Tosse da fumo, irritazione e catarro: quali rimedi?

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 8 MIN
Tosse da fumo, irritazione e catarro: quali rimedi?

La tosse non è sempre uguale. Può essere secca, cioè senza produzione di muco, oppure produttiva, quando porta all’espulsione di catarro. Tuttavia, questa distinzione non dice automaticamente da dove nasce il problema: una tosse secca può derivare da un’irritazione delle alte o delle basse vie respiratorie e una tosse produttiva non significa necessariamente che sia presente un’infezione.

Quando entra in gioco il fumo di sigaretta, entrambe le possibilità sono concrete. Il fumo contiene sostanze irritanti e cancerogene che possono danneggiare e infiammare le vie respiratorie, alterando anche il normale sistema di difesa formato del sistema mucociliare. Esso ha il compito di intrappolare polveri, particelle e microrganismi e di trasportarli verso l’esterno.

Ecco perché chi fuma può sviluppare tosse frequente, irritazione della gola, raucedine e produzione di catarro.

La misura più efficace per ridurre il problema resta una sola: smettere di fumare. La cessazione riduce tosse e produzione di catarro e contribuisce a diminuire il rischio e la progressione delle malattie respiratorie, compresa la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la BPCO.

Quando si parla di tosse del fumatore

Che sia attivo o passivo, il fumo rappresenta un irritante per l’apparato respiratorio. Nei fumatori abituali la tosse può comparire al mattino, al risveglio, quando il muco accumulato durante la notte viene mobilizzato e reso più facilmente espellibile. Può tuttavia essere presente anche durante il resto della giornata.

Il fumo, infatti, interferisce con il funzionamento delle ciglia delle vie respiratorie e favorisce la presenza di una maggiore quantità di muco. Quando il muco diventa più abbondante o viscoso, può essere più difficile eliminarlo.

La situazione può essere particolarmente problematica quando la tosse è presente da molto tempo e si accompagna a catarro, fiato corto, sibili respiratori o ridotta tolleranza allo sforzo. In questi casi occorre considerare anche la possibilità di una malattia respiratoria cronica, come la BPCO, e non limitarsi a parlare genericamente di “tosse del fumatore”. Una tosse che dura oltre otto settimane è infatti definita cronica e merita necessariamente un inquadramento medico.

Anche il fumo passivo va evitato. Nei bambini l’esposizione è associata a un aumento dei problemi respiratori, comprese tosse, sibili, infezioni delle vie respiratorie e riacutizzazioni dell’asma.

Come si affronta la tosse da fumo

La tosse è un riflesso protettivo: serve a rimuovere dalle vie respiratorie muco e sostanze irritanti. Per questo non sempre l’obiettivo deve essere quello di bloccarla completamente. Soprattutto quando è presente molto catarro, una soppressione indiscriminata della tosse può ostacolare l’eliminazione delle secrezioni.

La prima misura consiste quindi nell’eliminare, per quanto possibile, l’esposizione al fumo. Smettere di fumare è il provvedimento che incide maggiormente sulla salute respiratoria e, nel tempo, può ridurre tosse, catarro e difficoltà respiratoria.

Anche evitare il fumo passivo e altri irritanti respiratori, come la polvere, può aiutare. Bere acqua regolarmente può contribuire a mantenere una buona idratazione e rendere le secrezioni meno difficili da espellere.

Per una tosse acuta associata, per esempio, a un’infezione respiratoria, alcuni farmaci da banco possono offrire un sollievo limitato. Gli antitussivi non sono però adatti indistintamente a ogni tosse e i farmaci mucolitici non sono raccomandati di routine per una semplice tosse acuta da raffreddore o bronchite.

Nel caso di un fumatore con tosse e catarro persistenti, invece, l’automedicazione non dovrebbe diventare un modo per rimandare la valutazione della causa. Il medico può decidere se servano una visita, una spirometria o altri accertamenti in funzione dell’età, dei sintomi e della storia di fumo.

Tosse secca, catarro e irritazione: cosa succede alle vie respiratorie

Il fumo può irritare la gola e la laringe, provocando secchezza, bisogno di schiarire continuamente la voce e raucedine. Ma l’azione irritante non si ferma qui. Può coinvolgere anche trachea e bronchi, dove la risposta può comprendere infiammazione e aumento della produzione di muco.

Il muco delle vie respiratorie non è un nemico. In condizioni normali, forma insieme alle ciglia una sorta di sistema di pulizia continuo. Le ciglia presenti nel sistema mucociliare si muovono in modo coordinato e spingono il muco verso le vie aeree superiori, dove può essere deglutito oppure espulso con la tosse.

Con il fumo, tale meccanismo può funzionare peggio. Il muco può diventare più abbondante e denso, mentre la capacità delle ciglia di trasportarlo verso l’esterno viene compromessa. Il risultato è una maggiore necessità di tossire per liberare le vie respiratorie.

Questo spiega anche perché, dopo avere smesso di fumare, alcune persone possano notare temporaneamente più tosse o più catarro: il sistema di pulizia delle vie respiratorie si riattiva correttamente facilitando l’eliminazione del muco accumulato.

Quando il catarro non va sottovalutato

Un cambiamento improvviso della quantità, del colore o della consistenza del catarro può accompagnare un’infezione o un peggioramento di una malattia respiratoria già presente. Il catarro giallo o verde, però, non dimostra automaticamente che l’infezione sia batterica e non è sufficiente per stabilire la necessità di un antibiotico che va valutata esclusivamente dal medico.

La tosse acuta associata a un’infezione respiratoria è spesso autolimitante e può durare anche tre o quattro settimane.

Per chi fuma, però, una tosse che persiste oltre tre settimane dovrebbe già spingere a un confronto con il medico, soprattutto se accompagna anche ad affanno o riduzione della capacità di fare attività fisica. Una tosse cronica, cioè della durata di almeno otto settimane, richiede un vero e proprio inquadramento diagnostico.

Cinque rimedi facili per la tosse da fumo

  1. Puntate sull’automedicazione. I farmaci di automedicazione, sia per via locale come gli antisettici, che per via generale, come i sedativi della tosse per quella secca, possono essere di grande aiuto, per alleviare la sintomatologia. Quando la tosse è grassa, espettoranti e mucolitici possono dare un valido sollievo alla tosse grassa perché consentono di fluidificare il muco;
  2. Combattete l’infiammazione. L’attività disinfiammante si esplica attraverso una corretta umidificazione delle mucose. In questo senso, vanno benissimo le classiche tisane o, per le infiammazioni più acute, i farmaci di automedicazione adeguati;
  3. Fatevi aiutare dalla natura. Per la tosse grassa i rimedi naturali si basano soprattutto sull’azione dei composti presenti in erbe lenitive come malva o tiglio;
  4. Chiedete una mano. Se per chi fuma la tosse diventa un problema cronico e non occasionale, il quadro va affrontato sempre con il medico curante.
  5. Ricordate che per contrastare la tosse, la ricetta ideale è solo una, ovvero smettere di fumare.

Per saperne di più: https://irn.sipirs.it/.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
Condividi questo articolo