La tendenza a sviluppare l’acne è maggiore quando esiste una familiarità. Avere genitori o fratelli che hanno sofferto di acne, infatti, può aumentare la probabilità di manifestare la stessa condizione. Ma la genetica è soltanto uno degli elementi in gioco. L’acne nasce dall’interazione tra produzione di sebo, alterazioni del processo di cheratinizzazione del follicolo, attività ormonale, microbioma cutaneo e risposta infiammatoria.
Quando la ghiandola sebacea produce molto sebo e, contemporaneamente, le cellule che rivestono il follicolo si accumulano in modo anomalo, l’apertura del follicolo può ostruirsi. Si forma così il comedone.
Se il comedone rimane aperto verso l’esterno, si forma il cosiddetto punto nero o comedone aperto. Il colore nero non è dovuto alla “sporcizia” accumulata nel poro, ma soprattutto all’ossidazione del contenuto del comedone a contatto con l’aria. Quando invece l’apertura è chiusa, si parla di comedone chiuso, il classico punto bianco o brufolo.
A questo punto può entrare in gioco l’infiammazione. Quando la parete del follicolo si danneggia o si rompe, il suo contenuto entra nei tessuti circostanti e viene riconosciuto dal sistema immunitario. Si sviluppa così una risposta infiammatoria che può trasformare una lesione inizialmente non infiammata in una papula arrossata e dolente oppure in una pustola.
Anche il Cutibacterium acnes, un batterio normalmente presente sulla pelle, partecipa a questi meccanismi. Non significa però che l’acne sia una malattia infettiva: il batterio contribuisce alla risposta infiammatoria all’interno del follicolo, ma non è un agente patogeno che da solo “scatena” l’acne.
Per questo spremere brufoli e punti neri è una cattiva abitudine. Quando si schiaccia una lesione, infatti, si può spingere parte del contenuto più in profondità e aumentare l’infiammazione. Questo può prolungare la guarigione e aumentare il rischio di macchie e cicatrici, soprattutto quando le lesioni sono profonde e infiammate.
Acne a spalle e schiena: le caratteristiche
L’acne può comparire in diverse zone dove sono presenti follicoli pilosebacei, soprattutto viso, torace, spalle e schiena. Non esiste quindi una forma di acne esclusiva della schiena: anche nelle zone del tronco possono comparire contemporaneamente comedoni, papule, pustole e, nelle forme più importanti, noduli.
Nell’acne comedonica predominano punti neri e punti bianchi e l’infiammazione è minima o assente. Quando il processo infiammatorio aumenta, compaiono papule e pustole, cioè rilievi arrossati e talvolta contenenti materiale purulento. Le forme più profonde comprendono noduli e pseudocisti e sono quelle maggiormente associate al rischio di cicatrici.
La gravità dipende dunque da diversi elementi. L’attività delle ghiandole sebacee è influenzata dagli androgeni, mentre una produzione elevata di sebo e l’ostruzione follicolare favoriscono la formazione dei comedoni. A questi meccanismi si aggiungono l’attività del C. acnes e la conseguente risposta immunitaria che alimenta l’infiammazione.
La genetica contribuisce a determinare la predisposizione. Per questo alcune persone sviluppano un’acne più intensa o più resistente ai trattamenti anche quando le loro abitudini di igiene della pelle sono corrette.
Cosa può peggiorare l’acne a spalle e schiena
La zona della schiena può essere particolarmente difficile da trattare perché è più ampia e meno facilmente raggiungibile. Inoltre, sudore, sfregamento e occlusione possono contribuire a peggiorare le lesioni.
Anche i prodotti cosmetici possono avere un ruolo. Per chi soffre di acne è preferibile scegliere prodotti non comedogenici e cioè non eccessivamente occlusivi.
Stress e fumo vengono spesso indicati tra i possibili fattori aggravanti, ma il rapporto non è così semplice. L’acne rimane infatti una condizione multifattoriale.
Acne nell’adulto: attenzione agli ormoni
L’acne esordisce frequentemente durante la pubertà, ma può però continuare anche dopo l’adolescenza, o comparire per la prima volta in età adulta, in particolare nelle donne.
Quando una donna adulta presenta acne persistente o improvvisa, soprattutto insieme ad altri segnali come ciclo irregolare o aumento dei peli in sedi insolite, il medico può valutare un possibile coinvolgimento ormonale. Questo non significa però che ogni acne dell’adulto sia causata da uno squilibrio ormonale.
Deve essere sempre il medico a decidere se siano necessari ulteriori accertamenti.
I cinque consigli per tutti
- Non bisogna “schiacciare” e spremere i brufoli e punti neri. Si corre solo il rischio di aumentare lo stato di infiammazione localizzato e di diffondere eventuali infezioni cutanee;
- Non tutta l’acne è uguale. Deve esserci un approccio diverso a seconda del tipo di acne da affrontare (semplici comedoni, pustole, noduli che interessano gli strati più interni della cute, in alcuni casi, vere e proprie cisti che si riempiono di pus);
- Un aiuto dai farmaci di automedicazione: in termini generali, oltre a contrastare i sintomi come prurito e gonfiore, grazie ai farmaci di automedicazione (si parla soprattutto di medicinali ad azione comedolitica, antisettica e antimicrobica, da somministrarsi localmente) si può controllare il quadro in modo efficace, soprattutto nelle forme lievi;
- Proteggiamo la pelle: ricordiamo di pulire la pelle con detergenti delicati e poco aggressivi. Bisogna evitare di detergerla eccessivamente per non togliere lo strato lipidico naturale, rendendola così più secca e sensibile. Bisogna idratarla evitando i prodotti a base grassa. L’impiego di esfolianti e simili andrebbe limitato solamente alle fasi in cui l’infiammazione non è particolarmente pronunciata;
- Il dermatologo è il punto di riferimento. In presenza di lesioni più serie e di livelli di infiammazione più accentuati occorre chiedere consiglio al dermatologo, sia per terapie mediche mirate, ma anche per eventuali approcci chirurgici, come quelli volti a svuotare cisti molto ampie.
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