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Brividi di freddo, le possibili cause e come comportarsi

Brividi di freddo, le possibili cause e come comportarsi

Noi uomini siamo animali omeotermi: abbiamo bisogno di mantenere la temperatura corporea entro un range mostro ristretto, intorno ai 36-37 gradi. Se la temperatura sale, si ha la febbre. Quando sale troppo, superando i 40 gradi e più, può essere un problema, così come, al contrario, diventa pericoloso per la salute se la temperatura corporea scende sotto i 33 gradi, quando cominciano a comparire i primi danni derivanti dal freddo. Per questo dobbiamo difenderci. E i brividi, che certamente sono fastidiosi, diventano però un mezzo estremamente efficace per fronteggiare la situazione.

Quando si parla di brivido

Il brivido è una reazione legata alla contrazione rapidissima e continua dei muscoli. Si tratta di una condizione che non riusciamo a controllare adeguatamente e in genere si può far risalire a due situazioni: il freddo intenso o la febbre. 

A volte, ma più raramente, anche ansia e stress possono farci provare brividi. 

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? 

Perché con il freddo vengono i brividi

Proviamo a capire cosa succede in caso di brividi, partendo proprio dai classici brividi di freddo

Se non siamo sufficientemente coperti e la temperatura esterna è particolarmente bassa, magari vicina allo zero o addirittura sotto, il corpo ha necessità di mantenersi caldo, con un meccanismo esattamente opposto a quello che impiega in estate, quando l’afa diventa insopportabile e bisogna invece “rinfrescare” l’organismo attraverso la sudorazione per contrastare un potenziale colpo di calore. 

Quando nell’ambiente fa freddo, per evitare che la temperatura interna scenda, i capillari sanguigni che portano il sangue alla pelle si restringono. In questo modo l’organismo si protegge trattenendo il calore a beneficio non tanto della pelle che, magari si raffredda, ma degli organi interni più importanti, come cuore e cervello. Inoltre, prima della comparsa dei brividi (o insieme ad essi), si può veder comparire la classica pelle d’oca. Di cosa si tratta? La reazione è legata all’erezione dei peli dovuto al calo del sangue in arrivo alla pelle. Si tratta di un altro efficace meccanismo di risparmio di calore.

In questo contesto, i brividi rappresentano un meccanismo per produrre calore quando necessario. Come abbiamo detto, essi dipendono dalla contrazione rapidissima e continua dei muscoli, che grazie a questa attività consentono di aumentare anche di venti volte la produzione di calore. Insieme ai brividi, si presenta anche un aumento della frequenza cardiaca, ovvero del numero dei battiti del cuore per incrementare l’afflusso di sangue al corpo. 

Perché con la febbre vengono i brividi

Quando le nuvole gonfiano il cielo e compare, di colpo, un temporale, la situazione meteorologica cambia in pochissimo tempo, generando una sorta di stravolgimento. Qualcosa di simile avviene quando sale la febbre. Nelle fasi iniziali di repentino aumento della temperatura corporea spesso compaiono i brividi e si ha la sensazione di freddo anche se il corpo è più caldo. Questo meccanismo fa parte del normale processo di adattamento del corpo ad una temperatura elevata. Infatti, l’aumento della temperatura altera il normale funzionamento del centro del raffreddamento dell’organismo, rendendolo temporaneamente inefficace.

Questo fenomeno, mediato da sostanze come le prostaglandine e l’interleuchina 1, che favoriscono l’instaurarsi dell’infiammazione, oppure per l’attività di alcune tossine prodotte dai germi, è fondamentale per permettere all’organismo di difendersi al meglio. Infatti, la febbre rappresenta un meccanismo di difesa del corpo visto che, se sale la temperatura, aumenta anche la produzione di anticorpi, il cuore batte più velocemente e i polmoni aumentano gli atti respiratori. In queste condizioni il centro del raffreddamento, quindi, fa buon viso a cattivo gioco. E si adatta. Come se fosse in corso un temporale inatteso. 

Cosa fa, nello specifico? “Sregola” leggermente il normale controllo della temperatura ed è proprio questo meccanismo di adattamento che fa sì che, pur in presenza di un maggiore calore corporeo si abbiano i brividi di freddo. Questi si mantengono fino a quando l’ipotalamo non riconosce come “accettabile” il nuovo livello della temperatura. Scompaiono infatti quando il centro del raffreddamento si è adattato alla situazione.

