Nella Giornata Mondiale dell’Orso polare, a chi non vengono in mente neve, giaccio e freddo? Tutti elementi da cui noi dobbiamo proteggerci per salvaguardare la nostra salute: abbigliamento adeguato che non tralasci gli occhi che spesso soffrono per il vento, il freddo e il sole che si riflette sulla neve. Inoltre, così come il cambiamento climatico ha progressivamente portato a restringere gli spazi destinati agli orsi polari così gli occhi risentono del progressivo inquinamento dell’aria. Se non ci credete andate a rileggervi una ricerca sul tema pubblicata su Clinical Ophtalmology, coordinata da Jennifer Patnaik dell’Università del Colorado. Gli esperti d’oltre Oceano hanno studiato le associazioni tra irritazione della superficie oculare e visite ambulatoriali giornaliere correlate alle allergie con livelli giornalieri di PM (particolato atmosferico) nell’area metropolitana di Denver. Sono state studiate in particolare le concentrazioni di PM10 e PM relativo a particelle di 2,5 micrometri o meno di diametro. Cosa è emerso? Le visite giornaliere sono più che raccoppiate (aumento di 2,2, volte) in presenza di concentrazioni di PM10 elevate. Il tutto, con un rapporto diretto tra incremento dei controlli per gli occhi e aumento delle concentrazioni giornaliere di inquinanti, con un innalzamento delle visite per congiuntivite, e di natura allergica. L’orso polare ce lo insegna. Facciamo attenzione al mondo che ci circonda, anche per la salute dei nostri occhi.

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