Ciao, sono bollino!

Il bimbo che non dorme? Tale e quale la mamma!

di lettura: 6 minuti
Il bimbo che non dorme tale e quale la mamma

“Talis pater, talis filius”. I latini non avevano dubbi nel definire le caratteristiche del bimbo, riferendole soprattutto al padre. Ma per il piccolo che fa fatica a riposare a dovere  è meglio pensare alla mamma. Se lei fatica a cadere tra le braccia di Morfeo e riposare saporitamente, anche il bimbo tenderà ad essere più agitato, con risvegli notturni e con difficoltà ad addormentarsi che, pur non essendo in alcun modo patologiche, a volte possono essere difficili da affrontare per i . La curiosità viene da una ricerca che ha confrontato il modo e il tempo del notturno di duecento bimbi tra i 7 e i 12 anni. Le caratteristiche del dei bambini, registrate attraverso specifici esami elettroencefalografici sono state messe a confronto con quelle dei genitori (entrambi con disturbi del sonno) che, invece, hanno spiegato le loro abitudini attraverso specifici questionari. Lo studio dimostra che se esiste una predisposizione di entrambi i genitori a meno e/o male, i loro figli tendono ad avere un sonno più leggero e difficile da far iniziare rispetto ai coetanei. Soprattutto, e in questo sta la curiosità, si instaura tra madre e figlio una sorta di “cordone ombelicale” di emulazioni: rispetto al papà – questa l’ipotesi dei ricercatori – il maggior tempo che le passano con i bimbi porterebbe più facilmente i piccoli a “copiare” il loro atteggiamento, replicando anche le difficoltà con il riposo. Anche senza andare a cercare meccanismi complessi, in ogni caso, l’importante è, quando si riscontrano difficoltà del bimbo ad addormentarsi, non drammatizzare come se abituarlo a dormire per il tempo necessario fosse la problematica massima da affrontare. Con i consigli del e un pizzico di leggerezza, anche far addormentare il piccolo può diventare più semplice.

I consigli pratici per gli adulti “agitati”:

  • Rispettare le “porte” del sonno. L’organismo si adatta a riposare sempre ad una stessa ora, mentre a volte si fatica a prendere sonno quando si va a dormire più tardi. E’ importante cercare di a dormire ogni sera e alzarsi ogni mattina alla stessa ora, anche durante il fine settimana.
  • Non rimanere a letto svegli. Il letto va utilizzato solo per dormire. Quindi, se non si riesce a prendere sonno conviene piuttosto alzarsi, magari per dare tempo all’organismo di prepararsi al riposo, sfruttando la lettura di un buon libro o l’ascolto di musica. 
  • Carboidrati a cena. Per riposare bene occorre rispettare nella giornata il ritmo dei pasti senza esagerare a cena. Meglio evitare piatti troppo elaborati e ricchi di grassi, lasciando invece spazio ai carboidrati come ad esempio la pasta o il riso, a dosi ridotte e con condimenti leggeri.

Cosa non fare:

  • Attenzione allo . L’attività fisica fa bene, ma andrebbe fatta qualche ora prima di prendere sonno. Altrimenti c’è il rischio di avere un’eccessiva stimolazione dell’organismo che rilascia sostanze legate allo sforzo e che possono quindi avere effetti “eccitanti”.
  • Occhio alla doccia. Per riuscire a riposare bene, poco prima di prendere sonno non fate la classica doccia rigenerante, che invece va benissimo la mattina. La doccia dà energia e  ha un effetto stimolante. Per dormire, meglio un bagno rilassante. 
  • Niente alcol a cena. Gli alcolici possono dare una sensazione di , ma quando l’alcol termina l’effetto si rischia di svegliarsi nel della notte. E riprendere sonno diventa difficile. Allo stesso modo niente bevande gassate contenenti caffeina.