Parodontite: sintomi da riconoscere e cosa fare ai primi segnali

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 9 MIN
Parodontite: sintomi da riconoscere e cosa fare ai primi segnali

Gengive dolenti, arrossate e infiammate, che sanguinano quando si spazzolano i denti e in qualche caso ne lasciano uno o più di uno un po’ scoperti. Sono questi i segni visibili di una infiammazione gengivale che può determinare parodontite, una infiammazione del parodonto, il tessuto che circonda i denti (e di cui fanno parte le gengive).

Recenti statistiche dicono che questo quadro si trova nella “top ten” delle malattie più frequenti al mondo. Nelle sue forme più gravi può determinare anche la perdita dei denti. La diagnosi precoce del quadro è fondamentale per trattarlo al meglio ed evitare questi rischi, ma non c’è sufficiente conoscenza della patologia. Ecco qualche informazione che può aiutare.

Cos’è la parodontite e come si sviluppa

La parodontite è un’infiammazione profonda delle gengive provocata dai batteri presenti nella placca dentale non adeguatamente rimossa con una corretta igiene orale. L’incidenza aumenta progressivamente dopo i trent’anni.

Nella parodontite i batteri presenti nella placca penetrano sotto le gengive distruggendo l’ancoraggio che mantiene il dente saldamente attaccato all’osso, così da determinarne, nel tempo, la caduta e compromettendo così la salute di tutta la bocca.

La condizione è connaturata con la natura umana. Lo prova una ricerca dell’Università di Pisa, in collaborazione con le Università di Zurigo e Basilea pubblicata su Journal of Proteomics.  Dall’indagine emerge che le popolazioni etrusche e sannite dell’Italia preromana soffrivano di parodontite, una grave infiammazione delle gengive, risultato non solo di scarsa igiene orale, ma anche di abitudini alimentari. La ricerca ha riguardato i resti osteodentari di 63 individui provenienti da sei necropoli etrusco-sannite, incluse Volterra e Tarquinia, datati tra il tra il VII e il IV secolo a.C. Oltre il 20% della dentizione analizzata presentava segni di parodontite, mentre le analisi biomolecolari condotte su 33 campioni di tartaro dentario hanno rilevato la presenza di proteine specifiche del batterio Porphyromonas gingivalis, il principale patogeno responsabile della malattia.

Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1874391925001307?via%3Dihub

I sintomi iniziali da non sottovalutare

Avete la strana sensazione che i denti diventino progressivamente più “lunghi”? La sensazione è dovuta alla retrazione delle gengive che fa sì che incisivi, canini, premolari e molari sembrino allungarsi, mentre la radice stessa del dente sembra esposta. Sono questi i segnali che devono far pensare alla presenza di parodontite e dei disturbi conseguenti.

La parodontite, tuttavia, non ha una insorgenza brusca ma in una primissima fase è accompagnata da sintomi da non ignorare che segnalano una infiammazione ancora superficiale e limitata alle sole gengive quali: sanguinamento, arrossamento e gonfiore gengivale accompagnati, poi da un alito sgradevole persistente nonostante la pulizia e il passaggio di filo interdentale e scovolino. Tra i disturbi, poi, può esserci la maggiore sensibilità al caldo e/o al freddo.

Solo più avanti, può comparire la sensazione che il dente si “muova” o che cambi posizione, con una progressiva retrazione gengivale.

Per affrontare efficacemente il problema bisogna agire precocemente quando la comparsa della sintomatologica è limitata alle gengive e prima che il quadro infiammatorio diventi una minaccia seria per il sorriso e la salute della bocca.

Cosa fare se si sospetta la parodontite

Sicuramente andare dal dentista per una valutazione del quadro clinico è la prima cosa da fare se si sospetta una parodontite,

Tuttavia, prevenire è meglio che curare. È una regola aurea in medicina e si applica perfettamente alle sofferenze infiammatorie del tessuto che circonda il dente. Quindi, il controllo regolare dal dentista e dell’igienista dentale per la rimozione di placca e tartaro sono fondamentali per giocare d’anticipo sulla situazione.

