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Occhi: diagnosi precoce per combattere il glaucoma

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Qualcuno l’ha soprannominato il “ladro silenzioso” della . Piano piano, seppur con velocità diversa nelle varie forme, il glaucoma “rosicchia”, come fa un topolino con il formaggio, le cellule che ci consentono di vedere, restringendo progressivamente il campo visivo. Solo il controllo dell’oculista può permettere di capire se questo nemico invisibile sta agendo, per cui bisogna puntare fortemente sulla diagnosi precoce. Quando infatti il galucoma manifesta i sintomi quali, in particolare, la riduzione della visione periferica – tipica della malattia – percepita da chi si trova ad affrontare questo nemico, il danno si è già creato ed è, purtroppo, un danno irreversibile. Sfortunatamente ancora molto, troppo spesso si arriva tardi a identificare la malattia: secondo dati recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la metà dei malati di glaucoma non sa di averlo, e quindi arriva tardi alla diagnosi e alle cure che vanno indicate dallo specialista. 

Ecco l’identikit del glaucoma

Si tratta di una patologia degenerativa che generalmente coinvolge entrambi gli determinando danni permanenti al nervo ottico. Nel tempo il glaucoma può portare a ipovisione e cecità.  Tra i fattori di rischio il più importante è una elevata pressione oculare, sebbene in un terzo dei casi il glaucoma interessi pazienti con pressione oculare normale.  Esistono forme di glaucoma primario in cui non è riconoscibile la causa e forme secondarie dove alla base della malattia ci sono altre patologie. Le forma più frequente è quella primaria ad angolo aperto. Chi viene colpito solitamente può andare incontro a una progressiva riduzione del campo visivo fino alla visione cosiddetta “tubulare” che dà l’impressione di guardare attraverso un cono.

Quando cominciare i controlli

Le visite di controllo della vista, con la misurazione della pressione intra-oculare, sono fondamentali per scoprire il glaucoma. Secondo quanto consigliano gli esperti dell’Aisg, Associazione italiana Studio Glaucoma, ogni persona sana dovrebbe farsi visitare dall’oculista almeno bi-annualmente a partire dai 40 anni, ricordando che chi ha una familiarità positiva per il glaucoma dovrà cominciare a farsi visitare prima, già in età giovanile. La familiarità rappresenta, infatti, un importante fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma soprattutto se si riferisce ai familiari di primo grado e ancora di più se interessa fratelli o sorelle. Infine, ai miopi è consigliato farsi visitare già dai 20 anni di età. 

I consigli per la

Muoversi regolarmente, con un’attività fisica che sia vigorosa e impegni i (fate attenzione a piccoli traumi o problemi al tendini e articolazioni, che possono essere affrontati nelle forme lievi con il e i di automedicazione), appare di grande utilità per la prevenzione del glaucoma in quanto permette di ridurre la pressione oculare (oltre a quella sistemica) e aumentare il flusso sanguigno a beneficio anche degli occhi. Si consiglia, sulla scorta delle indicazioni dell’American Heart Association, di fare almeno 10 mila passi al giorno, di cui almeno 3 mila consecutivi. Altrimenti si possono considerare 30-40 minuti al giorno di camminata medio-veloce, almeno 4 volte alla settimana. Aumentando di 10 minuti al giorno la propria attività fisica, si può arrivare anche a ridurre del 25% il rischio di glaucoma. Il motivo? Muoversi fa aumentare l’ossigenazione della retina e delle sue cellule, rendendole più forti.

In più, l’attività fisica contrasta la formazione di radicali liberi nel sistema nervoso centrale, di cui l’occhio fa parte. Le attività più adatte, cioè camminata “sostenuta”, corsa, nuoto, bicicletta e tennis sono pratiche aerobiche che migliorano inoltre la perfusione oculare, cioè la circolazione del  all’interno dell’occhio. Chi ha già il glaucoma, però, deve evitare tutte quelle attività troppo intense come cross fit,  il sollevamento pesi e gli allenamenti in palestra molto faticosi nonché alcune posizioni, presenti ad esempio nello yoga, con la testa tenuta troppo verso il basso.