Quando la qualità del sonno diventa una sfida quotidiana, spesso dimentichiamo quanto l’ambiente in cui viviamo influisca sul riposo notturno. La Giornata Europea dei Parchi, che si celebra il 24 maggio, ricorda proprio questo: vivere circondati dal verde non è solo una questione di bellezza paesaggistica, ma un vero alleato per dormire meglio. A confermarlo è uno studio condotto in 18 Paesi dai ricercatori del Centro europeo per l’ambiente e la salute umana dell’Università di Exeter, che dimostra una correlazione chiara tra la vicinanza a zone verdi e la qualità del riposo notturno.
L’analisi ha esaminato i dati di oltre 16.000 persone in 14 paesi europei, nonché Australia, Canada, Stati Uniti e Hong Kong, nell’ambito della Blue Health International Survey. Ai partecipanti si è chiesto se avessero verde lungo le strade o viste su fiumi, laghi e coste (collettivamente noti come spazi blu) e quanto tempo libero trascorressero negli spazi naturali. Chi vive in zone più verdi mostra una miglior salute psicologica, fattore giudicato chiave per ottenere un sonno migliore. I numeri raccontano una storia significativa: il 17% delle persone che vivevano in strade con zone verdi hanno riferito di dormire meno di sei ore a notte, rispetto al 22% di coloro che risiedevano in aree trafficate — una differenza di ben 5 punti percentuali. Stando alla letteratura scientifica, è la medesima differenza di sonno che si rileva tra le persone che riescono a far fronte al proprio reddito attuale e quelle con meno risorse: un dato che non va sottovalutato.

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