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Quando il sole fa male alla pelle: cheratosi e fotodermatiti

Quando il sole fa male alla pelle: cheratosi e fotodermatiti
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La ci ricopre e protegge come un mantello ed è importante prendersene cura anche perché per l’usura del tempo, l’esposizione ai o per la comparsa di malattie, l’epidermide tende a perdere elasticità, compattezza e soprattutto non resta liscia, morbida e senza segni come è invece all’inizio della vita. Non a caso, si suole dire che i bimbi hanno “la pelle liscia come una pesca!  Man mano che il tempo passa, infatti, gli “insulti” che la pelle riceve ne modificano l’aspetto le possono favorire la comparsa di rilevabili al tatto di un colore spesso diverso, in genere più scuro, di quello della pelle stessa. Tali macchie o chiazze rilevate, a volte ruvide, possono avere cause differenti e per certe condizioni occorre attenzione ed è indispensabile il consulto specialistico per la diagnosi, come accade, ad esempio per la psoriasi. Senza parlare di quadri clinici anche molto complessi, un fattore determinante per la comparsa di macchie sulla pelle, da ricordare soprattutto in questo momento dell’anno, è l’esposizione solare, ancor più se non avviene in maniera corretta e con le dovute precauzioni e protezioni. Con il passare degli anni, il sole può far comparire macchie rilevate che vanno affrontate con cura. 

Il caso cheratosi attinica

La pelle può quindi risentire dell’esposizione cumulativa ai raggi solari. Un problema  diffuso è la comparsa con l’età della cosiddetta cheratosi attinica o solare che porta al manifestarsi di lesioni, in particolare nelle zone più esposte alla luce come il volto, il cuoio capelluto (a rischio, ovviamente, i calvi), il dorso e il tronco, le mani e gli avambracci. La patologia, che in genere fa il suo esordio dopo i 40 anni, interessa soprattutto le persone avanti con gli anni o comunque quelle che sono rimaste a lungo nel corso della vita esposte al sole, ancor più se senza adeguate misure di protezione, come marinai, pescatori, muratori, specie se hanno pelle e occhi chiari.

La cheratosi attinica si manifesta con piccolissime lesioni, spesso multiple, di colore in genere bruno rossastro, di solito lievemente in rilievo. Si tratta di placche eritematose ricoperte da croste o squame dure, asciutte e molto aderenti e per questo in genere appaiono come  macchie ruvide. Le lesioni sono molto piccole, in genere le loro dimensioni vanno da 2 a 6 millimetri, ma in certi casi possono raggiungere anche alcuni centimetri di diametro. In generale le lesioni non sono accompagnate da altri sintomi, ma talvolta possono causare prurito e bruciore, in taluni casi sensibilità alla palpazione o dare la sensazione di avere una scheggia nella pelle; raramente possono sanguinare o dare . Occorre preoccuparsi soprattutto quando le croste si presentano ispessite e di colore bianco-giallastra, hanno dimensioni superiore al centimetro, si presentano dure e sanguinano. In questi casi si può infatti sospettare che queste “macchie da sole” stiano assumendo caratteristiche di malignità.

Il problema di queste lesioni, molto diffuse e spesso sottovalutate, è legato proprio al rischio che possano trasformarsi in tumori. Per questo, oltre a riconoscere per tempo le lesioni e fondamentale osservarne l’evoluzione nel tempo sotto controllo medico al fine di poter decidere di iniziare una e intervenire tempestivamente qualora le lesioni progredissero nel più frequente tumore della pelle diverso dal melanoma vale a dire ovvero il carcinoma squamocellulare invasivo. 

Attenzione alle fotodermatiti

L’esposizione protratta alla luce solare o artificiale, in persone predisposte, può anche dar luogo a risposte cutanee patologiche che fanno parte della famiglia delle cosiddette fotodermatiti dette anche luciti. Queste possono essere soprattutto idiopatiche, cioè dovute ad una particolare reattività del soggetto: l’ solare è una di queste, come pure la dermatite polimorfa solare, affezione della pelle piuttosto frequente, di eziologia ignota, ma probabilmente su base allergica, caratterizzata da eruzione cutanea con papule e piccole vesciche,  pruriginose e dolorose.

A volte, infine, le reazioni possono essere mediate, nei soggetti predisposti, da sostanze fotosensibilizzanti come profumi, creme o , che, al contatto con la luce solare, si modificano e generano risposte irritativo-infiammatorie. Le sostanze fotosensibilizzanti possono agire per una azione fototossica o fotoallergica. Nel primo caso la reazione può colpire tutti i soggetti, ed  interessa solo le zone coperte dalla sostanza fotosensibilizzante, ha carattere eritematoso ed è conseguente alla trasformazione di alcune molecole in sostanze irritanti che scatenano una risposta infiammatoria. La fotoallergia, invece, colpisce solo individui sensibilizzati, è sostenuta dal sistema immunitario ed assume l’aspetto di un vero e proprio eczema.