Normalmente il cuore batte come un motore perfetto: si contrae ritmicamente senza darci alcun segno del suo lavoro. Ma ci sono casi in cui le pulsazioni accelerano e si verifica un un aumento della frequenza cardiaca, chiamato tachicardia. Nella maggior parte dei casi questa reazione, episodica e benigna, si lega a condizioni fisiologiche e parafisiologiche, ma può capitare anche che indichi una certa sofferenza cardiaca, e quindi che sia il segnale di un problema da approfondire. Per questo occorre sapere ascoltare il proprio cuore e parlarne con il medico.
Come nasce il battito cardiaco
Per comprendere cosa significa essere tachicardici bisogna fare un breve ripasso dei meccanismi che regolano i battiti cardiaci. Il cuore o miocardio è, infatti, un muscolo involontario capace di far partire autonomamente gli impulsi della contrazione e trasmetterli a tutte le sue cellule. Dal nodo del seno, una vera e propria “stazione centrale”, nasce lo stimolo alla contrazione che si propaga prima all’atrio, dando il via alla contrazione del miocardio in questa zona, per poi passare al nodo atrioventricolare, proseguire verso il basso nel fascio di His (che nasce dal nodo atrioventricolare e si biforca in una branca sinistra ed una destra), per scendere, infine, verso la parte più bassa dei due ventricoli. Normalmente, ogni minuto il ciclo cardiaco si compie circa settanta volte.
Cos’è la tachicardia e come si manifesta
In condizioni normali i battiti dovrebbero essere circa 70 al minuto. Se si superano i 100 battiti al minuto si parla di tachicardia, che più spesso, è di tipo sinusale anche se a volte di possono registrare aritmie di natura differente.
Tuttavia, da persona a persona ci possono essere variazioni significative. Pensate ad esempio agli sportivi il cui cuore è molto allenato (la capacità di contrazione dei ventricoli aumenta perché le loro fibre muscolari sono più sviluppate). Uno sportivo, quindi, può essere bradicardico e cioè le sue pulsazioni possono scendere fino a 40-50 al minuto. Viceversa, ci sono persone che sentono accelerare il cuore non appena prendono un caffè o hanno il minimo stress.
La tachicardia può essere o meno episodica e si lega alle caratteristiche personali come alle situazioni e può dipendere dagli stili di vita oltre che ad essere il segnale di un cuore che va controllato.
Il disturbo spesso si presenta da solo con la sensazione di avere il cuore in gola o che sembra voglia uscire dal petto, e l’esatta percezione dell’accelerazione dei battiti. Quando non legata a specifici episodi (uno spavento, una emozione forte, ecc.) e non occasionale, la tachicardia va sempre riferita la medico.
Cause più comuni di tachicardia
Le cause comuni di tachicardia sono legate a risposte fisiologiche dell’organismo che portano il cuore ad accelerare i battiti per offrire risposte ai bisogni di allerta dell’organismo. L’accelerazione dei battiti ci fa sentire quindi agitati. Questo può avvenire in diverse situazioni della vita: un intenso stress legato a un esame o all’attesa di una notizia, uno spavento o in generale una emozione molto forte. Anche l’ansia induce una reazione simile, e non a caso le persone ansiose sono quelle che tendono ad avere un numero di battiti comunque superiori al normale.
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Inoltre, ci sono abitudini in grado di slatentizzare e accentuare i fastidi. È il caso del fumo di sigaretta: col tempo fa aumentare il numero dei battiti, inducendo tachicardia, e provoca un incremento della pressione arteriosa, favorendo l’insorgenza di un vero e proprio stato ipertensivo. Qualcosa di simile può accadere anche se si esagera con gli alcolici e con i caffè, per l’azione stimolante della caffeina. Inoltre, un’attività fisica molto intensa, specie se anaerobica, porta il cuore a reagire accentuando la velocità dei battiti e quindi divenendo tachicardico.
Tra le cause patologiche più comuni di tachicardia, occorre ricordare l’anemia (con il cuore che aumenta i battiti per offrire ossigeno ai tessuti visto il basso tasso di emoglobina che lo trasporta all’interno dei globuli rossi), la disidratazione, l’ipertiroidismo e in presenza di bassi tassi di magnesio e potassio.
Quando la tachicardia richiede una valutazione medica
Fatti salvi gli aumenti del ritmo episodici e legati alle condizioni parafisiologiche sopracitate, come un eccesso di caffeina, uno stato di stress particolarmente pronunciato o uno strenuo esercizio fisico, la tachicardia va sempre indagata, soprattutto se ricorrente.
Non bisogna mai sottovalutare la possibilità che esistano condizioni cardiache ed extra cardiache a generarla. Oltre alle condizioni patologiche di cui sopra, l’assunzione di farmaci stimolanti o di sostanze stupefacenti può influire sul ritmo cardiaco, così come si possono avere quadri di tachicardia, soprattutto notturna, quando si sta sdraiati, in caso di reflusso esofageo. Inoltre, disturbi del ritmo cardiaco dovute a una alterazione del sistema di contrazione del cuore, se in molti casi di natura benigna, possono a volte, essere il segnale di condizioni patologiche come la miocardite o la pericardite.
Per questi motivi, la tachicardia non va sottovalutata. Il medico, caso per caso, può indicare gli esami diagnostici mirati per valutare sia la persistenza del quadro sia l’intensità del disturbo e quindi proporre le misure terapeutiche più adeguate.
Inoltre, il controllo del medico deve essere tempestivo se la tachicardia si accompagna a dolore toracico, affanno, perdita di coscienza e vertigini.
FAQ – Domande e risposte frequenti sulla tachicardia
1. Cos’è la tachicardia e quali sono i sintomi più comuni?
La tachicardia è un aumento della frequenza cardiaca oltre i 100 battiti al minuto. Si manifesta spesso con la sensazione di “cuore in gola”, battito accelerato o percezione intensa delle pulsazioni. Può essere episodica e legata a emozioni o stress, ma se ricorrente o non associata a cause evidenti va sempre segnalata al medico.
2. Quali sono le cause più frequenti della tachicardia?
Le cause della tachicardia possono essere fisiologiche, come stress, ansia, emozioni forti, attività fisica intensa, eccesso di caffeina, alcol o fumo. Tra le cause patologiche rientrano anemia, disidratazione, ipertiroidismo e carenze di magnesio o potassio. Anche alcuni farmaci stimolanti o sostanze stupefacenti possono accelerare il battito cardiaco.
3. Quando la tachicardia è pericolosa e richiede una visita medica?
La tachicardia va approfondita se è frequente, persistente o compare senza una causa apparente. È necessario rivolgersi tempestivamente al medico se si associa a dolore al petto, affanno, vertigini o perdita di coscienza. In questi casi può essere il segnale di un problema cardiaco o di un’altra condizione che richiede accertamenti specifici.
Per saperne di più: Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC)(https://aiac.it/aggiornamento/notizie-e-commenti/per-il-paziente/tachicardia/).

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