I possibili disturbi associati alla sensazione di freddo

Per capire cosa può accadere all’organismo quando ci esponiamo al freddo, proviamo a prendere in considerazione una situazione classica di questo periodo: il cimento invernale. Ci si trova di colpo esposti, magari con la muta, a temperature dell’acqua molto più basse rispetto a quella ambientale, con tutte le reazioni da freddo classiche che si associano ai brividi. Pensiamo, in questo senso, all’apparato cardiovascolare che può essere più sensibile allo stress improvviso indotto dal contatto con l’acqua ghiacciata per chi si tuffa in mare. Per limitare la dispersione di calore il cuore accelera la frequenza del battito, e rischia di “sfiancarsi” più facilmente. Si comincia, quindi, con la tachicardia. Non solo. Sale anche la pressione arteriosa che può raggiungere picchi elevati in pochi secondi. Oltre ai brividi, insomma, bisogna sempre ricordare che gli sforzi fisici fatti basse temperature possono essere controproducenti per il corpo. 

Soprattutto, quando ci troviamo esposti a basse temperature, teniamo presente l’importanza di coprire adeguatamente la testa. E non solo per proteggerci dal mal di testa da freddo, tipico delle giornate invernali, che magari si risolve con il classico copricapo e con un farmaco di automedicazione per lenire il fastidio. Ricordiamo che quasi un quarto del calore perduto dal corpo si “dipana” attraverso il cranio, per cui, se copriamo il capo, ci proteggiamo anche dai brividi. Quindi la cuffia se si è in acqua, il cappellino in città e una adeguata copertura che preservi dallo sbalzo termico in montagna sono fondamentali per ridurre il rischio di sintomi legati al freddo, come l’intorpidimento muscolare, la sensazione di non riuscire a muovere bene i muscoli del volto o la pelle arrossata e che si screpola.

Esistono i brividi senza febbre e senza freddo?

“Mi viene da tremare”. Quante volte, in risposta ad uno stress intenso come una dichiarazione d’amore, un esame o un colloquio di lavoro ci sentiamo pervasi da un tremito, quasi da un brivido! Ebbene, sappiate che questa reazione può essere del tutto normale, soprattutto se si è particolarmente emotivi. La tensione del momento, così come uno stato d’ansia particolarmente intenso, possono, infatti, determinare brividi e tremori del tutto simili a quelli che proveremmo in presenza di un brusco calo della temperatura ambientale o per la risalita drastica della curva termica dell’organismo, in caso di febbre. Ma non solo. Pensate che anche alcuni farmaci possono indurre un’alterazione della regolazione della temperatura corporea, con conseguente comparsa di brividi. Ancora: chi ha problemi ormonali a carico della tiroide che lavora poco, e quindi soffre di ipotiroidismo, è naturalmente più esposto a soffrire il freddo anche quando le temperature non sono basse e, quindi, non sono affatto da brivido.

Come comportarsi in caso di brividi

Se fa freddo e il corpo reagisce con brividi, la prima misura da prendere è favorire l’innalzamento della temperatura corporea. Quindi fate attenzione agli abiti e se possibili rimanete in ambienti riscaldati quando il clima è particolarmente rigido. Per il resto, vanno benissimo i sani rimedi della nonna: si va dalla classica boule dell’acqua calda fino al consumo di brodi e zuppe di verdura (oltre a “scaldare” offrono anche liquidi) e a tisane. 

In caso di febbre ovviamente la situazione cambia. Come detto, i brividi sono il frutto dell’adattamento alla “nuova” normalità termica del corpo, che, così, aumenta la possibilità di distruggere direttamente i germi (esistono batteri termosensibili per i quali l’innalzamento termico di 1-1,5 gradi è sufficiente a inibirne la replicazione), permettendo all’intero organismo di reagire meglio. In questi casi, per fronteggiare i brividi bisogna anche rispettare il “ciclo della febbre”. Anche e soprattutto nei bambini: quando la febbre sale, soprattutto se sale rapidamente, il bambino può avere freddo e manifestarlo appunto con dei “brividi”. In questi casi occorre coprire chi soffre e attendere che il corpo ritrovi un suo equilibrio. I farmaci di automedicazione, ad azione antipiretica ed antinfiammatoria, possono essere di grande aiuto in queste circostanze per abbassare la febbre senza azzerarla.