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Mal di testa da cervicale: come riconoscerlo e come trattarlo

Mal di testa da cervicale: come riconoscerlo e come trattarlo
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Sono diverse le forme di cefalea che possono colpirci. In alcuni casi, la comparsa di mal di testa è legato alle nostre abitudini. Ciò avviene, ad esempio, per quel dolore sordo e continuo, magari non troppo intenso ma in grado di rovinarci la giornata, che può manifestarsi soprattutto nella parte posteriore del capo. Questo tipo di mal di testa, infatti, può essere la conseguenza di una posizione tenuta per tempi prolungati, magari con il collo che si sporge in avanti per seguire quanto sta avvenendo sullo schermo del computer. O piuttosto può essere la conseguenza di un movimento brusco, improvviso, che mette a repentaglio il benessere dei muscoli che circondano la colonna vertebrale nella sua parte più alta. Insomma: stiamo parlando della cefalea da “cervicale”.

Il mal di testa da cervicale è un disturbo molto comune, soprattutto tra chi lavora in ufficio o tra gli studenti quando trascorrono tante ore a scuola o all’università. Per affrontarlo, visto che si tratta di un problema occasionale, basta davvero poco: i farmaci di automedicazione ad azione antinfiammatoria e analgesica possono limitare il fastidio, lenendo il dolore. Come spesso accade occorre puntare sulle buone abitudini per ridurre i rischi che il dolore ricompaia. 

Le cause del mal di testa da cervicale

Quella che chiamiamo impropriamente cefalea “da cervicale” è una forma di mal di testa molto comune, che viene così definito più per una connotazione topografica che per un reale nesso causale. In realtà, infatti, la parte cervicale della spina dorsale non viene direttamente coinvolta nel processo che dà origine al dolore. Il dolore, infatti, deriva quasi sempre da uno stato di tensione dei muscoli paravertebrali che si estendono lungo la spina dorsale.  Per questo è più opportuno parlare di cefalea tensiva.

Il disturbo può comparire come conseguenza del mantenimento di una posizione fissa e non fisiologica per lungo tempo, che determina uno stato di tensione muscolare di questi fasci muscolari, sia di uno sforzo molto intenso che ne provoca la contrattura. 

Occorre, quindi, non tenere troppo a lungo la medesima posizione, evitando di tenere troppo spesso il collo piegato verso il basso, magari mentre si lavora al computer o si guardano troppo a lungo tablet e cellulari. 

In questo senso pensate solo al termine iGobba, coniato da Steve August. Con questa definizione si indica quella posizione innaturale che viene assunta ogni volta che controlliamo il telefono o l’iPad. E ci dimentichiamo che la testa “pesa” e i muscoli del collo sono sottoposti ad uno sforzo intenso e prolungato. Questa sorta di “gobba” altro non è che una accentuazione della fisiologica cifosi dorsale a livello del tratto toracico della colonna dovuto a una postura sbagliata. 

La testa di un adulto pesa in media tra i 4,5 e i 5 chili, ma quando la incliniamo in avanti di 60 gradi, come succede leggendo sul cellulare, il collo deve sopportare un peso pari a 27 chilogrammi. 

I sintomi della cefalea tensiva

In genere, la cefalea tensiva si unisce ad altri fastidi: tensione e rigidità al collo e nella parte alta della schiena, a volte infiammazione dei tendini della spalla che fa sì che il dolore scena verso il gomito, a volte comparsa anche di mal di schiena. Si tratta di disturbi legati sovente a posture e movimenti scorretti.

Cosa fare per ridurre il rischio di cefalea tensiva? 

L’importante, quindi, è ricordarsi che la cefalea tensiva e gli altri sintomi che spesso ad essa sono associati sono figli di cattive abitudini: muoversi regolarmente, passando dalla posizione seduta a quella in piedi e passeggiare ogni mezz’ora sono ottime soluzioni per ridare tono alle articolazioni.

