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Aiuto, ho l’orticaria!

Spesso, quando una situazione o una persona ci infastidiscono, utilizziamo l'espressione “Mi fa venire l'orticaria!” ma cos'è è in realtà l'orticaria?
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Spesso, quando una situazione o una persona ci infastidiscono, utilizziamo l’espressione “Mi fa venire l’!” ma cos’è è in realtà l’?

In qualche raro caso, è una vera e propria malattia. In tali circostanze è fondamentale che sia il medico a definire con cura la diagnosi del fenomeno e a impostare il trattamento più indicato. Per fortuna, nella stragrande maggioranza delle persone, la comparsa dell’orticaria che si manifesta attraverso pomfi pruriginosi simili a quella che un tempo veniva chiamata “voglia di fragola” è un fenomeno dermatologico passeggero che, in quanto tale, può essere affrontato efficacemente con i efficaci nell’alleviarne i sintomi, siano essi da applicare direttamente sulla pelle oppure da assumere per via generale. Ma, anche in questi casi, quando il fenomeno non deve destare particolare preoccupazione, è importante capire quali possono essere i fattori scatenanti degli attacchi caratterizzati da e fastidi, che a volte si estendono anche alla lingua e alle labbra. In termini generali l’orticaria è da considerare un’eruzione cutanea caratterizzata dalla comparsa improvvisa di pomfi rossi o bianchi, macchie rilevate di dimensioni variabili e che generalmente provocano , fastidio o addirittura .

Le cause dell’orticaria sono molteplici e legate a reazioni allergiche, a virali ma anche batteriche, a parassitarie per esempio da elminti (vermi), e il disturbo può manifestarsi come orticaria da contatto con /allergizzanti (ortica, medusa, insetti, alghe, processionaria, acari, ecc.), determinata da additivi, da farmaci oppure caratterizzarsi per essere di natura allergica e non allergica, derivante da alimenti, da agenti fisici, da freddo, da caldo, da pressione, solare o anche da . Purtroppo, proprio per la grande variabilità delle possibili cause, nella maggior parte dei casi, soprattutto se l’orticaria non è da contatto, non si riesce a identificare la specifica causa che determina la manifestazione dei sintomi.

Nella forma acuta l’orticaria dura circa quattro settimane, ma può risolversi spontaneamente anche nell’arco di poche ore o di una giornata. Sul fronte della prevenzione, specie nei casi in cui non venga riconosciuto l’elemento che dà il via ai problemi, è sempre importante verificare l’ e l’ingestione di cibi che possono determinare liberazione di , capaci quindi di scatenare i disturbi. Per questo l’orticaria si combatte anche a tavola, con una dieta di “eliminazione”: per alcuni giorni si mangiano solo cibi sicuramente non nocivi per poi aggiungere alla dieta un nuovo alimento ogni giorno finché non ricompaiono i disturbi. A quel punto è evidente che quel determinato alimento o bevanda può essere considerato responsabile dei problemi. Per queste forme spesso la colpevole è l’ che viene liberata a seguito dell’esposizione ad un allergene contenuto in un cibo ingerito che l’organismo riconosce come nocivo. L’ favorisce l’infiammazione e quindi dà il via ai ponfi e al prurito associati, a volte, a mal di testa o dolori di pancia. Gli alimenti a maggior rischio, in questo senso sono, nelle persone predisposte il cioccolato, le fragole, le banane, le arachidi, i crauti, i pomodori, i formaggi fermentati o anche il vino bianco. L’approccio terapeutico si basa essenzialmente sull’assunzione di , specie nelle forme più leggere: in questo senso i farmaci di automedicazione possono essere di grande aiuto.

C’è un ultimo particolare da non sottovalutare: fate attenzione a non grattarvi troppo anche se il prurito diventa difficile da dominare. Evitate indumenti di fibre sintetiche irritanti a contatto con la pelle, non strofinate la pelle asciugandola.

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