Otite del nuotatore: quando l’acqua provoca dolore all’orecchio
Se soffrite di questo disturbo dovete prestare particolare attenzione quando vi immergete in acqua, sia essa il mare o una piscina. Scopri cosa succede, come riconoscere i sintomi e quale sia il percorso di cura più consapevole.
L’otite del nuotatore è l’infiammazione dell’orecchio esterno causata dall’ingresso di acqua nel condotto auricolare, specie in ambienti ricchi di batteri o microorganismi.
Cosa succede in caso di otite del nuotatore?
Quando si soffre di otite del nuotatore la sensazione principale che si avverte è quella di avere un batuffolo di cotone nell’orecchio. I suoni diventano ovattati e la percezione uditiva si limita. L’orecchio chiuso è dunque uno dei primi segni dell’otite, cui si associano il prurito, specie nell’area esterna del padiglione auricolare, la sensazione di avere liquido all’interno dell’orecchio e, in certi casi, si sente dolore e, a volte, possono comparire acufeni, ovvero percezioni di rumori e suoni nelle orecchie. Per capire cosa accade e per differenziare questo quadro da quello dell’otite media, la quale va sempre fatta controllare dal medico, bisogna ricordare che la classica otite da piscina o da acqua di mare in genere tende a interessare la parte più esterna dell’orecchio. In certi casi l’infiammazione si estende anche ad aree più interne, soprattutto se all’otite del nuotatore si associa l’azione di patogeni, come i rinovirus responsabili, ad esempio, di un raffreddore. Queste condizioni, assieme alle secrezioni legate all’infiammazione del canale uditivo dell’otite esterna, possono influir sul buon funzionamento della tuba di Eustachio. Si tratta del condotto che collega orecchio medio e naso: il suo ruolo è importante visto che aiuta a drenare secrezioni e ad equilibrare la pressione dell’aria nell’orecchio. Attraverso la tuba di Eustachio, che si apre e si chiude a ogni deglutizione, il muco e le secrezioni possono giungere addirittura dal naso e passare fino all’orecchio medio, “intasandolo” e facilitando quindi lo sviluppo di germi. Sono proprio questi germi, generalmente batteri, che diventeranno i responsabili del dolore, della febbre e di tutti gli altri disturbi, comprese anche, a volte, secrezioni purulente (nella cosiddetta otite media effusiva), che fanno seguito all’otite media. Quindi, seppur il nuoto possa essere “accusato” del quadro, in molti casi l’origine dei fastidi quando l’otite è più interna e molto dolorosa sta nell’accumulo e dal ristagno di muco a livello dell’orecchio medio. L’otite esterna può quindi rappresentare una condizione che può evolvere in una otite media.
Come si affronta l’otite del nuotatore
Il trattamento più comune prevede gocce auricolari con azione antinfiammatoria e antibatterica. Questi preparati locali sono efficaci per contenere l’infiammazione e contrastare la proliferazione batterica nel condotto esterno. In ogni caso ricordate che se il disturbo non passa in pochi giorni, occorre sempre affidarsi al trattamento dello specialista per un’eventuale terapia mirata, come una pulizia auricolare. Sempre il medico può infine scegliere un’eventuale terapia antibiotica per bocca, che va sempre assunta per il periodo prescritto e non fino a quando si mantengono i disturbi se il quadro peggiora e si sospetta una otite media. Per gli antibiotici ricordate sempre che il fai da te è proibito e sospendere prima la cura rispetto a quanto indicato (magari perché sono passati i disturbi) facilita l’insorgenza di resistenze antibiotiche.
Prevenzione
Sul fronte della prevenzione possono essere utili tappi auricolari della giusta misura, e occorre fare attenzione al muco e alle infezioni delle vie respiratorie. Il tutto, anche grazie all’igiene e a qualche semplice regola che riduca i rischi. Dopo doccia, bagno in mare o piscina, è fondamentale asciugare con cura le orecchie per evitare che si depositi acqua al loro interno. Questa misura è particolarmente importante per due motivi. Da un lato limita i rischi che si possano creare infezioni, dall’altro non consente all’eventuale cerume presente di aumentare le proprie dimensioni. Il cerume, essendo igroscopico, tende infatti ad accumulare acqua. Allo stesso modo, per chi è soggetto alla formazione di tappi di cerume, è consigliabile impiegare prodotti specifici che facilitano la rimozione del cerume, rendendolo più morbido e fluido. Sempre per questo aspetto, ricordate che creare piccoli microtraumi all’orecchio non aiuta. Per questo occorre prestare attenzione all’impiego di bastoncini cotonati per la pulizia: non bisognerebbe utilizzarli più in profondità rispetto al padiglione auricolare, anche per evitare piccole lesioni che possono creare il terreno fertile per infezioni e successiva otite esterna o media.
Domande frequenti
Quanto dura il quadro?
In media, i fastidi durano circa due giorni. Tuttavia, è bene seguire le cure per tutto il periodo indicato dal medico, in modo da evitare aggravamenti o ricadute.
Si può fare il bagno appena i sintomi si riducono?
No. Non è consigliabile tornare in mare o in piscina durante un’otite in corso (esterna o media), oppure troppo presto dopo la sua guarigione. In genere ci vuole più di una settimana dalla scomparsa dei sintomi e il via libera del medico per rifare il bagno.
Cosa aiuta sciogliere il cerume?
È importante agire sul cerume in eccesso in chiave preventiva, con farmaci che aiutino a scioglierlo, rendendolo più morbido e fluido, in modo da facilitarne l’uscita, oltre a rimedi locali ad azione antinfiammatoria.
Che cos’è l’orecchio esterno?
Semplificando molto, è un lembo di cartilagine che fa da confine a un condotto lungo poco meno di tre centimetri. Questo canale è disseminato di peli e ghiandole che producono cerume, che aiutano a proteggere dall’entrata di germi e altri corpi esterni, come granelli di polvere.

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