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La ricetta viaggia in rete

La ricetta viaggia in rete

Un tempo si andava dal medico e, se risultava necessario, il curante prendeva la penne e la sua carta intestata e si metteva a vergare, a mano, le indicazioni per una terapia o gli esami cui sottoporsi. Era la ricetta, una sorta di “simulacro” utilissimo per la persona, che poi andava in farmacia o presso la struttura sanitaria per adempiere ai bisogni fondamentali per la propria salute.

Oggi la ricetta non è più la stessa. O meglio, il medico di medicina generale rimane il punto di riferimento per la nostra salute ma la ricetta non più “tangibile” su carta come un tempo, sostituita dalla sua versione dematerializzata o, se volete, elettronica.

Sia chiaro: il medico può sempre scrivere a mano le indicazioni per ogni paziente e può consegnare la copia cartacea di quanto ha inviato in rete al Servizio Sanitario Nazionale, ma appunto la vecchia ricetta da portare in farmacia o alla Asl o in ospedale, di fatto, non esiste più.

La ricetta elettronica è stata introdotta in Italia nel 2016 per la prescrizione solamente dei farmaci in classe A, quelli che venivano prescritti su ricetta rossa,  mentre a partire dal 30 gennaio del 2021, è stata estesa   anche tutti i farmaci soggetti a prescrizione e quindi anche a quelli che andavano sulla ricetta bianca e che sono a carico degli assistiti.

Dal punto di vista dell’utente non cambia praticamente nulla, anzi il problema di doversi sempre ricordare di non lasciare a casa  il fatidico foglietto consegnato dal medico è ormai rimosso. Quindi per tutti noi questa nuova possibilità che ci offre il medico di famiglia (chiamiamolo così, perché va visto come una figura che fa parte del ristretto nucleo di persone con cui condividiamo il nostro bene più prezioso, ovvero la salute) è un passo avanti importante.

Quando vediamo il medico che si mette a battere sul tastiera del suo personal computer, quindi, non immaginiamo che non si stia occupando di noi. Ha solo sostituito la penna con il mouse e i tasti, per metterci in condizione di seguire le terapie per curarci o fare gli esami necessari per svelare il nostro stato di salute. Infatti, a seconda della diagnosi, il medico si collega in rete e procede alla compilazione della ricetta medica inserendo il tipo di  farmaco oppure  di prestazione e il quesito diagnostico che spiega la richiesta della prescrizione. Il sistema restituisce un codice che contiene i dati sanitari del paziente, le sue eventuali esenzioni e il nome del medicinale o della prestazione riportati sulla ricetta.

Il medico trasmette il promemoria della ricetta elettronica al paziente in genere via mail o SMS. In questo modo ogni prescrizione ha un numero identificativo, detto NRE per la ricetta rossa o NRBE per la ricetta bianca, e serve a identificare in maniera univoca una certa  prescrizione. In questo modo ad ognuno di noi basterà all’occorrenza quando ci si reca in farmacia o a fare una visita o un esame essere muniti della propria tessera sanitaria per ritirare un medicinale o effettuare una prestazione.