Quando le gambe diventano pesanti col caldo, è spesso l’insufficienza venosa a mettersi in gioco. In estate, il gonfiore e la pesantezza degli arti inferiori sono problemi molto diffusi, complici il clima, l’umidità e i mutamenti dell’apparato circolatorio legati alle temperature elevate. Scopri cosa scatena il disagio e quali soluzioni possono darti sollievo rapido.
Gambe pesanti in estate: quali sono le cause
In termini generali, possiamo considerare la pesantezza degli arti inferiori come la manifestazione principale della cosiddetta insufficienza venosa. Il quadro è estremamente diffuso, soprattutto tra le donne e con maggior incidenza in estate. Come mai? Caldo e umidità mettono sotto stress le vene delle gambe, in un percorso temporale che inizia in primavera e tende a concludersi con la fine dell’estate. All’origine dei fastidi c’è la difficoltà da parte delle vene di spingere verso l’alto il sangue che deve tornare al cuore. Questa situazione si accentua nella stagione calda per via del calo della pressione arteriosa, dovuta alla vasodilatazione derivante dalle temperature più elevate, e dalla maggiore disidratazione. Infatti, in estate si accentua la difficoltà per il sangue di risalire verso il cuore, specie se stiamo molto in piedi e non facciamo lavorare i muscoli camminando o correndo. Questo fenomeno crea un ristagno sanguineo, la pressione aumenta e le vene si dilatano, sfiancando progressivamente le valvole che dovrebbero spingere il sangue verso l’alto impedendone la stasi verso caviglie e piedi. Questo processo porta nel tempo a un’infiammazione delle vene, peggiorando la situazione circolatoria e accentundo la pesantezza delle gambe. Particolare attenzione a questa situazione, specie se non esiste la possibilità di muoversi, debbono fare le donne che hanno superato diverse gravidanze, oltre a chi per lavoro è costretto a rimanere a lungo in piedi o seduto. Esiste infatti una precisa motivazione anatomica che spiega perché lo stare in piedi (o seduti) facilita la comparsa dei disturbi. Le vene, a differenza delle arterie, non hanno particolari compiti di “spinta” del sangue perché lo devono semplicemente far ritornare verso il cuore, e quindi non hanno uno strato muscolare particolarmente sviluppato. Anzi, la loro parete è molto sottile. Quindi, se all’interno di una vena il sangue scorre in quantità superiore al normale o a una velocità più lenta, la parete tende a rilasciarsi, e la vena comincia a dilatarsi, diventando “insufficiente”. A questo punto possono comparire i primi disturbi, sotto forma di gonfiore alle caviglie che si manifesta soprattutto la sera, cui si associano formicolii e prurito.
Come riconoscere i sintomi
L’insufficienza venosa, sebbene possa essere del tutto “silenziosa”, nella maggior parte dei casi si manifesta con alcuni sintomi che vanno affrontati per tempo. All’inizio, anche dopo una breve passeggiata, si può avere la sensazione che la gamba sia pesante. A volte si può accompagnare un leggero dolore, che rassomiglia un po’ a quello di un crampo muscolare, al polpaccio. All’altezza della caviglia poi compare un leggero gonfiore che aumenta durante la giornata per assumere la massima dimensione la sera. La caviglia gonfia ritorna del tutto normale durante la notte, perché le gambe vengono poste in posizione orizzontale durante il sonno e questo facilita il refluire del sangue verso il cuore, “scaricando” le vene. Non sempre, però, i sintomi iniziali dell’insufficienza venosa sono così precisi. Possono essere presenti leggeri bruciori, sensazioni di piccole punture o di scosse elettriche, formicolii e prurito.
Alleviare le gambe pesanti: opzioni di trattamento
Per chi si trova ad affrontare questa condizione sono utili le generali norme di prevenzione in termini alimentari, di movimento e di abbigliamento, oltre ad una regolare idratazione.
Farmaci di automedicazione
Per aiutare a contrastare l’intensità dei sintomi possono aiutare i farmaci di automedicazione. Questi possono essere applicati localmente, sotto forma di creme o gel, oppure possono essere assunti per via generale, sotto forma di polvere o compresse, offrendo all’organismo sostanze capillaroprotettrici a base di flavonoidi o di composti tripterpenici. Questi medicinali riducono il gonfiore agendo sulla circolazione e in particolare sui capillari venosi, proteggendoli e rendendoli maggiormente elastici. È consigliabile consultare il farmacista per scegliere il prodotto più adatto al proprio caso e verificare eventuali interazioni con altri medicinali.
Quando consultare il medico
Non bisogna però dimenticare che in presenza di gonfiore particolarmente intenso, difficoltà di movimento o un generale peggioramento del quadro nel tempo è bene rivolgersi al medico curante per un inquadramento corretto della situazione. Non va dunque sottovalutata questa condizione, poiché la malattia venosa cronica che porta questi fastidi può anche comportare un maggior rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare. Infatti, per chi soffre di malattia venosa cronica ci sarebbe un rischio cinque volte superiore di trombosi venosa profonda e un rischio aumentato di quasi tre volte di andare incontro ad embolia polmonare, rispetto a chi non ha problemi. In questo senso, il gonfiore estivo delle caviglie e la pesantezza delle gambe vanno sempre seguiti con cura, soprattutto se compare dolore e i fastidi sono presenti molto spesso. In questi casi il parere del medico è fondamentale.
