Stanchezza di primavera (astenia): cause, sintomi e come riattivarsi

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 11 MIN
Stanchezza di primavera (astenia): cause, sintomi e come riattivarsi

Con l’arrivo della primavera molte persone avvertono un calo di energia, spossatezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Scoprire le cause della stanchezza o astenia di primavera e come affrontarla può aiutare a vivere al meglio la nuova stagione.

Cos’è l’astenia di primavera e quando si verifica

Provare a definire perché ci si sente stanchi con l’arrivo della primavera non è semplice. Questo perché possono essere tanti i meccanismi che contribuiscono a determinare l’astenia che alcune persone sperimentano con il cambio di stagione. Certamente, un ruolo viene giocato, oltre che dalla predisposizione personale, dall’attività dell’ipotalamo che non riesce repentinamente ad adattare l’orologio biologico ai nuovi bisogni dell’organismo quando il clima cambia, le giornate di allungano e si passa all’ora legale. E altrettanto certamente l’astenia di primavera non è legata a patologie sottostanti.

Vi sono poi situazioni o circostanze che possono determinare o acuire la problematica. Stress e tensione emotiva, in particolare, possono determinare anche un deficit di particolari neurotrasmettitori, cioè sostanze che facilitano il passaggio degli stimoli nervosi tra i neuroni. Quando ciò accade si può modificare la normale trasmissione dei segnali nervosi, e il cervello ha una maggior difficoltà a mantenere i ritmi normali. Inoltre, proprio l’aumento della luce diurna e il cambio di orario, soprattutto nelle persone particolarmente sensibili, determinano una alterazione degli abituali ritmi sonno-veglia contribuendo alla sensazione di sentirsi stanchissimi.

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Sintomi tipici della stanchezza di primavera

L’astenia primaverile può essere considerata come un coacervo di disturbi. Vediamo quali.

  1. Stanchezza e spossatezza: ci si sente completamente scarichi, privi di energia, apatici. Questa percezione si lega all’affaticamento anche nell’affrontare quelle attività quotidiane che in genere si fanno senza sforzo.
  2. Disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi e ad avere un sonno non soddisfacente per qualità. Il risultato di questa situazione si vede anche di giorno, con maggior prevalenza di sonnolenza diurna e difficoltà a rimanere attenti e a concentrarsi.
  3. Malumore e irritabilità
  4. Mal di testa: la classica cefalea da “stanchezza” e dolore retronucale,
  5. Muscoli affaticati
  6. Piedi gonfi, quando la circolazione non è ottimale.

Cause principali: luce, ormoni, dieta e stile di vita

Con il risveglio della natura, l’aumento delle ore di luce (e il passaggio all’ora legale), l’arrivo di giornate progressivamente più calde possono portare l’organismo a una certa difficoltà di adattamento alle variate condizioni ambientali che si manifesta biologicamente con una alterazione dei ritmi circadiani (alla base di un buon riposo).

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Tale alterazione deriva da una variazione di vari livelli ormonali (come, per esempio, di cortisolo e melatonina). Ciò genera un cambiamento dei ritmi biologici che richiedono, per un pieno adattamento, un maggiore consumo quotidiano di energia. Di conseguenza, ci si sente stanchi e fiacchi a partire dai muscoli. La stanchezza, con una improvvisa mancanza di voglia di muoversi è un meccanismo che nasce dai muscoli.

Come nasce la stanchezza muscolare

Più difficile è però capire cosa può essere accaduto alle fibre muscolari tanto da renderle così “fiacche”. Come nasce la stanchezza muscolare? Può avere varie cause e dipendere in primavera da carenza di energia al muscolo o da uno stato tossico, che interessa l’intero organismo e riduce la produzione di energia da parte delle cellule muscolari. In tal senso, entrano in gioco i citocromi, particolari unità operative dei mitocondri, ossia le centrali di produzione di energia delle cellule. Se non funzionano a dovere (accade ad esempio quando è in corso un’infezione), rimane una sensazione di spossatezza. L’assenza di energia muscolare può dipendere da vari elementi, tra cui le carenze di ferro e magnesio.

La carenza di ferro può provocare un insufficiente apporto di ossigeno ai muscoli, dal momento che è direttamente coinvolto nel trasporto di ossigeno per mezzo dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi. Insufficienti valori di ferro nel sangue, quindi, possono indurre stanchezza in due modi: rallentando l’attività dei citocromi, oppure riducendo la formazione dell’emoglobina. Allo stesso modo, uno dei carburanti ideali dei muscoli è il magnesio preposto a una serie di reazioni chimiche che servono a dare energia all’organismo. Una sua mancanza, specie in momenti, come il cambio di stagione, in cui l’organismo richiede più energia, genera stanchezza muscolare.

