Quando il caldo arriva, lo stomaco soffre di più. In estate si può verificare un aumento dell’acidità di stomaco per diversi fattori — disidratazione, maggior consumo di bevande alcoliche, dieta irregolare in vacanza con più grassi e meno fibre. Scopri come mitigare questo rischio e affrontare i fastidi gastrici estivi con consapevolezza.
L’acidità di stomaco è una condizione in cui l’acido gastrico in eccesso irrita la parete dello stomaco e l’esofago, causando bruciore e fastidio. In estate, il rischio aumenta per fattori fisici e comportamentali legati al caldo e alle abitudini vacanziere.
Quali sono i fattori di rischio in estate
Con le temperature estive roventi a bruciare non è soltanto la pelle, ma anche lo stomaco che deve affrontare l’acido in eccesso. Secondo alcune statistiche il rischio di acidità e bruciore di stomaco sarebbe presente in più del 20% degli adulti. Per tutte queste persone il caldo, unito ai “bagordi” delle vacanze, può infatti causare un peggioramento dei sintomi del reflusso gastrico, come appunto l’acidità. Dietro questa analisi ci sono elementi come disidratazione, cambiamenti nelle abitudini alimentari e dispepsia, ovvero digestione lenta. Così i mesi più caldi possono riaccendere l’acidità di stomaco anche nella stagione del relax.
Il caldo estivo e la conseguente disidratazione possono accentuare i sintomi. Un apporto insufficiente di acqua porta, infatti, a una ridotta diluizione degli acidi gastrici, aumentandone l’acidità. A questo si aggiungono i possibili cambiamenti nelle abitudini alimentari: in estate si tende a consumare spesso più cibi piccanti, oleosi e freddi, che possono scatenare il reflusso acido. Le alte temperature, inoltre, possono rallentare la digestione, causando gonfiore e ulteriore acidità. Inoltre, con l’aumento della sudorazione e della perdita di elettroliti, si può compromettere la funzionalità dello stomaco, provocando un accumulo di acido. Infine, si è visto che anche i repentini passaggi da un clima caldo a un ambiente refrigerato possono favorire una sorta di “stop” delle contrazioni gastriche necessarie per i processi digestivi, con il rischio di iperacidità come può parimenti avvenire anche quando si mangia una granita a bassissima temperatura o una bevanda ghiacciata. Infine, non dimentichiamo che anche l’alcool influisce negativamente sui processi digestivi e favorisce la comparsa di fastidi gastrici. Lo stesso accade con la sigaretta: il fumo e la nicotina ostacolano la digestione, oltre che a recare danni generali al nostro organismo.
Come comportarsi per contrastare i fastidi gastrici estivi
Normalmente l’acidità prodotta dalle ghiandole dello stomaco viene tamponata dagli alimenti e dallo strato di muco che protegge la parete gastrica. Purtroppo, però non sempre questi meccanismi risultano efficaci. Cosa fare? Oltre a prestare attenzione alle proprie abitudini alimentari e al proprio stile di vita, per contrastare i fastidi gastrici possono essere utili i farmaci per automedicazione.
Quali farmaci scegliere. Questi medicinali possono essere assunti in modo estremamente semplice sotto forma di sciroppi, compresse o soluzioni granulari da mescolare in acqua o da sciogliere in bocca: si offrono così tante possibili soluzioni per rispondere alle richieste di ogni persona e a tutte le età. Sono disponibili diversi farmaci contenenti sostanze che hanno la capacità di “tamponare” l’eccessiva acidità dello stomaco — gli antiacidi, come idrossido di magnesio o carbonato di calcio, che neutralizzano l’acido presente. Ci sono inoltre anche medicinali che puntano a ridurre la produzione di acido, come gli inibitori di pompa protonica, che bloccano la secrezione acida alla fonte. Accanto a questi, esistono farmaci utili a favorire la normale motilità dello stomaco, facilitando la digestione. In tutti i casi questi trattamenti, se si parla di automedicazione, vanno considerati sintomatici e non vanno assunti in autonomia a lungo. Dopo qualche giorno, se il problema non si risolve e non esiste una chiara causa scatenante, conviene sempre fare riferimento al medico curante.
L’alimentazione come prima difesa. Per il resto, una sana alimentazione, che preveda una particolare attenzione non solo alla quantità ma anche alla qualità degli alimenti che si ingeriscono, oltre che al ritmo dei pasti, rappresenta la prima contromisura per chi soffre di acidità e bruciori di stomaco. L’obiettivo, come detto in precedenza, è quello di limitare gli alimenti particolarmente grassi e difficili da digerire, che impegnano per diverse ore il processo digestivo, oltre quelli potenzialmente “irritanti” come ad esempio gli agrumi, il cioccolato e il pomodoro, i cibi piccanti. A volte, anche un “innocente” gelato, se a temperatura troppo bassa, può scatenare problemi digestivi.
Se possibile, per offrire una possibile soluzione complementare naturale, ricordate anche di abituarvi al consumo di una tisana o di infusi naturali con malva, finocchio, zenzero o camomilla (solo per citarne alcuni) che possono aiutare la digestione e proteggere la mucosa dello stomaco. Infine, se al disturbo si associa la sensazione di avere più aria nell’intestino, è bene ricordare che il caldo intenso può influenzare significativamente anche il processo di svuotamento gastrico, portando a sintomi come gonfiore e nausea.
Le alte temperature favoriscono inoltre la diffusione di virosi intestinali tipiche dell’estate, che possono instaurare disbiosi intestinali, alterando l’equilibrio della flora batterica e aggravando i disturbi digestivi. Su questo fronte, è consigliabile limitare il consumo di alimenti che favoriscono il gonfiore, come gli zuccheri semplici e raffinati, nonché le fibre insolubili, che possono aumentare la produzione di gas intestinali. Al contrario, favorire alimenti ricchi di fibre solubili, grassi sani e probiotici può aiutare a ridurre i sintomi e migliorare la salute dell’intestino.
Domande frequenti sull’acidità di stomaco in estate
Il gelato causa davvero acidità di stomaco?
In alcune persone sì, con meccanismi diversi. Il freddo incide, ma contano soprattutto i contenuti in lipidi e zuccheri che possono favorire la debolezza della valvola che separa esofago e stomaco, irritando così la mucosa.
Qual è la differenza tra antiacido e inibitore di pompa?
Certo. Il primo opera sull’eccesso di acidità, puntando a tamponarla neutralizzando l’acido già presente. Il secondo invece esercita la sua azione andando a inibire la produzione di acido alla source, prevenendo l’accumulo.
Quando si interpella il medico?
L’acidità di stomaco, se dura più alcuni giorni o è ricorrente e non ha un chiaro elemento scatenante, come un’abbuffata eccessiva o il consumo di alimenti ricchi in grassi, va sempre inquadrata dal medico per una diagnosi mirata e terapie su misura.

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