Tosse che non passa in autunno: cosa fare quando il catarro persiste

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 9 MIN
Tosse che non passa in autunno: cosa fare quando il catarro persiste

Con l’autunno, ci si ritrova più spesso negli ambienti chiusi, a stretto contatto con altre persone, mentre i virus respiratori iniziano a circolare con maggiore facilità. Anche gli sbalzi di temperatura e l’aria secca degli ambienti riscaldati possono contribuire a irritare le vie respiratorie. Il risultato può essere una fastidiosa tosse che, in alcuni casi, continua anche quando l’infezione che l’ha provocata sembra ormai superata.

A volte si tratta di una tosse secca e stizzosa, mentre in altri casi è presente anche muco, fino al vero e proprio catarro.

Se però il sintomo persiste, peggiora o si accompagna ad altri disturbi, è importante parlarne con il medico. La tosse, infatti, può avere molte cause e non sempre è possibile attribuirla semplicemente a un virus stagionale.

I diversi volti della tosse

La tosse non è sempre uguale e osservare le sue caratteristiche può aiutare a capire come affrontarla.

La tosse secca o stizzosa non produce catarro ed è spesso associata a irritazione della gola e delle vie respiratorie. Può comparire durante un’infezione virale e rimanere per qualche tempo dopo la guarigione. Può inoltre essere favorita dal fumo, dall’aria secca o da altre sostanze irritanti.

Una tosse produttiva, invece, è accompagnata dalla presenza di muco che viene espulso con i colpi di tosse. Il catarro è il risultato della produzione di secrezioni da parte delle vie respiratorie e della risposta infiammatoria.

Il colore del catarro, da solo, non consente però di stabilire se l’infezione sia batterica: anche durante le comuni infezioni virali il muco può diventare più denso e assumere una colorazione giallastra o verdastra.

La presenza di sangue nel catarro merita invece attenzione, soprattutto se il fenomeno si ripete o la quantità di sangue è significativa. Anche difficoltà respiratoria, dolore al petto, febbre elevata o persistente e un peggioramento generale delle condizioni richiedono una valutazione medica.

Perché in autunno la tosse può durare più a lungo

Il ritorno dei virus respiratori rappresenta una delle principali ragioni per cui durante l’autunno aumentano raffreddori, faringiti e altre infezioni delle vie respiratorie.

A questo si aggiunge una maggiore permanenza negli ambienti chiusi, dove la vicinanza tra le persone facilita la trasmissione dei virus. Anche il riscaldamento degli ambienti può rendere l’aria più secca e contribuire all’irritazione delle mucose.

Non è invece corretto attribuire automaticamente la persistenza della tosse alla sovrapposizione di diversi ceppi virali. È possibile ammalarsi più volte nell’arco di una stagione, ma una tosse che continua dopo un’infezione può semplicemente essere legata alla persistenza dell’infiammazione e dell’ipersensibilità delle vie respiratorie.

Una tosse post-infettiva può quindi durare più a lungo rispetto a febbre, mal di gola e altri sintomi iniziali. Negli adulti, una tosse che dura meno di tre settimane viene generalmente considerata acuta; quando si prolunga oltre questo periodo e fino a circa otto settimane si parla di tosse subacuta. Una tosse che supera le otto settimane richiede invece un approfondimento medico per individuarne la causa.

Tra le possibili cause di una tosse persistente non ci sono soltanto le infezioni. Possono entrare in gioco asma, allergie, reflusso gastroesofageo, fumo di sigaretta e altre condizioni delle vie respiratorie.

Come affrontare la tosse con i farmaci

Il trattamento dipende dal tipo di tosse e soprattutto dalla causa che l’ha provocata. Per i disturbi lievi, i farmaci di automedicazione contro la tosse possono aiutare a controllare i sintomi, ma è importante scegliere il prodotto appropriato insieme al farmacista.

In caso di tosse secca e stizzosa possono essere utilizzati farmaci sedativi della tosse, che riducono lo stimolo tussigeno.

In presenza di tosse produttiva, invece, possono essere utilizzati i mucolitici, che rendono le secrezioni meno viscose e ne facilitano l’espulsione.

I farmaci antinfiammatori non steroidei possono invece essere utili per alcuni sintomi associati alle infezioni delle vie respiratorie, come dolore e febbre.

Cosa fare per respirare meglio

Quando la tosse è legata a un’infezione delle vie respiratorie, bere regolarmente può contribuire a mantenere idratate le mucose e, nel caso della tosse produttiva, a rendere le secrezioni meno dense.

L’aria degli ambienti troppo secca può accentuare il fastidio.

Anche il fumo di sigaretta va evitato, perché rappresenta un irritante diretto per le vie respiratorie e può contribuire a mantenere la tosse.

Per il riposo notturno può essere utile mantenere la testa leggermente sollevata, soprattutto se la tosse è associata a congestione nasale o reflusso. Dormire a pancia in giù non è invece una raccomandazione generale per prevenire l’accumulo di catarro.

I lavaggi nasali con soluzione fisiologica possono essere utili quando è presente congestione nasale o quando il muco scende dalla parte posteriore del naso verso la gola, il cosiddetto gocciolamento retronasale. Questa condizione può contribuire a mantenere lo stimolo a tossire, soprattutto durante la notte.

FAQ

Tosse secca o produttiva: le terapie sono diverse?

Sì. I sedativi della tosse sono destinati soprattutto alle forme secche e stizzose e agiscono riducendo lo stimolo a tossire. I mucolitici, invece, vengono utilizzati soprattutto quando è presente una tosse produttiva con secrezioni dense, con l’obiettivo di renderle più fluide e facilitarne l’eliminazione.

La scelta non dovrebbe però basarsi soltanto sulla presenza o sull’assenza di catarro. Età, altri medicinali assunti, eventuali malattie e durata della tosse sono tutti elementi che il farmacista o il medico devono considerare prima di consigliare un trattamento.

Servono gli antibiotici se la tosse non passa?

No, non bisogna ricorrere agli antibiotici senza una precisa indicazione medica. La maggior parte delle infezioni respiratorie acute è causata da virus e gli antibiotici non sono efficaci contro di essi.

La persistenza della tosse, così come la presenza di catarro giallo o verde, non è di per sé una ragione sufficiente per iniziare una terapia antibiotica. Sarà il medico, dopo aver valutato i sintomi e l’evoluzione del quadro, a stabilire se esistano elementi che facciano pensare a un’infezione batterica o ad altre condizioni che richiedono un trattamento specifico.

Quando occorre rivolgersi al medico?

Una tosse che non migliora, che peggiora o che dura per diverse settimane merita una valutazione. È importante consultare il medico anche quando la tosse si accompagna a febbre persistente, difficoltà respiratoria, dolore al torace o un peggioramento delle condizioni generali.

La presenza di sangue nel catarro richiede attenzione, soprattutto se il sanguinamento è significativo, ricorrente o associato ad altri sintomi.

Se la difficoltà respiratoria è improvvisa o importante, se compare un dolore toracico intenso, se le labbra diventano bluastre o se la persona appare gravemente malata, è necessario richiedere tempestivamente assistenza medica.

La tosse autunnale  può nascere da un virus e può essere il semplice strascico di un’infezione respiratoria e continuare per qualche settimana anche dopo la scomparsa degli altri sintomi. Quando però non tende a migliorare, è molto intensa o presenta caratteristiche insolite, non va attribuita automaticamente al cambio di stagione: capire la causa è il primo passo per scegliere il trattamento più adatto.

Per saperne di più: SIP (Società Italiana di Pneumologia)

www.sipirs.it.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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