Ciao, sono bollino!

Occhi di pernice e calli, come si riconoscono e si curano

Occhi di pernice e calli, come si riconoscono e si curano
di lettura: 7 minuti

Occhio di pernice, calli e duroni: come si riconoscono? 

e soprattutto sono sovente interessati da ispessimenti cutanei o ipercheratosi. E’ questo il temine scientifico per definire quelli che volgarmente chiamiamo occhio di pernice e calli. Ma di cosa si tratta esattamente? L’occhio di pernice si chiama in realtà tiloma.
Al pari del callo, provoca dolore, specie quando si cammina con calzature non propriamente “agevoli” per il passeggio. Tuttavia, parliamo di due manifestazioni differenti perché i calli possono venire anche alle mani e non solo ai piedi e poi perché, in genere, l’occhio di pernice è rotondeggiante ed è più piccolo.
Ma questo non significa che crei disturbi più sopportabili. Al contrario. Il dolore e l’ispessimento della pelle, che diventa progressivamente più dura, sono estremamente fastidiosi. A rischio sono in particolare il mignolo e l’alluce. In presenza di un occhio di pernice può essere difficile rimanere in piedi a lungo mentre camminare diventa un’impresa, il solo calzare le scarpe provoca fastidio. Questo perché il tiloma tende ad estendersi in profondità coinvolgendo la parte più interna dell’ (c.d. derma).
E’ questo il motivo per cui tale lesione è dolorosa. I calli (e anche i duroni che sono simili, solo più grandi) al pari dell’occhio di pernice, sono degli ispessimenti dell’epidermide ma rimangono più in superficie senza coinvolgere gli strati più profondi della pelle. Essi si originano in seguito ad attrito e per la continua pressione esercitata dal cammino o dalla scarpa possono diventare dolorosi.

Scarpe e salute del piede: un rapporto complesso

Proprio sulle scarpe si concentra l’attenzione in chiave di prevenzione. Il tiloma, ma anche i calli e i duroni, infatti, nascono spesso proprio in seguito alla pressione esercitata su un lato del piede dalla calzatura, nell’area in cui si crea la lesione, e dallo sfregamento ripetuto sull’epidermide, che stimola la risposta da parte della pelle nel proteggersi attraverso l’ispessimento. 

Sotto accusa sono, quindi, le scarpe con tacchi alti e punta stretta, che facilitano lo sfregamento tra le dita e delle dita contro la scarpa, ma anche quelle eccessivamente larghe, che fanno “muovere” l’estremità al loro interno, fino al punto di portare a sfregamenti ripetuti della scarpa sul piede. Ovviamente poi altre situazioni, come un piede con problemi anatomici o la presenza di una borsite, favoriscono la comparsa del tiloma e dei calli. 

Calli e tilomi: come affrontarli?

Va detto che calli e duroni vengono facilmente riconosciuti per cui la diagnosi può essere fatta senza nemmeno ricorrere al . Spesso i calli non sono dolorosi e, in chiave preventiva, può essere utile l’utilizzo di cuscinetti o specifici quando si indossano le scarpe per evitare che lo sfregamento irriti i calli generando dolore. In genere il podologo rimuove gli ispessimenti ma per chi punta su trattamenti “fai da te” bisogna ricordare che il callo può essere ridotto con una pietra pomice o una limetta ma solo dopo che la pelle è stata ammorbidita da un bagno

Inoltre, si può far ricorso a medicinali a base di acido salicilico con funzioni cheratolitiche di ammorbidimento della pelle. In ogni caso, ricordate, soprattutto che se la comparsa dei calli è ricorrente, è importante una visita dello specialista per definire le caratteristiche più idonee  che dovrebbero avere le calzature per rispettare la forma del vostro piede. 

Proprio perché l’occhio di pernice va in profondità, deve essere rimosso ma si tratta di una operazione che è meglio far fare ad un esperto che sa come asportare progressivamente la pelle ispessita dalla lesione senza il rischio di complicazioni come ad esempio una infezione. Tuttavia, nella gestione dell’occhio di pernice possono essere estremamente utili le creme idratanti, per combattere l’eccessiva secchezza dell’epidermide, così come si possono impiegare solette, imbottiture o cerotti specifici  per ridurre lo sfregamento del piede con la scarpa. 

Per rendere più morbida la pelle ispessita si possono poi impiegare farmaci di automedicazione ad azione cheratolitica. Non bisogna dimenticare che occorre prestare grande attenzione a queste se si soffre di diabete o di problemi della arteriosa, visto che la scarsa irrorazione dell’area infiammata può anche comportare un peggioramento delle condizioni di salute del piede esponendo al rischio di complicanze di tipo infettivo. In questi casi, sempre meglio rivolgersi al medico.

Tags