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Così cresce un neonato

così cresce neonato

Lo sapevate che dopo la nascita, nei primi giorni di vita, un neonato perde mediamente dal 5 al 7% del suo peso? Tuttavia, gli etti “perduti” con quello che viene chiamato “calo fisiologico” vengono ripresi dopo una quindicina di giorni dal primo vagito. L’accrescimento neonatale prevede anche questa tappa, in un percorso che stupisce e a volte crea dubbi e incertezze nei neo-genitori.

Quanto cresce al mese?

Ovviamente ci sono differenze tra un bambino e l’altro. Ma in termini generali, dal punto di vista del peso un lattante prende più o meno 30 grammi al giorno nei primi due mesi, poi il ritmo dell’accrescimento neonatale si attenua, con una media di circa mezzo chilo al mese. Tradotto in parole semplici, più o meno intorno ai 5 mesi il bimbo raddoppia il suo peso e verso il primo anno di vita pesa il triplo rispetto alla nascita. Sul fronte dell’altezza, che vista la posizione non ancora eretta del bebè si definisce lunghezza, in media aumenta del 30 per cento rispetto alla nascita, dopo 5 mesi e del 50% entro i 12 mesi. Insomma: nel primo anno di vita, come poi si ripeterà più avanti con la pubertà, il piccolo presenta veri e propri scatti di crescita.

Ci aiutano le tabelle di crescita

Soprattutto durante il primo anno di vita il pediatra controlla peso e altezza del piccolo rispetto a tabelle di riferimento espresse in cosiddetti percentili. I percentili permettono di mettere a confronto e verificare la crescita di lunghezza e peso di bambini della medesima età rispetto a dei valori medi. La curva di crescita, ovviamente, non è uguale per tutti i piccoli, visto che c’è chi cresce di più e chi di meno. E soprattutto si può modificare nel tempo, perché il processo di crescita non è identico per tutti né lineare.

Ad esempio, capita spesso che un bimbo che inizi a gattonare o a camminare “diminuisca” di percentile sul peso, cosa normale dato il maggiore dispendio di energie. Oppure, può capitare che le neo-mamme si preoccupino se un bimbo è su un basso percentile di crescita ma che il pediatra evidenzi che se il percentile, o di peso o di altezza, resta più o meno costante nei primi mesi significa che il bimbo cresce secondo le sue caratteristiche.

Il percentile infatti indica solo un dato di riferimento: il cinquantesimo percentile è quello medio della popolazione di bambini di una certa età su cui si basa la curva: se un bimbo è al trentesimo percentile per peso o altezza significa che, rispetto a lui, 70 bimbi su cento saranno più alti o più pesanti. Se invece si trova sopra, il ragionamento va fatto all’opposto e quindi se si trovasse al settantesimo percentile, 30 bambini su cento sono mediamente più alti o più pesanti.

Quando si è prematuri

Il 7 per cento del totale dei parti in Italia, circa 32.000 all’anno stando a dati recenti, è pretermine. Vuol dire che il neonato viene alla luce in anticipo, prima della trentasettesima settimana di gestazione e per questo è in genere più piccolo rispetto ad un bambino nato a termine.

Al netto di eventuali e specifiche condizioni legate alla gravidanza, ci sono elementi che aumentano la possibilità che questo avvenga come, ad esempio, il fatto di aspettare gemelli, così come impatta un eventuale parto prematuro in precedenza. I prematuri, col tempo, tendono generalmente a recuperare il gap di crescita iniziale, con ritmi che variano da bambino a bambino, a seconda delle condizioni e di ogni specifico caso.