Inoltre, è importante seguire norme comportamentali “simmetriche”, cambiando spesso la posizione durante l’attività lavorativa, ed eseguire semplici esercizi di stretching che possono prevenire i disturbi da postura sbagliata. 

Inoltre, un valido supporto potrebbe arrivare anche da una rivisitazione degli arredi degli uffici. La necessità segnalata da uno studio condotto dalla Cochrane Library, che spiega come l’utilizzo di sedie più alte rispetto a quelle standard, da adattare all’altezza della scrivania, riduca la sedentarietà di più di un’ora al giorno. Addirittura, il movimento di chi sceglie questa opzione aumenta da 84 a 116 minuti ogni giorno. Secondo la stessa indagine, che ha preso anche in esame una serie di studi scientifici sul tema del benessere sul luogo di lavoro per la prevenzione del sovrappeso, la posizione ideale da tenere quando si sta a lungo in ufficio dovrebbe essere assicurata dal tipo di sedia: alta – in base alle dimensioni di chi deve prendere posto – e deve consentire di appoggiarsi su una scrivania altrettanto elevata, con un arredamento su misura rispetto alla persona che deve occupare una determinata postazione lavorativa.

Sul fronte delle cose ricordare, soprattutto per evitare problemi derivanti da movimenti bruschi, è indossare scarpe comode e non troppo alte e tenere i carichi pesanti lontano dal busto con le braccia larghe, flettendo la schiena per sollevare oggetti da terra.

L’importanza dell’attività fisica in chiave preventiva

Per questo l’attività fisica regolare diventa una contromisura efficace nei confronti del mal di testa “da cervicale”.  Occorre mantenere un buon tono dei muscoli, allenare il corpo a muoversi correttamente e con regolarità. In questo modo si può anche migliorare la postura, ricordando però che ogni attività sportiva sollecita l’apparato muscolo-scheletrico e gli effetti di queste sollecitazioni possono essere amplificati, divenendo stimoli dannosi se non si ha un idoneo schema posturale e un buon sistema tonico-posturale. L’attività fisica regolare quindi è fondamentale ma deve essere scelta e dosata in base alle proprie caratteristiche personali, all’età, all’allenamento e alle condizioni di salute.

Il tutto ovviamente se non esistono alterazioni posturali conclamate, che debbono essere valutate dal medico e trattate con programmi di esercizio mirati. 

Rimedi, farmaci e consigli contro il mal di testa tensivo/da cervicale

Il dolore derivante da cefalea tensiva può essere combattuto con i farmaci da automedicazione ad azione analgesica e antinfiammatoria.

L’utilizzo di medicinali da banco è indicato per gestire il dolore in fase iniziale per un impiego limitato nel tempo. Infatti, i farmaci di automedicazione possono essere utilizzati per contrastare gli inizi della sintomatologia, in caso di cefalea e contratture muscolari. 

Se il dolore è figlio di traumi muscolari e articolari, a partire dal momento in cui si genera l’infiammazione, è utile l’applicazione locale (pomate, creme, unguenti, cerotti) o, talvolta, se il dolore è intenso, l’assunzione per via sistemica (compresse, capsule, bustine, etc.), di farmaci a base di antinfiammatori non steroidei (FANS) che sono in grado di calmare il dolore oltre a ridurre l’infiammazione. Per aiutare il rilassamento dei muscoli e diminuire il dolore da contrattura può essere utile l’impiego di farmaci ad azione rilassante.  

Il mal di testa da cervicale non passa: cosa fare?

Quando il dolore muscolo-scheletrico non migliora o peggiora, bisogna consultare il medico. Sarà infatti il medico a indicare, se necessario, uno specifico trattamento farmacologico da associare, eventualmente, a terapie manipolative o strumentali, specie in casi di alterazioni posturali conclamate o di infiammazioni muscolo-scheletriche importanti, tali anche da compromettere la mobilità.