Con l’abbassarsi delle temperature, tornano anche i tipici disturbi della stagione fredda: naso chiuso, raucedine, tosse e mal di gola. In questo periodo, inoltre, aumenta la circolazione dei virus respiratori. Ma c’è un altro elemento che può contribuire al fastidio: il riscaldamento.
Il calore rende gli ambienti più confortevoli, ma se l’aria diventa troppo secca possono nascere fastidi a livello del naso e della gola. Ci si ritrova così a schiarirsi continuamente la voce, a tossire o a provare bruciore quando si deglutisce.
È importante, però, distinguere i due elementi chiave: l’aria secca e le infezioni respiratorie. La prima può irritare le mucose, mentre raffreddore, influenza e altre infezioni sono provocati dai virus e causano fastidi di intensità maggiore.
Come comportarsi in questi casi? La prima strategia consiste nel controllare la temperatura e l’umidità degli ambienti, bere regolarmente e ridurre l’esposizione agli irritanti. Se il dolore è intenso si può ricorrere ai farmaci di automedicazione, scegliendoli in base alle proprie condizioni di salute e, quando necessario, con il consiglio del farmacista o del medico.
Cosa succede quando si accende il riscaldamento
L’aria troppo secca può diminuire il livello di umidità delle mucose che rivestono il naso, la faringe e la laringe. Di conseguenza, può generarsi la sensazione di avere la gola asciutta, un leggero bruciore o il bisogno di schiarirsi continuamente la voce. In alcuni casi possono comparire tosse secca e raucedine.
Infatti, quando l’aria viene riscaldata la sua umidità relativa tende a diminuire. Se il livello scende troppo, le mucose possono diventare più sensibili agli stimoli irritanti.
Le vie respiratorie possiedono un sistema naturale di protezione formato da muco e ciglia microscopiche. Il muco intrappola particelle e impurità che le ciglia contribuiscono a trasportarle verso l’esterno. La corretta idratazione di queste superfici è importante per il funzionamento del sistema di pulizia respiratoria. Quando questa corretta idratazione viene a mancare, possono comparire i fastidi.
I disturbi possono essere più evidenti al mattino perché si sono passate molte ore trascorse dormendo in una stanza riscaldata e potenzialmente secca. Anche respirare con la bocca per via del naso chiuso può contribuire a rendere più evidenti il malessere alla gola.
Non tutti i mal di gola che compaiono in inverno dipendono però dal riscaldamento. Se il dolore si associa a febbre, raffreddore, tosse o malessere generale, bisogna considerare anche la possibilità di un’infezione respiratoria. Un’irritazione ambientale e un’infezione possono inoltre essere presenti contemporaneamente.
Come affrontare il mal di gola da secchezza delle mucose
Quando il fastidio è lieve e sembra legato all’aria secca, i primi interventi da attuare consistono nel migliorare le condizioni dell’ambiente e mantenere una buona idratazione. Bere acqua regolarmente, scegliere bevande tiepide e limitare l’esposizione a fumo e altri irritanti può infatti contribuire ad alleviare la sensazione di bruciore e irritazione.
Se il dolore è più intenso, i farmaci di automedicazione possono offrire un sollievo. Le pastiglie medicate per la gola, per esempio, possono contenere anestetici locali, antisettici o antinfiammatori.
Alcune formulazioni contengono anche mentolo o propoli. Possono dare una sensazione di freschezza o sollievo. In caso di allergie, soprattutto ai prodotti delle api, è opportuno prestare particolare attenzione alla composizione dei prodotti a base di propoli.
Se il mal di gola è accompagnato da dolore significativo o febbre, si possono prendere in considerazione analgesici come il paracetamolo oppure, quando adatto alla persona, un farmaco antinfiammatorio non steroideo, come l’ibuprofene.
I rimedi casalinghi: quali funzionano correttamente
Bere con regolarità è, come detto, uno dei consigli più semplici. Acqua, brodi e bevande tiepide possono contribuire a mantenere la gola correttamente idratata. Il miele, da solo o sciolto in una bevanda non bollente, può dare sollievo alla gola irritata, soprattutto quando è presente anche tosse.
Anche i gargarismi con acqua tiepida e sale possono alleviare temporaneamente il fastidio. È sufficiente sciogliere circa mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere d’acqua tiepida, fare i gargarismi e poi sputare la soluzione senza ingerirla.
Diverso è il discorso dei suffumigi, vale a dire respirare vapore caldo sopra una pentola di acqua bollente. Le prove della loro efficacia sono limitate e, se fatti scorrettamente, possono provocare ustioni.
Come regolare riscaldamento e umidità in casa
Per ridurre il fastidio non occorre trasformare la casa in un ambiente caldo e umido. È preferibile mantenere una temperatura intorno ai 19-20 °C, con un intervallo di umidità indicativo intorno al 40-50%.
Un igrometro può aiutare a capire se l’aria è realmente troppo secca, anziché affidarsi soltanto alla sensazione soggettiva. Se si decide di utilizzare un umidificatore, è essenziale seguire le istruzioni del produttore, cambiare regolarmente l’acqua e pulire accuratamente il dispositivo.
Anche ventilare regolarmente gli ambienti è utile per il ricambio dell’aria. Se si hanno problemi di condensa, è importante trovare un equilibrio tra aerazione, riscaldamento e controllo dell’umidità. I panni bagnati appoggiati sui termosifoni non sono una soluzione sempre adeguata: l’effetto sull’umidità è variabile e non permette di controllare il livello raggiunto.
Infine, è bene evitare il fumo di sigaretta e gli ambienti fumosi, in modo da non irritare ulteriormente le mucose.
Cinque domande per capire bene
Quanto dura il fastidio?
In caso di mal di gola legato al riscaldamento, il fastidio è solitamente di breve durata. Dopo un paio di giorni si risolve, a meno che non ci sia stata una sovrainfezione virale.
Quando entrano in gioco i batteri?
Il mal di gola di origine batterica va sempre individuato e confermato dal medico. Tendenzialmente si presenta con una ripresa dei sintomi, anche associati a febbre e a disturbi generali, dopo che si è concluso il primo episodio di malessere.
Cosa fare in presenza di febbre?
La febbre, come altri sintomi generali (ad esempio mal di testa e debolezza oltre a tosse) rivela un potenziale peggioramento del quadro e un possibile interessamento virale, con maggior durata dei sintomi.
Per alleviare i sintomi è bene ricorrere all’automedicazione e se i sintomi non migliorano o peggiorao in un paio di giorni è bene consultare il proprio medico curante.
Si possono associare diversi farmaci?
Attenzione a non mescolare principi attivi. In caso di necessità di assunzione di farmaci diversi contemporaneamente è sempre meglio fare riferimento al farmacista per sapere come comportarsi.
Si possono impiegare allo stesso modo spray e pastiglie?
Si, ma è sempre obbligatorio leggere attentamente il foglio illustrativo per poter assumere correttamente entrambi i farmaci.
Il consiglio finale
In genere, il mal di gola da riscaldamento e, quindi, aria secca, dura poco tempo. I classici fumenti con acqua, bicarbonato e camomilla, agiscono nei casi più lievi, assieme all’ idratazione adeguata. L’automedicazione non deve andare oltre qualche giorno: se i fastidi si mantengono, ricordate di parlarne al farmacista e su sua indicazione, al medico.

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