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Cibi astringenti per combattere la diarrea

Cibi astringenti per diarrea
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Ricordate le nostre nonne? Quando l’intestino faceva le bizze e le scariche si ripetevano, puntavano subito su una su misura per contrastare la diarrea. Oltre a condire tutto con il limone, puntavano sul riso, naturalmente dotato della capacità di fare “massa” nell’intestino, e più in generale su cereali come pane tostato o fette biscottate, per poi proporre carni e pesci magri lessati o al vapore.

L’importanza era (ed è) ridurre i grassi alimentari che possono favorire la comparsa di scariche diarroiche, non esagerare con i condimenti, dimenticare per qualche giorno dolci, creme e simili.

L’elenco dei cibi astringenti per combattere la diarrea non è lunghissimo, ma è utile tenere presente soprattutto quello che non si dovrebbe consumare se l’intestino è in subbuglio. Se sul fronte alimentare è possibile trovare rimedi utili a diminuire le scariche, non bisogna mai dimenticare infatti che la diarrea è un sintomo di difesa dell’organismo da diverse condizioni.

Cosa è la diarrea e perché si manifesta 

La diarrea è caratterizzata dalla necessità di andare in bagno più volte al giorno e dall’emissione di feci liquidi e di poca consistenza. Spesso si accompagna a dolori all’addome e a una sensazione di debolezza, specie quando provoca la perdita di quantità elevate di liquidi e ed è associata anche ad altri sintomi a carico dell’apparato digerente come ad esempio il vomito.

Nelle forme più comuni, che possono presentarsi in tutti i periodi dell’anno, l’insorgenza della diarrea è legata ad un’infezione virale che si trasmette direttamente tra i diversi individui, oppure anche ad un’infezione causata da virus e batteri che appare invece legata all’assunzione di alimenti o bevande contaminati.  La sua comparsa rappresenta, quindi, un sistema di “pulizia” del da agenti patogeni che va gestito per alleviare il fastidio, senza azzerarlo. Perché, pur essendo un disturbo, ci aiuta a star meglio in quanto si tratta di un meccanismo di difesa.

Per questo i farmaci antidiarroici di automedicazione sono utili: limitano le scariche, ma non spengono completamente la reazione. Non va tuttavia dimenticato che a volte l’insorgenza di diarrea può far seguito ad un trattamento prolungato con alcuni farmaci, come ad esempio gli antibiotici, che possono indurre alterazioni nel microbiota intestinale, ovvero nei batteri che vivono all’interno dell’intestino. In questo caso, così come accade quando il sintomo fa parte di una condizione clinica complessa, la parola deve passare al medico.

I cibi astringenti per la diarrea

I principali cibi astringenti sono limone, riso, pane e altri cereali, carni e pesci lessati o al vapore. 

Prima di parlare dei cibi astringenti, tuttavia, è meglio non dimenticare che ci sono alimenti che possono anche peggiorare il quadro avendo funzione lassativa, e quindi vanno impiegati con attenzione in caso di diarrea. È il caso ad esempio del latte e dei latticini freschi, dei salumi, di condimenti grassi come burro, intingoli, alimenti fritti, salse. Fate anche attenzione alle cotture più elaborate, ai cibi speziati e, alle brioche da prima colazione, alla pizza, specie se molto ricca . 

Di seguito un elenco dei principali alimenti antidiarroici 

La frutta

Tra i frutti, meglio puntare sugli agrumi come limone, arance e mandarini per la loro capacità astringente, lasciando da parte la frutta sciroppata, le prugne, l’uva. Anche le mele crude (non cotte) hanno elevate proprietà astringenti e prebiotiche grazie alla presenza della pectina, una fibra che aiuta ad incrementare la consistenza delle feci.

