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Orticaria, come riconoscerla e affrontarla

Orticaria, come riconoscerla e affrontarla
Spesso, quando una situazione o una persona ci infastidiscono, utilizziamo l'espressione “Mi fa venire l'orticaria!” ma cos'è è in realtà l'orticaria?
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Vi è mai capito da dire: “Mi fai venire l’orticaria”? Questa frase, che fa parte del linguaggio comune, in qualche modo definisce una persona che stentiamo a sopportare e la dice lunga sull’origine di questo disturbo, che può assumere connotazioni diverse e, a volte è, esso stesso, una malattia. Ovviamente, quando l’orticaria assume connotazioni di patologia, il trattamento deve essere indicato dal medico. Ma va detto che nella maggioranza delle situazioni i ponfi pruriginosi che caratterizzano questa condizione sono solamente un sintomo passeggero che interessa la pelle e che tende a scomparire una volta eliminata la causa che l’ha determinata e che in genere si lega ad una reazione di tipo allergico ma non solo.

Come riconosce l’orticaria e comprenderne le cause 

In genere l’orticaria si manifesta con chiazze rosse e pruriginose, leggermente, in rilievo. 

La comparsa  di tale reazione si ha, di solito, dopo l’ingestione di particolari alimenti primo tra tutti le fragole, tanto che, nella tradizione popolare, si identificano ancora le macchie dell’orticaria come “voglia di fragola”. 

Nella comparsa della manifestazione cutanea dell’orticaria entrano spesso in gioco  i meccanismi tipici di una reazione allergica determinata dall’assunzione di specifiche sostanze o certi alimenti.

L’orticaria però puòa volte originarsi anche a causa di infezioni di tipo  virale, batterico, o addirittura parassitario per esempio da elminti (vermi).

In certi casi, il disturbo può manifestarsi come orticaria da contatto in seguito al contatto diretto con sostanze irritanti/allergizzanti (ortica, medusa, insetti, alghe, processionaria, acari, ecc.). In altri casi, la comparsa dell’orticaria si lega ad  agenti fisici, , , pressione, esposizione al sole o addiruttura originarsi in seguito a  

Basta questo lungo elenco per capire come nella maggior parte dei casi, soprattutto se l’orticaria non è da contatto o non è legata all’ingestione di un particolare alimento o sostanza, non si riesce a identificare la specifica causa che determina la manifestazione dei sintomi. 

Cosa fare quando si manifesta un’orticaria?

Quanto tempo dura l’orticaria? Nella forma acuta l’orticaria dura circa quattro settimane, ma può risolversi spontaneamente anche nell’arco di poche ore o di una giornata.

Sul fronte della prevenzione, specie nei casi in cui non venga riconosciuto l’elemento che dà il via ai problemi, è sempre importante verificare l’ e l’assunzione di cibi che possono determinare liberazione di istamina, capaci quindi di scatenare i disturbi. Per questo l’orticaria si combatte anche a tavola, con una dieta di “eliminazione”: per alcuni giorni si mangiano solo cibi sicuramente non nocivi per poi aggiungere alla dieta un nuovo alimento ogni giorno finché non ricompaiono i disturbi. A quel punto è evidente che quel determinato alimento o bevanda può essere considerato responsabile dei problemi. Per queste forme spesso la colpevole è l’istamina che viene liberata a seguito dell’esposizione ad un allergene contenuto in un cibo ingerito che l’organismo riconosce come nocivo. L’istamina favorisce l’infiammazione e quindi dà il via ai ponfi e al prurito associati, a volte, a mal di testa o dolori di pancia. Gli alimenti a maggior rischio, in questo senso sono, nelle persone predisposte, il cioccolato, le fragole, le banane, le arachidi, i crauti, i pomodori, i formaggi fermentati o anche il vino bianco.

L’approccio terapeutico si basa essenzialmente sull’assunzione di antistaminici, specie nelle forme più leggere: in questo senso i possono essere di grande aiuto proprio per limitare l’impatto della e alleviare i sintomi del prurito e del bruciore. C’è un ultimo particolare da non sottovalutare: fate attenzione a non grattarvi troppo anche se il prurito diventa difficile da dominare. Evitate indumenti di sintetiche irritanti a contatto con la pelle, non strofinate la pelle asciugandola.