Buone abitudini e supporto naturale
Per combattere l’insufficienza venosa è fondamentale una dieta ipocalorica se si è in sovrappeso, che va associata a una regolare attività fisica per favorire il consumo di energia. Importante è anche usare indumenti che non “costringano” l’addome per evitare un eccessivo “ristagno” del sangue nelle vene delle gambe. Sul fronte del movimento, va bene la semplice camminata, ma sono ideali ciclismo e nuoto. Questi sport, infatti, consentono di aumentare l’efficacia della muscolatura del polpaccio, che ha il compito di spingere verso l’alto il sangue attraverso le vene. Inoltre, nell’acqua diminuisce la pressione ambientale in cui si muovono le gambe, con effettivo miglioramento della situazione circolatoria. Importante è poi evitare di mantenere le gambe a lungo nella stessa posizione. La mancanza di movimento e di contrazione muscolare dei polpacci tende a “sottoporre” al peso della forza di gravità, oltre che del corpo, le valvole delle vene. A tavola la dieta deve essere ricca di frutta e verdura, che contengono vitamina C in grado di aiutare la parete dei vasi a rimanere più “robusta” e non cedere. Da preferire tra le verdure sono i peperoni mentre tra la frutta fragole, mirtilli e altri prodotti del sottobosco ricchi di composti (bioflavonoidi) in grado di “rinforzare” la parete dei vasi sanguigni. Importante è anche ridurre il consumo di sale, visto che questo tende a far trattenere liquidi all’interno dei vasi, aumentando lo “sforzo” delle pareti venosa e facilitando la perdita di piccole quantità di liquidi attraverso i capillari, da cui origina il gonfiore delle caviglie. Ultimi consigli: bisogna mantenere la curvatura naturale del piede, evitando di camminare scalzi o di indossare tacchi alti per non limitare l’azione di pompa muscolare. Allo stesso modo, meglio riposare con i piedi più in alto del capo, inclinando il letto o l’intero materasso in modo che le estremità inferiori rimangano sollevate di 15-20 centimetri.
Elastocompressione e linfodrenaggio
Oltre alle norme di prevenzione e all’eventuale uso di farmaci di automedicazione, si può ricorrere all’elastocompressione e al linfodrenaggio. L’elastocompressione mira a ripristinare la normale circolazione venosa attraverso speciali calze. La compressione esterna sulla gamba contrasta infatti l’aumento della pressione all’interno delle vene, accelerando il flusso del sangue nei vasi oltre che restringendo le vene dilatate. Le calze elastiche, tuttavia, non vanno scelte a caso perché ne esistono di diversi tipi e con valori di compressione molto vari. Le calze a basso valore di compressione (tra 18 e 21 millimetri di mercurio) sono indicate soprattutto per la prevenzione. In caso di vera e propria patologia, invece, si passa a calze di compressione superiore (da 24 a più di 57 millimetri di mercurio), che vengono quindi definite terapeutiche. Il linfodrenaggio, invece, propone un’efficace tecnica di massaggio che favorisce la circolazione sanguigna e linfatica. Accanto a presidi terapeutici farmacologici, cicli di linfodrenaggio praticati da mani esperte possono migliorare la sintomatologia.
Domande frequenti su gambe pesanti e gonfiore estivo
Si può fare sport con le gambe pesanti?
Sì, l’attività fisica è fondamentale per aiutare la circolazione della gamba. Secondo gli esperti sono ideali il nuoto e l’acqua-gym, oltre che al ciclismo. Favoriscono l’efficacia della muscolatura del polpaccio, che ha il compito di spingere verso l’alto il sangue attraverso le vene. Nell’acqua poi diminuisce la pressione ambientale in cui si muovono le gambe.
Quanto devono essere alti i tacchi?
Bisogna mantenere la curvatura naturale del piede. Il tacco ideale è per questo alto massimo 2,5 centimetri, perché così facendo si rispetta l’arco plantare, ovvero la curvatura naturale sotto al piede.
Serve un cuscino sotto i piedi mentre si dorme?
Riposare con i piedi più in alto del capo può essere utile, ma attenzione: occorre inclinare il letto o l’intero materasso in modo che le estremità inferiori rimangano sollevate di 15-20 centimetri, senza creare angoli con i cuscini sotto le gambe.
Quale dieta aiuta contro il gonfiore?
Una dieta ricca di frutta e verdura, in particolare peperoni, fragole e mirtilli, aiuta grazie al contenuto di vitamina C e bioflavonoidi. Riduci il consumo di sale, che favorisce la ritenzione di liquidi nelle vene e aumenta il gonfiore.
Quando è necessario consultare il medico?
Se il gonfiore è particolarmente intenso, se c’è difficoltà di movimento, se i fastidi peggiorano nel tempo o se compare dolore frequente, è fondamentale consultare il medico per escludere complicanze vascolari più serie..
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