Quando il mal di testa colpisce, è spesso una forma di cefalea tensiva — la più diffusa nella popolazione. La cefalea tensiva è un dolore sordo e diffuso al cranio, spesso associato a stress prolungato, che si irradia verso collo e tempie ma non pulsa. Conoscere i sintomi e le cause aiuta ad affrontare al meglio il disturbo e trovare il sollievo più adatto.
Le caratteristiche: localizzazione, sensazione e durata
La cefalea tensiva è sicuramente la forma di mal di testa più diffusa nella popolazione: tende a interessare allo stesso modo uomini e donne, come non avviene invece per diverse forme di emicrania che riconoscono una condizione di genere. Il dolore tende ad avere alcune caratteristiche ben precise: prima di tutto non pulsa e tende a diffondersi al cranio, irradiandosi verso il collo e le spalle. Non ha caratteristiche di monolateralità, quindi non si sviluppa su un lato come avviene invece per l’emicrania, e soprattutto si diffonde in modo sordo verso la fronte e le tempie, pur se tende a partire dalla nuca. Seppur non provochi dolore di intensità paragonabile all’emicrania e non associa altri sintomi come fotofobia e/o nausea e vomito, la cefalea tensiva può avere ugualmente un pesante impatto negativo sulla qualità di vita, soprattutto quando il disturbo tende a manifestarsi con frequenza.
Cause e fattori scatenanti del mal di testa tensivo
Causa principale della cefalea tensiva è lo stress tanto che cefalea tensiva e da stress spesso si utilizzano come sinonimi. La tensione prolungata legata a stress sociali, economici, professionali e all’incertezza della situazione politica mondiale può diventare una possibile causa di accensione del mal di testa. Come mai? Lo stress di breve durata aumenta la vigilanza, l’attenzione, la capacità di memorizzazione nonché la velocità e la mobilità delle associazioni mentali, rendendoci più “scattanti”. Quando però lo stress è frequente o addirittura cronico e genera un costante stato di allerta nell’individuo può indurre danni al benessere psicofisico, con una serie di disturbi come fastidi gastrointestinali, calo delle difese immunitarie, tachicardia, stanchezza, ansia, insonnia, irritabilità, difficoltà di memoria e di concentrazione e mal di testa. Infatti, oggi è proprio lo stress il principale fattore scatenante del mal di testa sia nella forma di tipo tensivo, che nell’emicrania (dove rappresenta l’elemento scatenante dell’attacco nell’80% dei casi). La cefalea da stress è un allarme che il corpo invia, segnalandoci che qualcosa non va come dovrebbe. Oltre allo stress, molti altri elementi possono scatenare il mal di testa. Essi variano dalla postura, all’alimentazione, passando dalla stanchezza oculare che può verificarsi dopo ore passate guardando gli schermi. In questi casi, che la stragrande maggioranza delle persone conosce per esperienza, però il mal di testa è generalmente occasionale.
Come alleviare il dolore: farmaci e stile di vita
Spesso l’aiuto del farmacista basta per risolvere i sintomi, se sono occasionali e di breve durata. Per il sollievo del dolore, possono essere utili analgesici come paracetamolo oppure antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, ketoprofene o acido acetilsalicilico, farmaci efficaci nel calmare il dolore della cefalea tensiva. È consigliabile consultare il farmacista o il medico per scegliere il principio attivo più adatto, il dosaggio corretto e verificare eventuali controindicazioni o interazioni. Tuttavia, sono talvolta necessarie misure diverse per contrastare o prevenire la cefalea tensiva quando non si tratta di un disturbo episodico ma frequente: in questi casi è importante fare riferimento al proprio medico curante. Indubbiamente, soprattutto in forma preventiva, bisogna tentare di agire sulla propria qualità di vita quotidiana. Ad esempio, bisognerebbe imparare a “fare respirare” il nostro cervello, spesso costretto dalle attività quotidiane e dalla assenza di vere distrazioni (spesso sostituite da attività di svago mentalmente impegnative come l’uso di internet) a lavorare in condizioni di apnea. Concedersi delle pause quotidiane da dedicare a brevi momenti di relax lontano dagli schermi è un primo passo. Per “decomprimere” e rilassarsi può essere utile sdraiarsi su una poltrona a occhi chiusi, allentando abiti e cinture, respirando profondamente e lentamente per una decina di minuti, oppure fare una breve e tranquilla passeggiata, a passo non veloce. Sul fronte della dieta, oltre a seguire il ritmo dei pasti, meglio non fare l’errore che, a fronte di una stressante vita lavorativa e sportiva, ricorrono impropriamente a diete iperproteiche. Ricordiamo che i carboidrati sono il combustibile principale della cellula nervosa e che non bisogna saltare il pranzo. Utili sono poi le tecniche di rilassamento, come il training autogeno o il biofeedback, consistente in una metodica ormai collaudata da decenni che consente al paziente di monitorare attraverso speciali dispositivi alcune funzioni normalmente autonome (come la frequenza cardiaca, la temperatura cutanea, la contrazione muscolare), imparando progressivamente nel tempo a controllarle. Lo yoga, infine, se praticato con insegnanti qualificati è in grado di “risintonizzare” il nostro sistema di risposta allo stress.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra cefalea tensiva e emicrania?
La cefalea tensiva non pulsa ed è diffusa, mentre l’emicrania pulsa su un lato e può includere nausea e fotofobia. Lo stress scatena entrambe, ma con modalità diverse.
Quanto tempo posso automedicarmi con analgesici?
Per cefalea occasionale, i farmaci da banco risolvono il problema in breve. Se il dolore persiste oltre 3-5 giorni o diventa frequente, consulta il medico per escludere forme croniche.
I rimedi naturali possono sostituire i farmaci?
Rilassamento, yoga e pause dagli schermi supportano il trattamento farmacologico ma non lo sostituiscono. Combinali con analgesici o FANS per il sollievo ottimale.
Lo stress è l’unica causa della cefalea tensiva?
No. Anche postura scorretta, saltare i pasti, affaticamento oculare e disidratazione possono scatenarla. Identificare il fattore personale aiuta nella prevenzione.
Per saperne di più: https://www.sisc.it/upload_condivisione/1-GiornaleSisc_1_2001.pdf

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