Reni e cambiamento climatico: esiste una correlazione?

Redazione Semplicemente Salute
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Reni e cambiamento climatico: esiste una correlazione?

Preserviamo i nostri reni e, per farlo, facciamo attenzione ai segnali d’allarme che possono inviare, anche se spesso soffrono in silenzio e magari manifestano fastidi quando già il danno è avanzato. 

Sotto la lente d’ingrandimento degli esperti c’è il rischio di malattia renale cronica, che viene ricordato una volta di più in occasione della Giornata Mondiale dedicata ai reni. Questi organi, fondamentali, per il futuro potrebbero diventare anche “segnalatori” dei mutamenti climatici, tenendo conto della loro sofferenza legata al caldo. Ci sono infatti studi che riportano come le problematiche renali siano in costante crescita, con un incremento dei pazienti soprattutto in zone molto calde e asciutte.

A rilanciare l’impatto del clima sulle malattie è una ricerca condotta qualche tempo fa all’Università del Colorado pubblicata sul New England Journal of Medicine. Lo studio dimostra un aumento esponenziale della sofferenza renale, anche in assenza dei classici fattori di rischio come ipertensione o diabete: il problema sarebbe da legare alle alte temperature. I reni diventano quindi una sorta di “segnalatore” del cambiamento climatico: quando crescono i casi di malattie renali, legate spesso anche alla disidratazione indotta dalla calura, significa che la temperatura sta crescendo troppo. L’aumento della temperatura media, secondo gli esperti, sarebbe all’origine anche di altre situazioni che si stanno verificando alle nostre latitudini, con l’emergere di infezioni apparentemente “lontane” e la ricomparsa di virus e batteri che si pensavano dimenticati ma che invece si stanno ripresentando. Oltre a rendere più alto il pericolo dell’emergenza di batteri resistenti agli antibiotici. Insomma: se i reni mandano segnali, non sottovalutiamoli. Ed ascoltiamoli.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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