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Una ragione in più per dire addio alla sigaretta

Una ragione in più per dire addio alla sigaretta

Il cuore può essere rappresentato come motore che lavora sempre. Indefessamente. Il muscolo cardiaco si contrae migliaia di volte ogni giorno, spingendo il sangue carico di prezioso ossigeno a tutti gli organi attraverso le arterie. Ed è una pompa capace di contrarsi, senza che nemmeno ce ne accorgiamo, mediamente oltre 70 volte al minuto, il che significa più di centomila volte al giorno. Una struttura così complessa ed affinata da due miliardi di anni di evoluzione da far circolare ogni giorno nel corpo quasi quindicimila litri di sangue. Un motore indispensabile alla vita di cui dobbiamo avere cura, facendo attenzione alla sua salute, anche e soprattutto con le buone abitudini. A tavola, con l’attività fisica, nella lotta allo stress, nella sfida al peso corporeo in eccesso, nell’addio al fumo. Il medico è un prezioso alleato in questa importante sfida per la salute e il benessere perché anche se magari lo dimentichiamo, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte.

E proprio oggi che si festeggia la Giornata Mondiale del Cuore, tutto ciò va ribadito con forza. Il cuore va preservato, abbandonando ciò che lo danneggia direttamente. È il caso, ad esempio del fumo di sigaretta. Proprio su questo aspetto, invitiamo tutti a riflettere. Sapendo quanto la sigaretta può essere pericolosa per le arterie e il cuore (per non parlare del rischio ictus per il cervello), ci auguriamo possa diventare più facile chiedere aiuto ad un centro antifumo, supportati anche da una Terapia Nicotinica Sostitutiva, disponibile in automedicazione. Farmaci da banco a base di nicotina disponibili, ad esempio, in cerotti, spray o chew in gum, possono efficacemente, come riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, aiutarci ad abbandonare il vizio del fumo che sul cuore e sulle arterie provoca una serie di danni estremamente pesanti.

Innanzitutto, in chi fuma il cuore è costretto a lavorare di più, aumentando quindi il rischio di “sfiancarsi”. Col tempo il fumo fa aumentare il numero dei battiti, inducendo tachicardia, e provoca un incremento della pressione arteriosa, favorendo l’insorgenza di un vero e proprio stato ipertensivo.  Ma non basta. Nei fumatori tende a calare anche la quantità di sangue trasportata all’interno delle arterie, per cui se ne crea una maggior richiesta da parte dei tessuti periferici dai vasi. In pratica il cuore deve fare uno sforzo sempre maggiore mentre diminuisce il carburante, cioè il sangue in arrivo dalle arterie coronariche che lo irrorano. Questo meccanismo negli anni pregiudica la resistenza del miocardio. Ancora: la nicotina favorisce il restringimento del calibro arterioso e modifica la normale componente di grassi nel sangue, incrementando le lipoproteine LDL che tendono a mantenere il colesterolo all’interno dei vasi e, quindi, aumentando il rischio di occlusioni vascolari.  Infine, nei fumatori, soprattutto dopo un infarto, aumenta il fibrinogeno (sostanza che agevola la coagulazione). Crescono, inoltre, gli aggregati formati dalle piastrine, le cellule che normalmente hanno il compito di far coagulare il sangue. E nei fumatori si osserva più facilmente un danno dell’endotelio, la parete più interna dei vasi arteriosi. Insomma: stiamo parlando di un lungo elenco, e di una catena di fattori negativi per il cuore che va spezzata. Ricordiamolo. E Buona giornata Mondiale del Cuore.