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Crampi e fitte allo stomaco: come comportarsi

Crampi e fitte allo stomaco: come comportarsi
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Siete abituati a prendere un caffè in tutta fretta la mattina e poi ad arrivare fino al pranzo? In questo modo fate sicuramente uno sgarro alle regole della sana alimentazione, che consigliano di introdurre almeno il 20 per cento delle calorie quotidiane la mattina, proprio perché è ad inizio giornata che il ha bisogno di una sferzata di energia. Ma la cattiva abitudine di non fare una adeguata colazione assumendo caffè a stomaco sostanzialmente vuoto danneggia anche il corretto funzionamento dell’apparato gastrointestinale perché fa sì che la muscolatura del viscere si contragga “a vuoto” proprio per la scarsa attività digestiva. Questo può generare un aumento dell’acidità gastrica, una situazione che, nel tempo, può danneggiare la mucosa dello stomaco. Insomma se non fate colazione siete più soggetti a quegli spasmi che possono infastidirvi per ore, con dolori “muscolari” (anche se interne, le contrazioni della muscolatura gastrica sono comunque fastidiose) che magari si presentano appena assumete un alimento, senza dire che l’acido dello stomaco in eccesso può determinare anche problemi maggiori.

Il ruolo delle abitudini e delle scelte alimentari 

I crampi allo stomaco sono un problema comune, legato a volte all’assunzione di certi alimenti tanto che le nostre nonne utilizzavano tradizionalmente semplici ma a loro modo efficaci: uno di questi è quello di evitare il caffè, a meno che non sia accompagnato dal . Si sa infatti che la “tazzina”, soprattutto a stomaco vuoto, può dar luogo a questo tipo di problemi. Lo stesso vale per altri alimenti che come il possono scatenare il fastidio perché favoriscono la produzione di acido da parte dello stomaco. In questo senso, conviene limitare, in chiave preventiva, il consumo, ad esempio, di cioccolata, agrumi, vini bianchi nonché bevande gassate. Inoltre, un eccesso di produzione di acido avviene sempre quando si mangia troppo e soprattutto quando si eccede con cibi particolarmente grassi che appesantiscono il processo digestivo obbligando lo stomaco ad un iper lavoro e quindi anche alla secrezione di maggiori quantità di acido cloridrico che serve al processo digestivo ma che, se in eccesso, può provocare crampi, bruciori e, se risale verso l’esofago, reflusso gastro-esofageo. Attenzione però: c’è un altro fattore che, magari nei periodi di “remise en forme” come quello che accompagna l’avvento della primavera, non va sottovalutato. Anche rimanere a lungo a digiuno può facilitare l’insorgenza dei crampi perché, come quando si mangia troppo, può prodursi nell’apparato gastro-intestinale un eccesso di acido cloridrico. L’acido cloridrico prodotto dallo stomaco attraverso le proprie cellule parietali, ha la funzione di trasformare il pepsinogeno in pepsina, e attaccare, in senso figurato, gli alimenti permettendone la digestione. Capita quindi che dopo un periodo di digiuno, per esempio se si è saltato un pasto, possano comparire crampi generati dal fatto che un vuoto si contrare e questo da lo stimolo alla produzione di acido cloridrico che, non trovando cibo nello stomaco, “attacca” le pareti delle viscere e il duodeno generando i disturbi. In chiave preventiva, non bisogna esagerare e non dimenticare il valore di corretti stili di vita: un’alimentazione poco regolata o troppo abbondante, anche con un eccessivo consumo di alcolici, o le fasi di intenso stress, visto che la emotiva si ripercuote direttamente sul gastrico, possono peggiorare la situazione.

Come si leniscono i crampi allo stomaco

La prima misura, per chi affronta questa situazione, è di non lasciar passare troppo tempo tra un’assunzione di cibo e la successiva. Anche solo un pezzetto di pane o un cracker possono dare un obiettivo all’acido cloridrico ed evitare fastidi a stomaco e intestino dovuti a un eccesso di acidità. Tuttavia, crampi e acidità possono essere anche i segni di altri fastidi specie se si accompagnano a nausea. In questo caso infatti si può pensare ad una gastroenterite, magari legata a uno dei tanti virus che possono andare ad attaccare il tubo digerente. I crampi non vanno confusi con il classico “mal di stomaco” caratterizzato da dolore addominale a volte accompagnato da bruciore e nemmeno con le coliche, che originano soprattutto dai reni e dalla colecisti e che sono caratterizzate da dolore anche molto forte, addirittura lancinante. Certamente l’eccesso di acidità passeggero che può portare alla comparsa dei crampi può essere affrontato con buone abitudini a tavola e con i di ad azione antiacida contenenti sostanze che hanno la capacità di “tamponare” l’eccessiva acidità dello stomaco, oppure di ridurne la produzione da parte della parete del viscere, consentendo un rapido ritorno al benessere. Attenzione però: lo stress è nemico dello stomaco e a volte, a fianco di un’alimentazione sana, occorre anche contrastare la tensione emotiva per combattere il disturbo. Stiamo parlando di un fastidio occasionale, ovviamente. Se il problema si mantiene nel tempo e peggiora bisogna parlarne con il medico per sottoporsi ad esami mirati in grado di scoprire se è presente un’ulcera o se ci sono altre potenzialmente gravi.