Lo sbadiglio? Può servire a rinfrescarsi!

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 2 MIN
Pubblicato il 20 Luglio 2018 — Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2024
Non pensate che lo sbadiglio sia solamente una risposta alla noia o l’anticamera della stanchezza e del sonno. In estate, sbadigliare frequentemente potrebbe essere solamente un modo per tenere al “fresco” il cervello, evitando che “si surriscaldi” e non funzioni al meglio.

Siamo nel campo delle teorie, ma l’ipotesi è affascinante. Gli sbadigli, in questo senso, sarebbero una sorta di risposta alla calura. A dirlo è una ricerca condotta all’Università di Vienna, dagli scienziati guidati da Jorg Massen, apparsa su Physiology & Behavior.

Secondo gli studiosi, sbadigliando non si fa altro che “refrigerare” il cervello attraverso l’immissione di ossigeno che avviene proprio attraverso questa respirazione forzata.

Ovviamente, la temperatura ambientale sarebbe una sorta di “misuratore” per il rischio di sbadigli irrefrenabili: in estate, soprattutto dalle nostre parti, si genera un clima ideale per sbadigliare. Pare però che questo meccanismo di “aereazione” venga innescato quando la temperatura esterna è alta ma più bassa di quella del corpo umano.
Viceversa, quando la temperatura esterna raggiunge o supera quella del corpo, il numero di sbadigli di riduce. Nello specifico, la necessità di “raffreddare” il cervello, in una sorta di progressivo adattamento al caldo pare che sia più elevata quando le temperature si avvicinano ai 30 gradi.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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