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Allergia al pesce? Ecco cosa succede

I sintomi più comuni [H2] Mal di pancia. Per i più sensibili, anche macchioline sulla pelle. Se è vero che mangiare pesce fa bene, soprattutto per il cuore e per contrastare l’infiammazione vista la presenza di acidi grassi “buoni” (in particolare nel pesce azzurro, ma non solo) è altrettanto innegabile che alcune persone predisposte sviluppano una serie di fastidi legati all’assunzione di questo cibo. I sintomi sono quelli classici, sopracitati, con netta prevalenza dei dolori addominali e sovente diarrea come si fosse in corso una specie di “infezione” alimentare. 
 Allergia o no? [H2] Non bisogna dimenticare infatti che anche quando si pensa genericamente all’allergia, a volte possono entrare in gioco meccanismi diversi che niente hanno a che fare con una manifestazione allergica in senso stretto e che vanno conosciuti, anche se sul fronte della prevenzione, per chi sa di avere l’allergia al pesce, l’unica misura da prendere è evitare di mangiare i prodotti ittici che già hanno scatenato i sintomi. Anche se i sintomi possono far pensare ad una reazione allergica, non sempre ciò che accade nel sistema immunitario e più in generale nell’organismo, dopo che abbiamo mangiato un alimento “sospetto” dipende da una allergia. In realtà sono diverse le reazioni che potrebbero verificarsi dopo aver mangiato pesce. Prima di tutto, per capire l’origine del problema, specie se non si sa di essere allergici, occorre informarsi sulle modalità di conservazione del pesce, in particolare in questa stagione: se non sono state adottate le corrette procedure di refrigerazione e conservazione subito dopo la pesca si può andare incontro a un aumento della carica batterica presente nel pesce, che può portare a sintomi come mal di pancia, dolori di stomaco, nausea e, a volte, la comparsa di piccole macchie rosse sull’epidermide, come manifestazione del rilascio di istamina da parte dell’organismo. Questo genere di reazione può interessare tutti e non ha niente a che fare con una allergia. Attenzione a tonni e sgombri [H3] Sono tra gli alimenti maggiormente prelibati. Ma a volte nascondono delle insidie, legate a quello che tecnicamente si definisce avvelenamento da sgombroidi. Il quadro dei disturbi, alla fine, è quello già descritto: dolori di pancia e fastidi vari a carico di stomaco e intestino. Ma cambia, ovviamente, rispetto all’allergia il meccanismo che li provoca. In questo caso, gli sgombri freschi e il tonno appena pescato, non vengono refrigerati a dovere e rapidamente dopo la cattura. Quando ciò avviene, infatti, le prelibate carni di questi abitanti del mare possono andare molto rapidamente e più di altri pesci, incontro ad una vera e propria “invasione” da parte di germi che poi si trasmettono all’uomo. Per questo può capitare che dopo aver mangiato tonno o sgombro mal conservato si vada incontro a a forti dolori di stomaco e alla comparsa di macchie sulla pelle, legate, come detto, alla liberazione di istamina, La cura prevede l’assunzione di molti liquidi ed eventualmente di farmaci antiallergici, per combattere la liberazione di istamina 
 E se è allergia? [H3]
 Di una vera e propria allergia si può invece parlare quando emergono sintomi chiari e inconfutabili di una reazione allergica che si presenta di solito in persone predisposte con sintomi a carico a carico del sistema gastrointestinale e a volte dell’epidermide. Può inoltre accadere, che mangiando del pesce fresco si abbia una liberazione di istamina massiccia e che questo fenomeno possa condurre, ad una immediata reazione allergica come il gonfiore delle labbra e portare, nei casi peggiori, a uno shock anafilattico. Questo si può verificare anche in assenza di IgE (Immunoglobuline E) specifiche, che sono dei veri e propri “indicatori” di una determinata forma allergica, perché la reazione viene avviata direttamente dalla grande quantità di istamina in circolo. La reazione, specie nelle sue forme più gravi, può essere certamente pericolosa: la liberazione massiccia di istamina causa infatti un drammatico calo della pressione arteriosa come conseguenza di una forte vasodilatazione. In questo caso bisogna chiedere assistenza sanitaria immediata. Quando ovviamente i sintomi non sono particolarmente intensi e sono chiaramente e notoriamente riconducibili ad una allergia, si può fare affidamento sui farmaci di automedicazione. Gli antistaminici vanno tenuti sempre a portata di mano mentre altri farmaci attivi sull’intestino, possono aiutare a controllare meglio i sintomi come il mal di pancia o le scariche di diarrea.
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I sintomi più comuni

Mal di pancia. Per i più sensibili, anche macchioline sulla pelle. Se è vero che mangiare fa bene, soprattutto per il e per contrastare l’infiammazione vista la presenza di acidi grassi “buoni” (in particolare nel pesce azzurro, ma non solo)  è altrettanto innegabile che alcune persone predisposte sviluppano una serie di fastidi legati all’assunzione di questo cibo. I sintomi sono quelli classici, sopracitati, con netta prevalenza dei dolori addominali e sovente diarrea come si fosse in corso una specie di “infezione” alimentare. 

