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Orecchie chiuse? Attenzione al volume!

Come ogni anno inizia l’autunno e inizia, in concomitanza, la stagione delle prime influenze: infreddature, tosse e mal di gola sono dietro l’angolo e i farmaci di automedicazione, specialmente quelli ad azione decongestionante, tornano a fare la loro comparsa nell’armadietto dei medicinali, insieme a fluidificanti e antinfiammatori, utili per alleviare i primi sintomi.

Infiammazione delle vie respiratorie spesso non è soltanto sinonimo di raffreddore e mal di gola, ma anche di mal di orecchie! Il muco, infatti, naturale, può accumularsi nella parte più interna dell’orecchio, causando spesso dolore o sensazione di orecchie chiuse. Anche in questo caso, i medicinali da banco ad azione mucolitica e fluidificante possono aiutare a sciogliere il muco, riducendo così il rischio di andare incontro a otiti. In caso di dolore e fastidio prolungato alle orecchie, soprattutto se gli altri sintomi respiratori sono scomparsi, è meglio recarsi dal medico affinché sia lui stesso a valutare se, insieme a rimedi per la fluidificazione, sia necessario un antibiotico a seguito di una sovra infezione batterica. Inoltre, per il benessere delle proprie orecchie, non bisogna dimenticare una semplice regola di prevenzione generale: fare attenzione ai volumi troppo elevati, specie se si ha l’abitudine di indossare le cuffie per ascoltare la musica, passeggiando o correndo.

Ascoltare musica è un modo piacevole di rilassarsi e attenuare così lo stress della quotidianità, ma se ascoltata a volume eccessivo può provocare problemi alle orecchie, specie se sono già provate dal muco in eccesso. Inoltre, quando si esagera con il volume, aumenta anche il rischio di sviluppare acufeni, nonché ronzii e fischi che diventano spesso cronici, disturbando la percezione dei suoni e influendo pesantemente sulla qualità di vita. Un ascolto prolungato nel tempo dei suoni a volumi molto alti, infatti, può alla lunga alterare il normale funzionamento delle cellule deputate all’udito, rovinando quindi la nostra capacità di percepire distintamente i suoni.