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Naso che cola: come comportarsi con il freddo

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Quando il naso gocciola continuamente

Quando siamo all’aperto le narici gocciolano continuamente. Si riempiono di un liquido acquoso, che non riescono a trattenere. Poi, quasi per incanto, compare un forte prurito alle cavità nasali cui segue uno starnuto, solo apparentemente liberatorio. Dopo qualche minuto, infatti riprende a colare dal naso un muco leggero, acquoso, quasi impercettibile, che costringe a ricorrere al fazzoletto. Se in queste condizioni pensate sempre e comunque a un , figlio dell’attacco di uno degli oltre 250 virus parainfluenzali in circolazione, siete fuori strada.

Non sempre si tratta di raffreddore ma responsabile del naso che cola potrebbe essere l’infiammazione della mucosa nasale, o rinite, che può avere diverse origini, a volte apparentemente inspiegabili: capita, ad esempio che persone particolarmente sensibili vedano comparire una fastidiosa rinorrea dopo aver mangiato un piatto assai piccante, che magari provoca anche lacrimazione.

Le cause

Più comunemente l’origine del naso che cola, in questa stagione, va fatta risalire alle basse temperature: quando fa anche i vasi sanguinei di naso e gola portano meno sangue alle mucose respiratorie e la vasocostrizione genera il gocciolamento nasale di un liquido trasparente oltre a creare le condizioni, comunque, per una maggiore vulnerabilità all’attacco di virus e, potenzialmente, batteri. Colpevole è sempre il freddo che facciamo prendere alle nostre vie respiratorie. Teniamo sempre presente, infatti, che le cavità del naso sono tra le parti del corpo che si “raffreddano” di più per cui vale sempre la pena proteggersi e coprire naso e gola quando il clima è rigido. Proprio perché il naso è soggetto a raffreddarsi, è certamente il luogo ideale perché i rinovirus, che si riproducono al meglio intorno ai 33 gradi, possono scatenare i fastidi tipici del comune raffreddore. Questo può accadere più facilmente quando passiamo rapidamente dal caldo al freddo. In queste condizioni si assiste ad una rapida evaporazione del sudore, che può ridurre di colpo la temperatura corporea (e quella del naso).

I bambini sono particolarmente esposti a queste situazioni. A rischio sono in particolare i piccoli allergici, più o meno quattro bambini su dieci, visto che le infezioni da rinovirus rappresentano la causa più frequente di riacutizzazioni.

I rimedi

Insomma, la parola d’ordine è prevenzione. Poi, in caso di raffreddore, si può puntare sui farmaci di ad azione decongestionante allo scopo di controllare il sintomo, sapendo che il loro impiego non va protratto eccessivamente, o sui rimedi della nonna, dal latte caldo con miele fino ai suffumigi.

In ultimo, una curiosità di non sottovalutare: stando ad uno studio dell’Università di Maastricht, i “disturbi” legati alle basse temperature interesserebbero soprattutto le donne. Nelle donne il metabolismo sarebbe mediamente più lento e, soprattutto, le donne hanno caratteristiche ormonali che possono influire anche sulla vasocostrizione periferica, che coinvolge ovviamente anche l’albero vascolare della mucosa nasale, favorendo la comparsa dei fastidi.