Allergia o no?

Non bisogna dimenticare infatti che anche quando si pensa genericamente all’allergia, a volte possono entrare in gioco meccanismi diversi che niente hanno a che fare con una manifestazione allergica in senso stretto e  che vanno conosciuti, anche se sul fronte della prevenzione, per chi sa di avere l’allergia al pesce, l’unica misura da prendere è evitare di mangiare i prodotti ittici che già hanno scatenato i sintomi. 

Anche se i sintomi possono far pensare ad una reazione allergica, non sempre ciò che accade nel sistema immunitario e più in generale nell’organismo, dopo che abbiamo mangiato un alimento “sospetto” dipende da una allergia. In realtà sono diverse le reazioni che potrebbero verificarsi dopo aver mangiato pesce.

Prima di tutto, per capire l’origine del problema, specie se non si sa di essere allergici, occorre informarsi sulle modalità di conservazione del pesce, in particolare in questa stagione: se non sono state adottate le corrette procedure di refrigerazione e conservazione subito dopo la pesca si può andare incontro a un aumento della carica batterica presente nel pesce, che può portare a sintomi come mal di pancia, dolori di stomaco, nausea e, a volte, la comparsa di piccole macchie rosse sull’, come manifestazione del rilascio di da parte dell’organismo. 

Questo genere di reazione può interessare tutti e non ha niente a che fare con una allergia.

Attenzione a tonni e sgombri

Sono tra gli alimenti maggiormente prelibati. Ma a volte nascondono delle insidie, legate a quello che tecnicamente si definisce avvelenamento da sgombroidi. Il quadro dei disturbi, alla fine, è quello già descritto: dolori di pancia e fastidi vari a carico di stomaco e intestino. Ma cambia, ovviamente, rispetto all’allergia il meccanismo che li provoca. In questo caso, gli sgombri freschi e il tonno appena pescato, non vengono refrigerati a dovere e rapidamente dopo la cattura. Quando ciò avviene, infatti, le prelibate carni di questi abitanti del mare possono andare molto rapidamente e più di altri pesci, incontro ad una vera e propria “invasione” da parte di germi che poi si trasmettono all’uomo. Per questo può capitare che dopo aver mangiato tonno o sgombro mal conservato si vada incontro a a forti dolori di stomaco e alla comparsa di  macchie sulla pelle, legate, come detto, alla liberazione di istamina, La cura prevede l’assunzione di molti liquidi ed eventualmente di , per combattere la liberazione di istamina

E se è allergia?

Di una vera e propria allergia si può invece parlare quando emergono sintomi chiari e inconfutabili di una reazione allergica che si presenta di solito in persone predisposte con sintomi a carico a carico del sistema gastrointestinale e a volte dell’epidermide. Può inoltre accadere, che mangiando del pesce fresco si abbia una liberazione di istamina massiccia e che questo fenomeno possa condurre, ad una immediata reazione allergica come il gonfiore delle labbra e portare, nei casi peggiori, a uno shock anafilattico. Questo si può verificare anche in assenza di IgE (Immunoglobuline E) specifiche, che sono dei veri e propri “indicatori” di una determinata forma allergica, perché la reazione viene avviata direttamente dalla grande quantità di istamina in circolo. La reazione, specie nelle sue forme più gravi, può essere certamente pericolosa: la liberazione massiccia di istamina causa infatti un drammatico calo della come conseguenza di una forte . In questo caso bisogna chiedere assistenza sanitaria immediata.

Quando ovviamente i sintomi non sono particolarmente intensi  e sono chiaramente e notoriamente riconducibili ad una allergia, si può fare affidamento sui farmaci di . Gli antistaminici vanno tenuti sempre a portata di mano mentre altri farmaci attivi sull’intestino, possono aiutare a controllare meglio i sintomi come il mal di pancia o le scariche di diarrea.