Come fronteggiare l’astenia primaverile

Regolare attività fisica

Sul fronte dei rimedi, oltre ad offrire il supporto a eventuali carenze di minerali (e non solo) grazie ai farmaci di automedicazione, ci si difende con le buone abitudini. Importante, a detta degli studiosi, è abituarsi a svolgere una regolare attività fisica: lo sforzo, infatti, a prima vista appare faticoso, quasi insuperabile. Ma appena si riprende un pizzico di allenamento, magari anche sfacendo qualche bella nuotata o qualche corsetta nelle fresche serate primaverili, ecco che i vantaggi superano i presunti problemi. L’attività fisica favorisce la produzione di endorfine positive per l’umore, con una sorta di effetto energetico generalizzato.

Alimentazione

A tavola, poi, occorre puntare su un’alimentazione quanto più varia possibile, ricca di frutta e verdura, in modo da non andare incontro al rischio di una carenza di elementi nutritivi necessari per la produzione di energia da parte dell’organismo.

Se la dieta è eccessivamente povera di nutrienti, infatti, con il tempo non si è più in grado di produrre quantità sufficienti di Adenosin-Tri-Fosfato (ATP), principale fonte di energia per le nostre cellule. Tra i minerali, occorre sempre ricordare (soprattutto per le donne in età fertile ma non solo) che il ferro è fondamentale contro la stanchezza e che nella dieta non devono mancare gli alimenti che ne sono ricchi: frutta secca, legumi, uova, pesce e carni bianche, verdure a foglia verde scuro.

Il magnesio, a sua volta, regola l’attività di oltre 300 enzimi, preposti a rendere possibili reazioni necessarie alla produzione di energia. Inoltre, il magnesio favorisce la corretta contrazione muscolare delle cellule cardiache, aiuta a produrre proteine importanti per la salute, regola positivamente la trasmissione dei segnali nervosi, facilita il rilassamento muscolare e, quindi, anche il riposo notturno. Il primo consiglio, per evitare di non assumerne a sufficienza, è quello di non far mancare le verdure sulle nostre tavole, come ad esempio spinaci e bietole, particolarmente ricche di magnesio; consumare cereali integrali – magari anche a colazione – e assumere l’opportuna quantità di frutta secca a fine pasto, come noci e anacardi. Particolarmente ricchi di magnesio sembrerebbero essere anche il tofu e la soia. Un’unica raccomandazione: occhio alla cottura: tra il 60 e il 75% del quantitativo di magnesio si perde se le cotture sono troppo prolungate.

Riposo notturno

Chi punta sul necessario e giusto riposo per fronteggiare la stanchezza primaverile deve tenere a mente una regola dei nostri nonni: andare a dormire quando fa buio, e svegliarsi presto la mattina. Bisogna evitare di rimanere troppo a letto, magari perdendo tempo senza riposare, e allo stesso modo occorre sincronizzare i ritmi dell’organismo su quelli della luce ambientale, che rappresenta il principale regolatore dei tempi del corpo. Insomma: bisogna adattarsi progressivamente all’aumento della luce, andando a dormire sempre qualche minuto dopo con l’inizio della primavera, per aiutare l’orologio del corpo ad adattarsi. E a farci sentire meno stanchi il giorno dopo.

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FAQ – Domande e risposte frequenti sulla stanchezza primaverile

FAQ 1 – Cos’è l’astenia di primavera e da cosa dipende?

L’astenia di primavera è una sensazione di stanchezza e calo di energia che compare con il cambio di stagione. È legata alla difficoltà dell’organismo di adattarsi all’aumento delle ore di luce, al passaggio all’ora legale e alle variazioni dei ritmi circadiani. Anche cambiamenti ormonali (come cortisolo e melatonina), stress e alterazioni del sonno possono contribuire alla spossatezza.

FAQ 2 – Quali sono i sintomi della stanchezza primaverile?

I sintomi più comuni dell’astenia primaverile includono stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, sonnolenza diurna, disturbi del sonno, irritabilità, mal di testa, muscoli affaticati e talvolta piedi gonfi. Si tratta di disturbi temporanei legati all’adattamento del corpo alla nuova stagione.

FAQ 3 – Come combattere la stanchezza di primavera in modo naturale?

Per contrastare l’astenia primaverile è utile praticare attività fisica regolare, seguire un’alimentazione equilibrata ricca di ferro e magnesio (verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, cereali integrali) e curare il riposo notturno. Anche l’esposizione graduale alla luce naturale e il mantenimento di orari sonno-veglia regolari aiutano a ritrovare energia.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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