Le e gli ortaggi

In caso di diarrea,Tra le verdure, si può puntare su carote (cotte a vapore o bollite) e patate (cotte a vapore o lesse). Inoltre, al posto delle verdure, anche se bollite, si può puntare su centrifugati che offrono liquidi e magari, accompagnati da limone spremuto, possono aiutare a frenare le scariche.

I cereali

Il riso è il cibo per eccellenza in una astringente contro la diarrea. Più in generale, si consiglia un’alimentazione a base di cereali come pane tostato o fette biscottate, si sconsigliano invece i cereali integrali.

Carne e pesce

Si possono proporre carni e pesci magri, lessati o al vapore. L’aspetto fondamentale è che non siano carni grasse e/o speziate, si sconsigliano fortemente anche i brodi di carne.

Le bevande

Non dimenticate l’importanza dell’idratazione, anche attraverso le classiche tisane, ma soprattutto bere tanta acqua aiuta a riequilibrare l’intestino e la flora batterica intestinale.

Per la diarrea, anche i farmaci di automedicazione

Se il disturbo è occasionale ricordate il valore dei farmaci e dei fermenti lattici, che possono anche aiutare a ricostituire il microbiota. Per fronteggiare la diarrea si può puntare da un lato su probiotici, dall’altro su farmaci che agiscono sulla motilità dell’intestino oppure, se il medico lo consiglia, su antibiotici sviluppati specificamente per essere attivi sui germi che più facilmente provocano problemi in questo settore dell’organismo.

Tra i microrganismi “buoni” che possono ripristinare la flora batterica intestinali si possono ricordare ad esempio quelli a base di lievito e i lattobacilli. Gli inibitori della motilità intestinale invece agiscono direttamente sulle contrazioni dell’intestino, spesso aumentate in caso di diarrea. Vanno assunti solo quando la diarrea è grave e dura qualche giorno: loperamide, uno dei principi attivi più impiegati, non va usato nei e va evitato in situazioni specifiche come la presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali (ad esempio colite ulcerosa e malattia di Crohn), se c’è sangue nelle feci, quando si rischia un blocco intestinale o se sono in corso infezioni da batteri che possono diffondersi nel sangue.

Diarrea e contaminazione del cibo: le regole da seguire in cucina

La prima regola per ridurre il rischio di trasmissione dei virus e più in generale del possibili nemici della salute intestinale è lavarsi spesso le mani. 

Proprio le mani, infatti, rappresentano la fonte più comune di diffusione delle infezioni a carico del sistema gastrointestinale. 

Per il resto occorre sempre utilizzare acqua “sicura” e non contaminata e ci vuole molta attenzione nel maneggiare gli alimenti. Ecco, in questo senso, le regole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • Scegliere alimenti trattati per renderli sicuri (lavare bene l’insalata, consumare latte pastorizzato e pollame fresco o congelato)
  • Cuocere a fondo i cibi (solo la cottura completa distrugge i germi della carne. Bisogna arrivare a 70 gradi in ogni parte del pollame)
  • Consumare subito i cibi cotti (mentre raffreddano, i microbi si sviluppano e il pericolo sale con il passare delle ore)
  • Conservare bene i cibi cotti (se dovete usarli dopo più di cinque ore, portateli almeno a 60 gradi o a meno di 10)
  • Riscaldare bene i cibi già cotti (l’alimento deve essere portato a 70 gradi per distruggere i germi eventualmente sviluppatisi)
  • Non avvicinare cibi cotti e crudi (i germi del crudo possono svilupparsi nel cotto, ad esempio con la carne di pollo cruda)
  • Non usare lo stesso coltello per carni crude e cotte (il rischio di trasmissione di germi esiste)
  • Lavarsi le mani spesso (almeno dopo aver manipolato carni e pesce crudi oppure dopo contatto con animali domestici)
  • Pulire bene la cucina (strofinacci, briciole e avanzi possono mantenere germi)
  • Chiudere ermeticamente gli alimenti (per evitare contatti con insetti o altri animali)

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