Cosa è l’acne comedonica e come riconoscerla

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 8 MIN
Cosa è l’acne comedonica e come riconoscerla

Si fa presto a dire acne. Ne esistono, infatti, di diversi tipi. La forma più grave è l’acne nodulare che può lasciare anche cicatrici sulla pelle. La forma papulo-pustolosa è caratterizzata da infiammazione, con la presenza di piccoli rilievi cutanei arrossati, talvolta, con pus.  La forma più semplice, diffusa e leggera, è l’acne comedonica, senza infiammazione, caratterizzata dalla presenza dei cosiddetti “punti neri” e “punti bianchi”. Di cosa si tratta? E come affrontarla? Cerchiamo di capirlo assieme. 

Cos’è l’acne comedonica e come si manifesta

In termini generali, come dice il nome stesso, l’acne comedonica si caratterizza per la formazione dei cosiddetti comedoni, che possono assumere le caratteristiche di punti neri e punti bianchi, vale a dire di comedoni aperti o chiusi.

I comedoni – bianchi e neri – si formano a causa dell’ostruzione dei follicoli piliferi dovuta a sebo e cellule morte. Il quadro può poi evolvere con la formazione di veri e propri brufoli, che si legano a un processo infiammatorio localizzato. L’acne comedonica tende a concentrarsi nella cosiddetta zona T, coinvolgendo fronte, naso e mento anche se possono apparire lesioni anche in altre aree come il torace, la schiena o il collo.

Differenze tra comedoni aperti e chiusi

Che differenza c’è tra i punti bianchi e i punti neri? O per parlare in termini più corretti da un punto di vista scientifico, tra i comedoni chiusi e aperti? Per comprendere la differenza ci serviamo della metafora della porta: la situazione cambia se la porta è aperta verso l’esterno e fa entrare l’aria oppure è chiusa.

I comedoni aperti o punti neri sono quelli che entrano in contatto con l’esterno. Le impurità che ostruiscono il poro a contatto con l’aria si ossidano, creando il classico punto nero. Diversamente, nei punti bianchi tra l’esterno e il poro ostruito esiste un sottilissimo strato cutaneo che non permette il contatto con l’aria al di sotto del quale si formano piccolissime cisti che costituiscono appunto il punto bianco. 

Leggi anche: Acne: come combattere i brufoli con l’alimentazione

Cause principali dell’acne comedonica

Ci sono diversi fattori che possono contribuire a determinare l’acne comedonica. Proviamo a metterli in fila. 

Oltre alla predisposizione genetica, un ruolo importante è giocato dalla composizione qualitativa e quantitativa del sebo, che ha il compito di mantenere idratata e proteggere la pelle. Questa sostanza grassa viene prodotto da cellule specializzate che alla fine del loro percorso si rompono e rilasciano nel follicolo del pelo diversi tipi di lipidi, in gran parte trigliceridi e acidi grassi. Questi normalmente sono estremamente utili per difendere la pelle: idratano lo strato superficiale, aiutano a proteggersi dai raggi solari, soprattutto dagli ultravioletti B, portano in superficie sostanze antiossidanti che preservano le cellule. Purtroppo, chi soffre di acne produce una quantità di sebo maggiore (e con composizione diversa!) rispetto alla popolazione sana e la gravità del quadro appare correlata all’aumento nella sua produzione. 

Fondamentali sono poi gli ormoni. Ricerche recenti dimostrano come l’ipercheratinizzazione, cioè l’occlusione del condotto pilifero, sarebbe legata anche a una maggior sensibilità delle cellule agli ormoni androgeni.  Pur se la stragrande maggioranza delle persone che soffrono di acne non presenta alterazioni dei valori ormonali nel sangue, sembra che esse abbiano una diversa sensibilità dei follicoli pilo-sebacei proprio agli ormoni: nelle ghiandole sebacee il testosterone, convertito nell’organismo in diidrotestosterone, fa aumentare la produzione di sebo. Inoltre, conta anche l’azione di un batterio, chiamato Propionibacterium acnes, che non ha direttamente un’azione infettiva ma favorisce l’infiammazione. 

