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Cosa fare se le papille gustative della lingua si gonfiano

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Tutti sappiamo cosa sono e cosa fanno le papille gustative. Siamo abituati infatti a considerarle una delle porte del piacere della tavola perché sono proprio loro che recepiscono il gusto e, di conseguenza, indirizzano le nostre preferenze alimentari portandoci a scegliere cibi più o meno sapidi, guidando la preferenza per i dolci, facendoci apprezzare l’amaro o magari portandoci ad arricciare il naso se qualcosa non ci piace.

Le papille gustative sono, quindi, la via d’accesso del senso del gusto e, normalmente, la loro presenza, così come il loro lavoro, non viene nemmeno percepito, a meno che non si verifichi un’ageusia ovvero la perdita del gusto che è diventata uno dei sintomi chiave nelle prime ondate di Covid-19. Ma questa condizione non è l’unica che può interessare le papille che sporgono sulla lingua. Anche piccoli fastidi, come per esempio una glossite, ovvero l’infiammazione della lingua, possono alterarne il portandole a gonfiarsi. La lingua che gonfia, soprattutto nella sua parte posteriore, può quindi essere un segno di disagio. Ma perché accade questo? E come mai anche le papille gustative possono arrossarsi e gonfiarsi?

Perché lingua e papille gustative gonfiano

Le possibili cause del gonfiore della lingua sono moltissime e alcune di legano proprio a quando portiamo un cibo alla bocca.  Pensate solamente a quanto si verifica se, senza esserci abituati, consumiamo un alimento molto piccante: l’effetto è quasi immediato, con reazione che porta proprio al gonfiore, come se stessimo inducendo una sorta di infiammazione legata al piatto che stiamo mangiando. Inoltre, l’infiammazione, e con essa rossore e gonfiore, può far seguito a determinate lesioni che si sviluppano proprio sulla lingua o comunque a che possono creare un’area infiammata con conseguente gonfiore.

Pensate in questo senso alla lingua a carta geografica, conosciuta scientificamente come glossite migratoria benigna, o glossite areata migrante. Si tratta di un fenomeno molto diffuso, con la lingua (e le papille soprastanti), che si presenta con chiazze prive di papille, cui si può aggiungere il gonfiore nell’area circostante. Le chiazze in questo caso sono irregolari, arrossate e possono avere un bordino di colore biancastro che le circonda. Questo conferisce alla superficie linguale l’aspetto di una carta geografica, di una mappa.  Le macchie cambiano forma, sede e dimensioni nello spazio di pochi giorni. Il fenomeno può durare anche a lungo e in alcuni casi si possono avere bruciore o fastidio a seguito del contatto con alcuni cibi aciduli o caldi a conferma dell’interessamento  (e del disagio) delle papille gustative. A volte, poi, anche le micosi possono entrare in gioco in questo fenomeno. Capita, ad esempio, in caso di infezione da candida albicans che interessa la lingua. Ancora: le afte sulla lingua creano che determinano l’infiammazione dell’area  circostante che può anche gonfiare leggermente, in risposta al fenomeno infiammatorio. Ci sono infine situazioni in cui il l’ingrossarsi delle papille gustative è la risposta ad un’allergia, magari a un farmaco o a un alimento. In pochi minuti la lingua in certe aree si arrossa e tende ad aumentare di volume, con sensazione di fastidio. 

Cosa fare se le papille si gonfiano? Automedicazione, igiene e alimentazione

Fatti salvi i casi in cui per  i problemi a livello di e lingua è necessario l’intervento del dentista, al fine di evitare o gestire i fastidi legati all’ingrossamento delle papille gustative e dell’infiammazione della lingua occorre puntare sulla prevenzione e sull’.

Per quanto riguarda l’alimentazione, ad esempio, occorre limitare tutti gli alimenti che in qualche modo possono risultare irritanti, dal cioccolato fino alla frutta acerba e ai cibi ricchi di spezie, oltre agli alcolici. Occorre poi prestare particolare attenzione all’igiene della , lavando regolarmente i denti più volte al giorno, curando anche di pulire la parte superiore della lingua. Fondamentale è poi consumare cibi tiepidi, visto che il calore peggiora la situazione e dimenticare il fumo di sigaretta che può creare tra l’altro una condizione termica non ottimale.

Sul fronte dei trattamenti, tralasciando quanto occorre fare se è presente una (in questo caso sono indicati trattamenti specifici con farmaci antistaminici) o una micosi che richiede cure su misura per debellare i miceti responsabili, è sempre importante contrastare l’infiammazione e mantenere la ben “pulita”. In questo senso, tra i farmaci di automedicazione, la scelta è ampia: per la disinfezione della bocca si possono impiegare e disinfettanti del cavo orale, mentre per il contrasto all’infiammazione si può puntare anche sui farmaci da azione antinfiammatoria. Tutti questi medicinali, ampiamente sperimentati, possono essere somministrati localmente. Ma non dimenticate che queste cure non vanno protratte a lungo e che a volte all’origine dei problemi delle papille gustative e più in generale della lingua possono esserci anche leggere carenze di vitamine. Se i fastidi sussistono meglio quindi parlarne con il medico.

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