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Couperose o rosacea: così la pelle reagisce (male) al freddo

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Per chi è più sensibile e rimane per ore all’aperto, c’è solo una parola d’ordine: proteggiamo la pelle. E non solo perché magari compare la classica pelle d’oca che nasce per le basse temperature. Ma perché secchezza della pelle, arrossamenti, screpolature e piccole ferite sono in agguato soprattutto per le aree direttamente esposte al freddo come il viso, le labbra e, sovente, le mani, anche se il clima che si fa rigido può causare problemi anche a parti coperte come i piedi. È il caso dei classici geloni che tendono a comparire proprio sulle estremità del corpo (le dita di piedi e mani sono le zone più frequentemente interessate).

Tra i disturbi dermatologici legati al freddo e agli sbalzi di temperatura vi è la rosacea, o meglio l’acne rosacea, volgarmente conosciuta come couperose. Di cosa si tratta esattamente?

Cos’è la couperose o acne rosacea

La couperose da freddo – scientificamente acne rosacea – è un problema legato ad un’infiammazione cronica, che si caratterizza per la presenza di arrossamenti del volto. Statisticamente non si tratta di un disturbo poco frequente, visto che quasi cinque adulti su cento possono fare i conti con la couperose, sia pure a livelli diversi di gravità.

Chi sono i soggetti più a rischio di couperose

In genere sono più colpite dalla condizione le donne, ma è soprattutto nei maschi che il quadro tende a manifestarsi in forma più visibile.

Come si manifesta la rosacea?

Sul fronte dei sintomi, la couperose o rosacea inizia spesso con arrossamenti intermittenti, presenti soprattutto sulle guance e sulla parte esterna delle narici. Col tempo, tuttavia, il quadro può tendere a peggiorare e possono comparire pustole e foruncoli.  Il disturbo è classicamente caratterizzato da diverse “ondate” che portano ad un progressivo peggioramento della condizione della pelle. In genere, da giovani il quadro è molto sfumato, e tende a peggiorare in conseguenza di particolari condizioni atmosferiche (ad esempio l’esposizione al vento o appunto al freddo), oppure a stress emotivi più o meno intensi. 

Come si affronta la couperose

Nelle forme più impegnative e presenti da lungo tempo il trattamento va studiato caso per caso dal dermatologo, che può sfruttare diversi approcci terapeutici compreso il laser. In genere tuttavia i rimedi, specie nelle forme più leggere, possono venire anche da semplici trattamenti con l’utilizzo di farmaci di automedicazione. Infatti, occorre sempre considerare che nella couperose vengono interessati i piccoli vasi sanguigni, i cosiddetti capillari, che tendono a diventare visibili nelle aree colpite dalla patologia. Per questo possono essere utili sostanze capillarotrope che hanno il compito di combattere la fragilità dei capillari e di ridurre l’infiammazione nell’area interessate, oltre ovviamente ad altri presidi di automedicazione utili per il benessere cutaneo come le creme lenitive e ad azione antisettica e antinfiammatoria. 

Come prevenire la couperose da freddo

L’aria fredda rappresenta un “insulto” per la pelle. Chi fa i conti con la couperose può avere, quindi, una fastidiosa ripresa dei disturbi nel corso di giornate particolarmente fredde. Per minimizzare il rischio di una riaccensione del disturbo, resta, come detto, fondamentale proteggere la pelle. Occorre fare attenzione, anche col freddo, all’esposizione ai raggi solari (raggi ultravioletti in eccesso e forti sbalzi di temperatura tendono a peggiorare il quadro tutto l’anno), soprattutto quando la pelle del visto è particolarmente secca, e proteggere mento e guance dagli elementi che possono, insieme al freddo, porre a maggior rischio la pelle, primo tra tutti il vento che si mescola alla polvere. Inoltre, non bisogna esagerare con gli alcolici e andrebbero eliminate le sigarette. L’alcol (come anche l’eccesso di caffè) favorisce la comparsa dei capillari sul viso così come, tra i tanti svantaggi delle sigarette, vi è anche il peggioramento dell’idratazione e della generale dell’epidermide.

Contro la secchezza della pelle con conseguenti arrossamenti, possibili ferite e, per chi ne soffre, il peggioramento della couperose, proprio l’acqua è un’arma preventiva importante per aiutare meglio la pelle delle aree più facilmente esposte all’aggressione degli agenti dagli agenti atmosferici a proteggersi. Per favorire l’idratazione della pelle, oltre a bere molto, bisogna ricordare di assumere acqua anche con gli alimenti. Come? Mangiando frutta e verdura, visto che i vegetali sono particolarmente ricchi di liquidi ma anche, puntando sulle tisane, che, a prescindere dal gusto, danno, inoltre, col freddo una piacevole sensazione di tepore. Quindi attenzione ad essere bene idratati anche di inverno. Anche se può sembrare strano, infatti, la semplice assunzione ripetuta di liquidi può diventare una vera e propria strategia protettiva per la pelle. Pensate solo che respirare aria fredda e secca può in un’ora aumentare la perdita di fluidi corporei attraverso la respirazione di circa 5 millilitri, una misura che può apparire trascurabile per brevi periodi, ma che diviene significativa quando abitualmente si vive in ambienti freddi per molte ore al giorno. Inoltre, frutta e verdura garantiscono all’organismo sostanze nutritive importanti come le vitamine, una cui temporanea carenza può essere alla base della couperose.

Anche lo stress rappresenta un fattore di rischio, oltre ovviamente alla predisposizione genetica. Per questo è sempre consigliabile limitare, se possibile, lo stato di tensione emotiva.