A questi meccanismi che, con peso differente da caso a caso, entrano in gioco si associano poi fattori generali legati anche allo stile di vita: stress e l’impiego di cosmetici non propriamente adatti alla propria pelle possono contribuire a determinare le lesioni. 

Trattamenti e abitudini per migliorare la pelle

La salute della pelle passa attraverso le indicazioni del dermatologo: bisogna evitare il “fai da te”, specie se si deve prevenire l’acne comedonica e affrontare al meglio le lesioni. In questo senso, esistono alcune regole generali che non vanno sottovalutate.

In primo luogo, occorre puntare su un’alimentazione equilibrata, tipica del modello mediterraneo, ricordando che cioccolato e proteine sembrano essere stati scagionati come fattori scatenanti. Gli esperti si concentrano invece sul potenziale ruolo negativo degli zuccheri a elevato carico glicemico, che inducono, cioè, un forte aumento della glicemia.

Un ruolo ambivalente è giocato dal sole. Si è osservato che le radiazioni dello spettro della luce visibile, come la luce blu e la luce rossa, presentano sull’acne un effetto positivo grazie alla loro attività antinfiammatoria. Tuttavia, il potenziale “acnegenico” di sostanze applicate sulla cute può essere aumentato dall’azione degli ultravioletti. Dunque, si può prendere il sole, ma con moderazione, e con la giusta protezione. 

Infine, fate attenzione a pulire con cura la pelle, impiegando detergenti delicati e poco aggressivi. È poi importante evitare di detergerla eccessivamente per non eliminare completamente lo strato lipidico naturale e quindi rendere la cute secca e sensibile.  

Bisogna poi evitare l’eccesso di trucco per favorire la traspirazione della pelle e struccarsi sempre prima di andare a dormire. Inoltre, appare utile tenere i capelli il meno possibile a contatto col viso. 

Per il resto, anche se è molto difficile, si raccomanda di non strofinare o grattare le lesioni per evitare cicatrici anche permanenti. Dati questi consigli generali, la cui adattabilità al singolo caso va sempre definita con lo specialista, ricordate che esistono trattamenti mirati e specifici su indicazioni medica a partire dall’impiego di derivati della vitamina A fino all’impiego di farmaci, compresa l’assunzione di composti ad azione ormonale. 

La prima regola poi in caso di acne è la costanza con cui è necessario seguire le cure del dermatologo.  L’acne può durare molti anni e che il successo nel trattamento viene, non solo dalla corretta prescrizione dermatologica, ma molto di più dall’aderenza del paziente alla terapia.

Leggi anche: I rimedi contro l’acne

Punti neri e bianchi sulla pelle: domande frequenti

1. Che cos’è l’acne comedonica?

L’acne comedonica è una forma lieve e non infiammatoria di acne, caratterizzata dalla presenza di comedoni aperti (punti neri) e comedoni chiusi (punti bianchi), dovuti all’ostruzione dei pori da sebo e cellule morte.

2. Qual è la differenza tra punti neri e punti bianchi?

I punti neri sono comedoni aperti che si ossidano a contatto con l’aria, mentre i punti bianchi sono comedoni chiusi, coperti da un sottile strato di pelle che impedisce l’ossidazione.

3. Come si cura l’acne comedonica?

Il trattamento dell’acne comedonica prevede una corretta detersione, l’uso di cosmetici adatti alla propria pelle e, nei casi persistenti, terapie dermatologiche specifiche prescritte dallo specialista.

Per saperne di più: Sidemast – Società Italiana Dermatologia e Malattie sessualmente Trasmesse (https://www.sidemast.org/blog/acne-un-problema-non-solo-di-pelle-come-affrontarla-in-12-mosse/).

TAGGATI
Condividi questo articolo