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Perché ci mordiamo la lingua nel sonno (e come porvi rimedio)

Perché ci mordiamo la lingua nel sonno (e come porvi rimedio)
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“Morditi la lingua”. Quando occorre che una persona cerchi di limitare le sue esternazioni, anche se magari ha ragione, è questo il consiglio che riceve. Il motivo è semplice: se ci si morde la lingua si crea dolore, e quindi diventa difficile parlare. Il comune modo di dire ci permette di affrontare proprio la situazione, più diffusa di quanto sembri, di chi si trova, soprattutto nel sonno,  a mordersi la lingua. Si tratta di una condizione che va studiata sotto l’aspetto del benessere, sia perché può dar luogo a ferite che, come vedremo, rimarginano rapidamente nella maggioranza dei casi, sia perché può essere il segno che qualcosa non funziona bene nell’articolazione temporo-mandibolare, che viene attivata in caso di masticazione ma può anche diventare “autonoma” e contrarsi anche durante il sonno, provocando problemi che vanno dal mal di testa fino, appunto, alla generazione di piccole lesioni sulla superfice della lingua. 

Perché ci si morde la lingua durante il sonno? Attenzione al bruxismo!

Lo stress, si sa, diventa un nemico della salute quando si mantiene nel tempo e diventa cronico. Tra gli effetti di questa situazione, anche se non ci si pensa, c’è anche il fatto di digrignare con frequenza i denti, fenomeno più o meno consapevole che può avvenire di giorno ma soprattutto, di notte, quando si dorme, andando così incontro al bruxismo. Questa condizione nel tempo può portare certo a mordersi inavvertitamente la lingua, a volte ferendola, ma anche a deteriorare le superfici dentali, a peggiorare la situazione in chi soffre di parodontite e ha le gengive particolarmente sensibili. Il bruxismo, a volte, provoca problemi non solo alla dentatura, ma anche al resto del corpo, facilitando l’insorgenza di contratture e dolori al collo (scambiati per generica “cervicale”) e di mal di testa, oltre che di inspiegabili vertigini.

In condizioni normali i denti si toccano solo quando si mastica o si deglutisce. Durante il giorno, infatti, i denti entrano in contatto tra loro per non più di venti minuti: in caso di bruxismo si può arrivare fino a sette ore e i denti fanno così in una sola giornata il lavoro di due mesi. Se si esagera con un tentativo di masticare qualcosa che non c’è, insomma, occorre parlare con lo specialista per ridurre il rischio non solo di mordersi la lingua, ma anche di avere dolori e magari sentire sinistri scricchiolii quando si sbadiglia.

Ma come lenire il dolore provocato da questo disturbo? Sul fronte del trattamento, il bruxismo va affrontato dal medico ma i farmaci di automedicazione possono contribuire a frenarne gli effetti quando questi sono presenti, a partire dai medicinali per contrastare l’infiammazione delle gengive, della bocca e della lingua per arrivare fino a farmaci che contrastano cefalee e contratture muscolari indotti proprio da questa abitudine, spesso incontrollata.

Cosa fare se ci si morde la lingua

Oltre a fare attenzione all’alimentazione, evitando il ricorso ad alimenti particolarmente caldi e piccanti per evitare di creare fastidi in caso di ferite alla lingua, va detto che i farmaci di automedicazione possono aiutare a contrastare il problema se si manifesta un’infiammazione della lingua ovvero una glossite.

Per il resto, però, c’è da dire che le ferite della lingua spesso vengono percepite solo perché si sente il sapore del sangue sul palato. La ricerca dice che ci sarebbe un meccanismo biologico che spiega la rapidità nella guarigione di queste lesioni. Si sa infatti che in bocca, in genere, eventuali ferite tendono a guarire più rapidamente rispetto alla pelle e senza lasciare le classiche croste e le cicatrici biancastre o arrossate. Secondo una ricerca, recentemente pubblicata su Science Translational Medicine, a far guarire più rapidamente eventuali lesioni all’interno della bocca provvederebbe una serie di proteine “infermiere”, dai nomi estremamente complessi, come ad esempio Sox2, che hanno un’attività precisa e specializzata: sono delle perfette “riparatrici” dei danni a carico della mucosa. Queste “unità specializzate” di proteine si trovano nella bocca e non in altre zone dell’organismo come la pelle.

Grazie all’azione di queste sostanze si ottiene una doppia azione: da un lato si favorisce la lotta all’infiammazione che fa sempre seguito ad una lesione, dall’altro si mettono in moto meccanismi complessi che aiutano le cellule a “spostarsi” fino a saldare completamente la lesione stessa. All’interno della bocca il processo rigenerativo è quindi diverso e più efficace rispetto a quanto avviene sulla pelle. Ecco perché si guarisce prima. Attenzione però: se compaiono lesioni più serie, o altre problematiche, bisogna correre ai ripari perché ci sono casi in cui non si può contare sulla capacità di autorigenerazione della mucosa perché, al contrario, può accadere che le ferite non si rimarginino. Se quindi il disturbo non si risolve in breve tempo e necessario il parere dell’esperto.

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