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Raffreddore

Sinonimi: rinite

Definizione

Il classico raffreddore è un’infezione di natura virale che può essere causata da diversi ceppi virali, presenti intorno a noi tutto l’anno. Al primo posto per numero di raffreddori prodotti ci sono i rinovirus, che sono tra quelli che girano sempre nell’aria, anche se si scatenano in primavera ed in autunno. Poi ci sono i coronavirus, che provocano disturbi per un periodo più lungo e tendono a concentrare il loro effetto proprio nel periodo più freddo, da ottobre a marzo. I virus parainfluenzali, terzi in classifica, sono simili a quelli che causano l’influenza solo di nome. Il loro nome deriva dal fatto che tendono a manifestarsi come “coda” dell’epidemia influenzale e quindi sono più diffusi tra marzo e maggio. Per i bambini i più temibili sono invece gli adenovirus, che si concentrano in inverno ed in primavera. Va comunque ricordato che ci sono altri virus capaci di creare i classici sintomi del raffreddore, che magari scelgono le narici solo come “seconda casa”, perché la loro diffusione è massiccia altrove nel nostro corpo. A prescindere dal colpevole, ciò che conta sono i sintomi: naso chiuso e gocciolante, starnuti a ripetizione, mal di testa che segue la congestione nasale. L’esposizione al freddo può provocare, momentaneamente, gli stessi sintomi del raffreddore che, in tal caso, rappresentano una reazione delle mucose nasali alle basse temperature.

Sintomi associati

  • congestione nasale
  • infezione alle vie aeree
  • naso chiuso
  • ossa rotte
  • prurito nasale
  • rinorrea
  • starnuti

Trattamento

Per definizione il raffreddore è una patologia benigna ed autolimitante. Questo significa che, come sempre accade in caso di infezioni virali, non occorrono antibiotici e bisogna soprattutto contenere i sintomi anche per ridurre il rischio di complicazioni come sinusiti o otiti. Per questo può essere utile il ricorso a medicinali di automedicazione, come ad esempio i Fans (antinfiammatori non steroidei), il paracetamolo e l’acido acetilsalicilico: questi ultimi possono avere effetti positivi sulla sensazione di dolore muscolare e sulla febbre, peraltro spesso assente. Spray, gocce nasali e unguenti a base di sostanza balsamiche come l’eucaliptolo, levomentolo e pelargonium sidoides in associazione e decongestionante (ad esempio niaouli) o contenenti vasocostrittori (ad esempio efedrina/pseudoefedrina, fenilefrina, nafazolina, oximetazolina, tramazolina, tuaminoeptano in associazione, xilometazolina) possono aiutare invece a liberare le narici, combattendo il fastidioso naso chiuso e dando sollievo dalla congestione. Altri farmaci, per esempio a base di acido tannico in associazione con il belzalconio cloruro o di argento proteinato, hanno la funzione di disinfettare la mucosa nasale, così come  la tirotricina in caso di rinite batterica . Attenzione: i Fans per via generale andrebbero assunti a stomaco pieno e dovrebbero essere evitati da chi soffre di patologie dello stomaco come gastrite e ulcera, da chi è in trattamento con farmaci che riducono la coagulazione, da chi soffre di insufficienza renale in fase avanzata e da chi soffre di problemi cardiaci. Cautela è consigliata invece in caso di ipertensione , visto che l’uso prolungato di Fans può avere effetti sulla pressione. I vasocostrittori potrebbero avere invece effetti sulla pressione arteriosa, per questo l’impiego di questi farmaci è controindicato in caso di ipertensione o cardiopatie. Occorre anche evitare l’abuso di questi farmaci, per non innestare un circolo vizioso che aggrava la situazione. Un particolare occhio di riguardo va prestato all’acido acetilsalicilico (da evitare sotto i 16 anni) e al paracetamolo, che se assunto in dosi superiori a quelle raccomandate in pazienti con malattie del fegato, può essere responsabile di disturbi epatici più o meno importanti.

Buone abitudini

Cercare di prevenire gli attacchi dei virus che causano raffreddori è difficile se non impossibile. Viaggiano a grande velocità per via aerea, ma spesso il contagio può avvenire anche con una semplice stretta di mano. Per chi si è buscato un raffreddore, comunque non resta altro che mettersi tranquillo. In media ci vogliono da tre a sette giorni perché i fastidi passino. In questo periodo occorre cercare di tenere un’alimentazione leggera, evitando di sovraccaricare lo stomaco, bere molto e assumere regolarmente alimenti ricchi di vitamina C, come ad esempio le spremute di agrumi. Con questi semplici consigli il virus dovrebbe smettere la sua attività in poco tempo. Soprattutto nei bambini, però, occorre fare attenzione alle possibili complicazioni. L’abbassamento delle difese può aprire la strada a sovrapposizione batterica da parte di germi come gli stafilococchi e gli streptococchi, che sono quelli che più facilmente attaccano le prime vie respiratorie. Se dopo qualche giorno i sintomi non migliorano, anzi ne compaiono di nuovi, soprattutto alle orecchie, meglio dunque chiamare il medico. Potrebbe essere il momento di passare agli antibiotici.

Realizzato in collaborazione con SIMG - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie