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Infiammazione del colon, come affrontarla

Infiammazione del colon, come affrontarla
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Avere un intestino in è fondamentale per il nostro quotidiano. Molti sono tuttavia gli elementi che possono alterarne il corretto funzionamento tanto che non è infrequente sentire parlare di quella che un tempo veniva definita colite, ovvero l’infiammazione del colon, e che oggi viene più correttamente inquadrata come condizione del colon irritabile. Ma di cosa si tratta esattamente? 

Sintomi e campanelli d’allarme

. Borborigmi, ovvero rumori inspiegabili e del tutto incontrollati provenienti dalla pancia. Gonfiore. Stitichezza che si alterna a . Sono tanti i sintomi che possono manifestarsi in caso di colon irritabile.

Il nostro intestino risente di tante condizioni: cambi nell’, scarsa disponibilità di acqua, stress, tensione possono determinare un quadro che, se si presenta solo occasionalmente e in corrispondenza di situazioni particolari come  nel caso di stravizi alimentari o assunzione di alimenti non propriamente salubri, che favoriscono stipsi, diarrea, aerofagia o meteorismo, può essere affrontato con i farmaci di automedicazione, da scegliere in base al sintomo predominante.


Ma non bisogna mai dimenticare che se i disturbi permangono occorre parlarne con il medico, per sottoporsi ad eventuali esami di controllo e quindi giungere ad una diagnosi corretta. Il colon irritabile, va comunque sempre riconosciuto perché, ad esempio, il addominale non legato a piccoli disturbi come un comune mal di pancia o gonfiore addominale, può avere origini diverse, anche indipendenti dall’intestino. 

Perché compare il dolore e altri sintomi

Come una sorta di “cornice” all’interno dell’addome, il colon parte da basso, a destra, per poi risalire fin sotto il fegato e fare una curva stretta verso sinistra. Questa curva divide il colon di destra o ascendente, da quello trasverso. Poi, sulla parte sinistra alta dell’addome, l’intestino si ributta nuovamente verso il basso, nel colon sinistro o discendente. Questo termina poi con il sigma e il retto, nel quale si depositano le feci per essere eliminate. È proprio l’ultima parte dell’intestino che può diventare sede di disturbi a volte anche molto localizzati.

Il colon irritabile viene considerato un problema della mobilità proprio dell’ultima parte dell’intestino, che può interessare anche la componente a monte del colon, ovvero l’intestino tenue. La caratteristica di questa situazione è che non c’è alcuna causa organica in grado di scatenare il disturbo: la mucosa dell’intestino appare normale, tuttavia l’organo si contrae in maniera non fisiologica: i muscoli circolari e longitudinali dell’intestino si muovono in modo alterato e questo provoca l’anomala progressione delle feci, con la conseguente comparsa del dolore addominale associato a gonfiore, diarrea o stitichezza, talvolta mal di testa.

Quasi sempre la sindrome dell’intestino irritabile colpisce le persone quando sono ancora : sotto accusa ci sono lo stress, la cattiva alimentazione o anche una difficile condizione psicologica. Ricordato una volta di più che occorre accertarsi che il dolore addominale sia davvero legato a questa sindrome e non ad altre o problematiche che vanno comunque diagnosticate da un medico, proprio il mal di pancia e la contemporanea presenza di diarrea o stitichezza possono  far pensare in un giovane alla classica “colite”.

Trattandosi di un dolore legato alla contrazione muscolare, risponde poco agli analgesici che si usano, ad esempio, per il mal di testa o i dolori articolari. Occorre assumere farmaci, anche di automedicazione, in base alle indicazioni del , che limitino le contrazioni dei visceri: sono i cosiddetti antispastici o anticolinergici. In altri casi, se sono presenti sintomi diversi, ci sono trattamenti mirati. Una volta passato l’attacco acuto, comunque, occorre cercare di far lavorare l’intestino al meglio, sempre considerando che non siano presenti lesioni. E’ indicata una dieta ricca di fibre tali da favorire il volume delle feci e “riempire” il canale intestinale evitando che si contragga “a vuoto”. Il che vuol dire consumare cibi integrali, molta e verdura, bere molta acqua, fare regolare attività fisica e cercare di “liberarsi” sempre alla stessa ora. La “colite, così facendo può essere contrastata. 

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