Con l’autunno ormai alle porte il naso chiuso durante la notte diventa un disturbo molto frequente. La ripresa della scuola e del lavoro favorisce la circolazione dei virus respiratori, iniziano ad accendersi i riscaldamenti, l’aria degli ambienti chiusi diventa più secca e, per molte persone, persistono anche le allergie stagionali.
Il risultato è una sensazione di congestione nasale che tende a peggiorare proprio quando ci si corica. Respirare diventa più difficile, il sonno si interrompe più facilmente e il riposo notturno può risentirne in modo significativo.
Le cause, tuttavia, non sono sempre le stesse: il naso chiuso può dipendere da un semplice raffreddore, da una rinite allergica, da una sinusite oppure da una rinite vasomotoria. Capire quale sia l’origine del disturbo è importante per scegliere il trattamento più appropriato.
Come nasce la congestione nasale
Quando ci si sdraia, la posizione supina favorisce un maggiore afflusso di sangue alla mucosa nasale. Se il naso è già infiammato, i piccoli vasi sanguigni si dilatano ulteriormente e la mucosa tende a gonfiarsi, generando la sensazione di ostruzione.
Durante l’autunno, non così lontano, entrano in gioco anche altri fattori. L’aria degli ambienti riscaldati è generalmente più secca e può irritare le mucose, rendendole più vulnerabili. Inoltre, con la permanenza prolungata negli ambienti chiusi aumenta l’esposizione ad allergeni come gli acari della polvere e, in alcune abitazioni, anche alle muffe, che possono aggravare la congestione nasale nelle persone predisposte.
Non bisogna poi dimenticare le infezioni virali. I rhinovirus, principali responsabili del raffreddore comune, provocano infatti l’infiammazione della mucosa nasale con gonfiore dei tessuti e aumento della produzione di muco. È proprio questa combinazione di fattori a rendere più difficile respirare attraverso il naso durante la notte.
Come si affronta il naso chiuso di notte in autunno
Il trattamento dipende dalla causa della congestione. Se il disturbo è occasionale e legato a un raffreddore, possono essere utili i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o soluzione salina ipertonica, che aiutano a fluidificare il muco e a ridurre il gonfiore della mucosa.
Gli spray nasali decongestionanti possono offrire un rapido sollievo, ma devono essere utilizzati solo per pochi giorni consecutivi (generalmente non oltre 3-5 giorni), per evitare il rischio di rinite da abuso di decongestionanti, nota anche come rinite medicamentosa.
Quando invece il naso chiuso è dovuto a una rinite allergica, il medico può consigliare spray a base di corticosteroidi o antistaminici, che agiscono sull’infiammazione. Gli antistaminici per bocca trovano indicazione soprattutto nelle forme allergiche associate, oltre che alla congestione, ad altri sintomi, come starnuti, prurito e lacrimazione.
Se la congestione persiste per oltre dieci giorni e il quadro clinico si aggrava e oltre alla congestione compaiono febbre anche elevata, dolore al volto, secrezioni purulente, sangue dal naso ricorrente o difficoltà respiratorie importanti, è opportuno rivolgersi al medico per una valutazione approfondita.
I consigli utili per affrontare il naso chiuso
Oltre ai trattamenti farmacologici, alcuni semplici accorgimenti possono contribuire a ridurre la congestione nasale e favorire un riposo più sereno. Uno dei più efficaci consiste nel dormire con la testa leggermente sollevata, utilizzando un cuscino in più oppure inclinando leggermente la testata del letto. Questa posizione limita il ristagno di sangue nella mucosa nasale e può attenuare la sensazione di naso chiuso durante la notte.
Anche il microclima della camera da letto gioca un ruolo importante. Una temperatura eccessivamente elevata e un’aria troppo secca possono irritare le mucose e peggiorare la congestione. Per questo è consigliabile mantenere la stanza ben aerata, con una temperatura intorno ai 18-20 °C e un livello di umidità compreso tra il 40 e il 60%, evitando sia gli ambienti troppo secchi sia quelli eccessivamente umidi, che possono favorire la proliferazione di muffe e acari.
Nelle persone che soffrono di allergie respiratorie è inoltre utile ridurre l’esposizione agli allergeni presenti in camera da letto, arieggiando regolarmente gli ambienti e curando la pulizia di materassi, cuscini e biancheria, dove tendono ad accumularsi gli acari della polvere.
Prima di coricarsi possono essere utili i lavaggi nasali, che aiutano a eliminare il muco in eccesso, a mantenere idratata la mucosa e a favorire una respirazione più libera. Anche una doccia calda o l’inalazione del vapore possono offrire un sollievo temporaneo, rendendo le secrezioni nasali meno dense e più facili da eliminare.
Infine, in alcune persone i cerotti nasali possono rappresentare un valido aiuto durante il sonno. Agendo meccanicamente sulle ali del naso, favoriscono il passaggio dell’aria attraverso le narici e possono migliorare il comfort respiratorio, soprattutto in presenza di una lieve ostruzione, pur senza intervenire sull’infiammazione della mucosa.
Domande e risposte
Si possono usare gli spray nasali ogni notte?
No. Gli spray nasali ad azione decongestionante possono essere usati prima di andare a dormire ma sempre in caso di congestione e per periodi limitati. Se i sintomi persistono, occorre chiamare il medico.
Può esiste dipendenza da decongestionante nasale?
Sì. Se si assumono regolarmente e per periodi prolungati gli spray nasali ad azione decongestionante potrebbero generare una forma di dipendenza. Per questo motivo, tali farmaci vanno assunti per periodi limitati.
Quando consultare il medico?
In genere occorre parlare con il medico curante se il disturbo non migliora o peggiora entro 3-4 giorni o se il quadro clinico si aggrava con la comparsa di altri sintomi come febbre alta, tosse e secrezioni purulente.
Per saperne di più: www.allergicamente.it.
AAITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri).

Attraverso consigli pratici e informazioni chiare, ci dedichiamo a educare e guidare verso scelte di vita quotidiana consapevoli, promuovendo un benessere semplice e duraturo.

