Gli esperti la chiamano rinorrea. Per tutti noi, più semplicemente, è il classico naso che cola. In autunno questo disturbo è molto comune e può incidere non soltanto sulla qualità della vita diurna, ma anche sul riposo notturno, soprattutto quando la secrezione aumenta durante la notte.
Una congestione nasale importante può infatti ostacolare la normale respirazione dal naso durante il sonno e favorire russamento e risvegli notturni, mentre il gocciolamento retronasale può contribuire a irritare la gola e provocare tosse. Sul fronte dell’olfatto, invece, la congestione può ridurre temporaneamente la capacità di percepire gli odori, con una conseguente diminuzione della percezione dei sapori. Questo fenomeno non coincide però con una vera ageusia, che indica la perdita del gusto.
E proprio osservare come e quando compare il naso che cola può essere utile. Ci sono persone che accusano il disturbo soltanto occasionalmente e per pochi giorni: in questi casi è plausibile pensare a un’infezione respiratoria virale. Altre, invece, si ritrovano ogni anno con gli stessi problemi nello stesso periodo. Una ricorrenza stagionale può far pensare a una rinite allergica.
In tutti i casi, la causa del disturbo va inquadrata correttamente per scegliere il trattamento più adatto. Quando la rinorrea è ricorrente o persistente, una valutazione medica può essere particolarmente utile per distinguere una rinite allergica da una forma infettiva o non allergica.
Rinite allergica o rinite virale?
Partiamo da un dato essenziale: naso che cola e congestione non significano automaticamente raffreddore. La rinite allergica è infatti molto diffusa e può essere associata anche a varie condizioni, come l’asma.
Infatti, a seconda della zona geografica e delle condizioni climatiche, possono essere presenti nell’aria pollini di alcune erbe infestanti e altri allergeni stagionali. Tra quelli tipici dell’inizio dell’autunno può esserci l’ambrosia.
La vita quotidiana ci espone poi a contatti ravvicinati con tantissime persone e, con l’incedere dell’autunno aumentiamo inoltre il tempo trascorso in ambienti condivisi, anche durante le ore di svago e riposo. Questo può favorire la trasmissione dei virus respiratori responsabili del raffreddore. Il raffreddore è un’infezione virale delle vie respiratorie superiori causata da molti virus diversi e che, in genere, dura meno di una settimana, anche se naso chiuso, naso che cola e tosse possono protrarsi più a lungo. Tra i virus responsabili possono esserci, per esempio, rhinovirus, coronavirus stagionali e altri virus respiratori.
Esiste poi una terza possibilità: la cosiddetta rinite non allergica, talvolta chiamata rinite vasomotoria. In questo caso i sintomi non dipendono da un’allergia né da una infezione ma da una particolare reattività della mucosa nasale a fattori come cambiamenti di temperatura o umidità, fumo, profumi, odori intensi e altri irritanti. Questi stimoli possono provocare congestione e produzione di secrezioni acquose.
Fatte queste precisazioni, possiamo provare a orientarci osservando i sintomi. Nell’allergia il muco è generalmente trasparente e acquoso, gli starnuti possono presentarsi in sequenze e sono frequenti prurito al naso, agli occhi o al palato, con possibile lacrimazione e arrossamento degli occhi.
Nel raffreddore, invece, possono comparire anche mal di gola, tosse, stanchezza e talvolta febbre, che è molto meno caratteristica della rinite allergica.
Il colore delle secrezioni nasali, però, non permette da solo di distinguere le due condizioni. Durante un raffreddore il muco generalmente è più denso e di colore giallo-verde. Tuttavia, molto dipende dal tipo di infezione e comunque il muco tende ad essere trasparente e meno denso nelle prime e nelle ultime fasi dell’infezione.
La durata può fornire qualche indicazione utile: se il disturbo compare all’interno di un quadro virale, tende a migliorare progressivamente nell’arco di giorni e a non ripresentarsi almeno nell’immediato mentre la rinite allergica e gli altri sintomi associati si ripresentano regolarmente nello stesso periodo dell’anno o persistono finché continua l’esposizione a uno specifico allergene.
Come affrontare la rinorrea
Il primo passo è l’igiene nasale. I lavaggi con soluzione fisiologica possono aiutare a rimuovere secrezioni, muco e parte degli allergeni presenti sulla mucosa, contribuendo ad alleviare i sintomi.
Quando la rinite è allergica, il trattamento implica l’impiego – locale o sistemico di antistaminici e, a seconda della gravità e del tipo di sintomi, di corticosteroidi nasali.
Per il raffreddore comune, invece, il trattamento prevede decongestionanti nasali, da usare solo per brevi periodi di tempo o il ricorso ad altri farmaci ad azione antinfiammatoria se al raffreddore sono associati altri sintomi come tosse o mal di gola.
Lavaggi nasali, riposo e una buona idratazione possono contribuire a rendere più sopportabili i disturbi. Non esistono antibiotici utili contro il comune raffreddore, perché la causa è virale.
I farmaci vasocostrittori decongestionanti meritano particolare attenzione perché un loro uso scorretto e prolungato può provocare un effetto di rimbalzo con peggioramento dell’ostruzione nasale, la cosiddetta rinite medicamentosa. Le indicazioni sulla durata massima possono variare in base al principio attivo e al prodotto; per molte formulazioni da banco si raccomanda comunque di non superare pochi giorni e di seguire sempre le informazioni contenute nel foglio illustrativo.
Quanto ai corticosteroidi nasali, non vanno confusi con i cortisonici assunti per bocca. Si tratta di farmaci che agiscono soprattutto localmente sulla mucosa nasale e, quando indicati e utilizzati correttamente, possono essere impiegati anche per periodi più lunghi sotto il controllo del medico e secondo le indicazioni del foglietto illustrativo.
I consigli pratici
In caso di rinite allergica, un aiuto può arrivare dal prestare attenzione all’ambiente domestico. Non è necessario rendere l’aria particolarmente umida: un’umidità eccessiva può favorire la proliferazione delle muffe e degli acari. Per gli ambienti interni, l’EPA, Environmental Protection Agency statunitense, indica generalmente un’umidità relativa compresa tra il 30 e il 50%.
Quando il problema riguarda gli acari, possono essere utili alcuni accorgimenti nella camera da letto, come coperture antiacaro per materasso e cuscino, lavaggio regolare della biancheria e riduzione della polvere.
Anche arieggiare gli ambienti è importante, ma va fatto tenendo conto della causa dei sintomi. Se una persona è sensibilizzata a pollini presenti all’esterno, spalancare le finestre nei momenti di maggiore concentrazione pollinica può aumentare l’esposizione; è quindi preferibile seguire i bollettini pollinici locali quando disponibili.
Infine, anche nell’automedicazione il consiglio del farmacista può essere prezioso, soprattutto quando si assumono già altri medicinali o sono presenti patologie che possono modificare la scelta del trattamento antistaminico
Il medico va invece coinvolto quando il naso che cola persiste a lungo, si ripresenta frequentemente senza una causa chiara o interferisce con il sonno e con le normali attività. Una visita è particolarmente importante in presenza di febbre persistente, forte dolore al volto, gonfiore intorno agli occhi, difficoltà respiratoria o sintomi che migliorano e poi peggiorano nuovamente.
Se la rinorrea si ripete ogni anno nello stesso periodo, il medico può inoltre valutare un percorso diagnostico allergologico, con test mirati agli allergeni più plausibili in base alla storia dei sintomi e all’ambiente in cui compaiono.
Per saperne di più: https://europeanlung.org/.

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