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Cosa lega la Vitamina C e la malattia dei marinai?

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Nel 1747, quasi trecento anni fa, è stato coniata l’espressione “malattia dei marinai”, associata a un particolare quadro clinico scoperto da James Lind, ufficiale medico della Royal Navy, che aveva capito come la mancanza nell’alimentazione di chi allora andava per mare, di frutta e verdura, difficili da conservare a lungo, determinasse un diffuso malessere nei marinai che mostravano tra gli altri sintomi, disturbi gastro-intestinali, gengive infiammate e sanguinanti, spesso denti traballanti, iper-pigmentazioni cutanee e sintomi psicotici. Per giungere alle sue conclusioni Lind fece un esperimento: dopo aver isolato dall’equipaggio alcuni uomini colpiti dalla strana malattia ne nutrì solo quattro con abbondanti dosi giornaliere di cedro, arancia e limone. Dopo meno di una settimana, quelli che avevano consumato i frutti presentavano qualche segnale di ripresa, mentre gli altri continuavano a soffrire dei sintomi della patologia. Oggi sappiamo che la malattia di cui erano affetti i marinai si chiama scorbuto ed è determinata da una grave carenza di , la , un elemento fondamentale per il benessere. Spremute di agrumi, frutta e verdura sono infatti utili anche per tante funzioni dell’organismo. Non lo sapete? Oltre a difenderci dai i che, con l’abbassarsi delle temperature, possono colpire l’ (, , naso) e gastro-intestinale grazie alla sua capacità rafforzare il sistema immunitario, la vitamina C permette anche di ottimizzare la produzione di collagene, costituente della cartilagine. Per questo un giusto apporto vitaminico è consigliato a chi deve mantenere in forma le , magari perché fa molta attività fisica o perché è in là con glia anni. Come se non bastasse, la vitamina C aiuta a contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi prodotti in abbondanza dall’elevato consumo d’ossigeno. Insomma: dobbiamo proprio ringraziare l’intuizione di James Lind e ricordarci sempre dell’utilità di questa vitamina.