenzione ed esercizi per il collo

Per chi soffre di dolori cervicali la fisioterapia può favorire una rapida ripresa. Il massaggio e altre tecniche possono ricreare le giuste interazioni tra parte scheletrica e muscoli. Le mani dell’operatore puntano, infatti, a individuare le sublussazioni, alterazioni quasi impercettibili dei rapporti tra le diverse vertebre, e trattarle con opportune manipolazioni.  Ma la prevenzione, come spesso accade, diventa uno strumento fondamentale per limitare i rischi. E allora? Allora proviamo a immaginare come comportarci al meglio per proteggere collo e parte alta della colonna vertebrale.  La postura, specie se si sta a lungo seduti, è fondamentale in chiave preventiva, soprattutto se stiamo a lungo con il busto piegato in avanti o comunque “bloccati” nella posizione perché siamo in ufficio o alla guida. Fondamentale è puntare sulla prevenzione, abituandosi a fare regolarmente qualche movimento che possa lenire la tensione muscolare.

Per questo, impariamo un semplice esercizio se siamo di fronte ad un monitor: facciamo una rotazione del capo prima a destra e poi a sinistra. L’esercizio si può fare da seduti o in piedi. Allo stesso modo (anche se meglio da seduti), si può fare un esercizio semplice inclinando il capo lateralmente, verso la spalla, prima da una parte e poi dall’altra. Ovviamente, per non fare danni, ricordate sempre di non sforzare troppo. Per chi va spesso incontro a dolori alla base del collo che si riflettono anche sul capo, si può provare a fare l’esercizio che tanto ha resa famosa la mimica del principe della risata, Totò, vale a dire spostare anteriormente e all’indietro il collo, con movimenti lenti e rilassati e senza forzare. In questo modo, si “allena” il collo e se ne rende più robusta ed elastica la struttura.

Le cure per la cervicalgia

Il fine ultimo dell’apparato muscolo-scheletrico è quello di mantenere il capo in posizione di equilibrio affinché  l’allineamento degli occhi sia parallelo e di raggiungere una posizione statica “economica” per l’organismo perché a più a basso consumo energetico. Tutti i meccanismi di compenso che il corpo mette in atto sono finalizzati a tale scopo anche se questo significa avere atteggiamenti posturali scorretti e la creazione di tensioni muscolari prolungate che possono essere causa di dolore. Per aiutarci se qualcosa non funziona al meglio, possiamo contare sui farmaci di automedicazione, ovviamente se i dolori sono solo occasionali. Nelle persone che hanno invece un problema già oggetto di diagnosi medica, i farmaci di automedicazione possono essere utilizzati per contrastare le prime fasi della sintomatologia, nelle persone che manifestano i sintomi con ricorrenza. Se i muscoli sono ”tesi” oltre a contrastare l’infiammazione e combattere il dolore da contrattura si può ricorrere a farmaci ad azione miorilassante che aiutano appunto la muscolatura a rilassarsi. E non dimenticate che in caso di dolori muscolari anche dovuti a una cervicalgia può dar sollievo riscaldare l’area interessata e dolente utilizzando una borsa di acqua calda. Il freddo, al contrario, è utile solo in caso di traumi – contusioni, stiramenti, distorsioni – derivanti dall’attività fisica.

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