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Prevenzione: pulizia e alimentazione

I suggerimenti da mettere in pratica giorno dopo giorno sono semplici. Ricordiamo che una pulizia dei denti accurata e personalizzata è la base della prevenzione, soprattutto in chi ha le gengive già un po’ infiammate: bisogna dare il giusto tempo a questa abitudine, passandoci 4-5 minuti invece dei 2 minuti standard dopo i pasti. Se il dentista lo consiglia, poi, si può utilizzare lo spazzolino elettrico oltre a quello manuale e occorre utilizzare gli scovolini ed il filo interdentale. Infine, sempre su indicazione di chi segue la salute della bocca, si può scegliere il collutorio antiplacca, imparando a utilizzarlo al meglio.

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Sul fronte della prevenzione, poi, occorre fare attenzione all’alimentazione puntando sulla dieta mediterranea. Lo dice una ricerca apparsa su Journal of Periodontology e condotta dagli esperti del King’s College di Londra che hanno analizzato 200 pazienti ospedalieri iscritti alla Biobanca Orale, Dentale e Craniofacciale del King’s College, attraverso visite odontoiatriche, il prelievo di campioni di sangue e questionari sulle abitudini alimentari. Secondo lo studio, la chiave dell’effetto dell’alimentazione sarebbe da ricercare nell’azione proinfiammatoria di alcuni alimenti e, in chiave opposta, alla protezione che altri cibi offrono. In particolare, in chi non consuma regolarmente vegetali ci sarebbero infatti valori più elevati di marcatori infiammatori circolanti, come l’interleuchina-6 (IL-6) e la proteina C-reattiva (PCR). Al contrario, nei pazienti che avevano una dieta ricca di alimenti di origine vegetale tipici della dieta mediterranea, come legumi, verdura, frutta e olio d’oliva, si sono visti livelli più bassi di vari marcatori infiammatori. Non a caso, i vegetali ricchi di vitamina C servono per mantenere le gengive sane e devono perciò essere un caposaldo dell’alimentazione quotidiana.

La dieta mediterranea è ancor più importante, se possibile, quando ci sono difficoltà a mantenere sani i denti con conseguenti difficoltà nella masticazione, fondamentale per una dieta ricca di frutta e verdura fresca come quella. Chi ha perso dei denti (conseguenza estrema della parodontite non curata), tende a scegliere cibi più morbidi e favorire carboidrati, zuccheri raffinati e grassi con un impatto negativo sulla salute e sul portafoglio.

FAQ – Domande frequenti sulla parodontite

Cos’è la parodontite e quali sono i primi sintomi da riconoscere?

La parodontite è un’infiammazione profonda delle gengive causata dai batteri della placca dentale non rimossa correttamente. I primi segnali da non ignorare sono gengive arrossate, gonfie e che sanguinano durante lo spazzolamento, alito sgradevole persistente e maggiore sensibilità al caldo e al freddo. In una fase più avanzata possono comparire retrazione gengivale e la sensazione che i denti si muovano o si “allunghino”.

Come si previene la parodontite?

La prevenzione si basa su due pilastri principali: una corretta igiene orale quotidiana e un’alimentazione sana. Per l’igiene è fondamentale spazzolare i denti per almeno 4-5 minuti, usare filo interdentale e scovolini, e sottoporsi a controlli regolari dal dentista e dall’igienista per la rimozione di placca e tartaro. Sul fronte alimentare, la dieta mediterranea – ricca di verdura, frutta, legumi e olio d’oliva – aiuta a ridurre i marcatori infiammatori nel sangue, proteggendo la salute delle gengive.

La parodontite può portare alla perdita dei denti?

Sì, nelle forme più gravi e non trattate la parodontite può causare la perdita dei denti. I batteri della placca, penetrando sotto le gengive, distruggono progressivamente l’ancoraggio che tiene il dente saldamente attaccato all’osso. Per questo la diagnosi precoce è fondamentale: intervenire quando l’infiammazione è ancora limitata alle gengive permette di bloccare la progressione della malattia ed evitare conseguenze più serie.

Per saperne di più: https://www.sidp.it/, https://aap.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jper.70016, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37199773/.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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