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Come affrontare la sindrome premestruale

Come affrontare la sindrome premestruale
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Irritabili, scontrose, terribilmente stanche. Magari con qualche crisi di pianto. E poi il peso che sale, la sensazione di che disturba. Per molte donne i giorni che precedono il flusso mestruale possono davvero rappresentare un problema, pronto a ripresentarsi per tutta l’età fertile a cadenza mensile. Accade a chi soffre di , un fenomeno molto diffuso, che può essere lenito, sul fronte dei disturbi, grazie ai e a corretti stili di vita.

Eziologia e sintomatologia

La sindrome premestruale si presenta con sintomi vari, compare da quattro a sette giorni prima del flusso, si aggrava con l’avvicinarsi delle perdite e tende a migliorare o addirittura a scomparire con l’inizio delle . Non essendoci esami diagnostici o test strumentali specifici in grado di confermarla, la diagnosi si basa sulla ciclicità dei fastidi e sulle modalità di comparsa degli stessi, sempre legati alle perdite mestruali. Per quando riguarda le cause, è ormai acclarato il ruolo dell’elevata sensibilità agli estrogeni, femminili, pur se negli ultimi anni si è supposta anche la presenza di anomali livelli di serotonina (una sostanza che facilita la trasmissione del segnale nervoso ed entra in gioco anche nella genesi di alcune forme depressive) nel sangue.  Di certo, nelle donne che soffrono di sindrome premestruale non esistono alterazioni degli organi femminili o deficit ormonali. Se presenti, la donna deve affrontare una problematica di salute più complessa e, ovviamente, è il ginecologo il referente per comprendere cosa accade e come comportarsi.

Dai sintomi ai trattamenti

Come si possono quindi affrontare i piccoli disturbi della sindrome premestruale? Il quadro dei sintomi ha impatto non solo sotto l’aspetto fisico con mal di testa, , senso di gonfiore, e tensione addominale ma anche sotto il profilo psicologico, rendendo la donna più irritabile, nervosa, incapace di concentrarsi. I farmaci di automedicazione, pur non agendo direttamente sulle cause del fenomeno, possono contribuire a limitarne i disturbi: esistono medicinali ad azione antinfiammatoria e antidolorifica in grado di ridurre la risposta infiammatoria migliorando la sintomatologia dolorosa che può essere presente sotto forma di mal di pancia o mal di testa prima e durante la durata del flusso mestruale. Un altro valido aiuto, soprattutto in chiave preventiva e per limitare la sensazione di gonfiore dovuta alla ritenzione di liquidi,  può arrivare dall’integrazione di sali minerali, primo tra tutti il magnesio. Una carenza di magnesio può manifestarsi anche con problemi legati alla sfera psicologica, come appunto ansia, e stanchezza. Infine questo deficit temporaneo può anche manifestarsi con attacchi di e dismenorrea, cioè di dolore durante il periodo mestruale. Il calo di magnesio può quindi spiegare una serie di sintomi non collegabili a una patologia, come disturbi dell’umore, tensione emotiva, , difficoltà di concentrazione, debolezza muscolare, che possono invece comparire in chi soffre di sindrome premestruale

Non dimentichiamo comunque che la curva ormonale tipica della vita fertile femminile va considerata un fenomeno del tutto naturale, anche se per qualche donna questo significa vivere qualche giorno in condizione di malessere, con cui però non si deve necessariamente convivere. Grazie alle giuste contromisure.