Mal di gola e febbre a inizio ottobre, cosa fare perché non peggiori

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 9 MIN
Mal di gola e febbre a inizio ottobre, cosa fare perché non peggiori

All’inizio dell’autunno diversi fattori possono favorire la comparsa e la diffusione delle infezioni respiratorie: la ripresa completa della routine scolastica e lavorativa, una maggiore permanenza in ambienti chiusi, il contatto con molte persone e il ritorno a una vita quotidiana meno rilassata. Inoltre, anche il progressivo e fisiologico cambio delle condizioni climatiche può contribuire alla genesi dei fastidi a causa della forte escursione termica tra le ore centrali della giornata e quelle della mattina e della sera e al passaggio frequente tra ambienti con temperature diverse.

Perché in ottobre aumentano i fastidi?

Il meccanismo più importante alla base dei sintomi respiratori è legato al fatto che la circolazione dei virus responsabili aumenta a causa della maggiore facilità di contagio: con la riapertura delle scuole e la ripresa della vita lavorativa, si moltiplicano i contatti ravvicinati e il tempo trascorso in ambienti chiusi e condivisi. Una ventilazione insufficiente può facilitare la permanenza nell’aria di particelle respiratorie emesse da persone infette, contribuendo alla trasmissione virale.

Anche l’aria condizionata può rappresentare un elemento di disturbo quando viene utilizzata in modo non adeguato. Passare rapidamente dal in un ambiente molto freddo, oppure essere esposti direttamente a un flusso d’aria, può aumentare la sensazione di secchezza e irritazione a livello di naso e gola. Il risultato è che, proprio con l’inizio dell’autunno possono comparire più facilmente raffreddore, mal di gola e altri sintomi delle infezioni respiratorie. La febbre può accompagnarli, ma non è sempre presente.

Mal di gola e febbre: batteri o virus?

Nella maggior parte dei casi, il mal di gola acuto è legato a un’infezione virale e tende a risolversi spontaneamente nel giro di circa una settimana. Di solito, il mal di gola si accompagna ad altri sintomi come il raffreddore o la febbre causati da rinovirus (virus appunto responsabili del comune raffreddore)  o da virus simil influenzali.

Esistono però anche forme batteriche, in particolare quelle provocate dallo streptococco di gruppo A.

Ci sono alcuni elementi che possono aiutare a orientarsi nel distinguere di che mal di gola si tratta, senza sostituire la valutazione medica. Tosse, naso che cola e raucedine suggeriscono un’origine virale.

Al contrario, un mal di gola comparso rapidamente, associato a febbre, anche molto alta, dolore alla deglutizione, tonsille arrossate o gonfie e linfonodi aumentati di volume nella parte anteriore del collo può essere compatibile con un’infezione da streptococco.

Non è invece corretto stabilire che un’infezione sia batterica soltanto perché la febbre è alta o perché il mal di gola è intenso. Anche alcune infezioni virali, come ad esempio, l’influenza, possono provocare febbre elevata e importante infiammazione della gola.

Lo stesso vale per le cosiddette placche. La presenza di materiale biancastro sulle tonsille può comparire nelle infezioni da streptococco, ma non è una prova di origine batterica: anche alcuni virus possono provocare essudato o placche sulle tonsille.

Per tali ragioni, se la sintomatologia non migliora dopo qualche giorno, bisogna consultare il medico che, per la diagnosi può ricorrere a criteri clinici come Centor o FeverPAIN, o anche all’effettuazione di un test per lo streptococco A, disponibile sul banco del farmacista (simile a quelli che abbiamo imparato a usare durante la pandemia).

Solo in caso di infezione batterica diagnosticata bisognerà ricorrere, su prescrizione del medico, all’antibiotico.

Come affrontare febbre e mal di gola a inizio ottobre

Quando l’origine è virale, per star meglio bisogna controllare i sintomi mentre l’organismo completa spontaneamente la guarigione. Il mal di gola acuto è infatti generalmente autolimitante e spesso migliora entro una settimana.

Per dolore e febbre, il paracetamolo può essere utilizzato secondo le indicazioni riportate nel foglio illustrativo. In alternativa, quando non esistono controindicazioni, può essere preso in considerazione l’ibuprofene. La scelta deve tenere conto dell’età, di eventuali malattie, di altri farmaci assunti e delle controindicazioni individuali: per esempio, i FANS non sono adatti a tutti.

In caso di mal di gola intenso possono essere utili anche alcuni trattamenti locali. Pastiglie medicate contenenti anestetici locali, antinfiammatori o antisettici possono ridurre il dolore.

Gli antibiotici, invece, non devono essere utilizzati autonomamente. Non hanno alcuna efficacia contro i virus e devono essere prescritti solo quando esiste una ragione clinica per sospettare o confermare un’infezione batterica che possa beneficiarne.

La presenza di febbre, placche o muco colorato non basta da sola per decidere di iniziare un antibiotico. Quando è indicato, il trattamento antibiotico viene scelto e prescritto dal medico, sulla base del quadro clinico e, quando necessario, dei risultati dei test.

Quando serve il medico

Nella maggior parte dei casi un mal di gola acuto migliora, lasciando che l’infezione faccia il suo corso e ricorrendo a farmaci da banco per alleviare i sintomi del quadro clinico. È però importante chiedere una valutazione medica quando i sintomi peggiorano rapidamente, quando non iniziano a migliorare entro una settimana circa o quando la persona appare particolarmente abbattuta.

La valutazione deve essere più tempestiva in presenza di difficoltà importanti a deglutire, incapacità a bere, segni di disidratazione, difficoltà respiratoria o peggioramento rapido delle condizioni generali.

Anche una febbre persistente o che ritorna dopo un iniziale miglioramento merita attenzione, ma non significa automaticamente che sia comparsa una “sovrainfezione batterica”: le cause possono essere diverse e vanno valutate dal medico nel contesto dei sintomi.

I consigli utili

Mantenere una buona idratazione è importante, soprattutto se c’è febbre. Acqua e bevande tiepide (mai calde) possono dare sollievo alla gola irritata. Anche il miele, aggiunto a una bevanda non bollente, può avere un effetto lenitivo, soprattutto quando è presente anche la tosse.

I gargarismi con acqua tiepida e sale possono dare sollievo al mal di gola anche se non curano l’infezione. Se si sceglie questo rimedio della nonna, ricordare che non è necessario aggiungere bicarbonato per ottenere un’azione “disinfettante”. Il NHS britannico suggerisce, per gli adulti, di sciogliere circa mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua tiepida e fare i gargarismi senza ingerire la soluzione.

Bisogna inoltre evitare il fumo e gli ambienti molto fumosi, che possono aumentare l’irritazione della gola. Riposare, bere regolarmente e mantenere gli ambienti adeguatamente ventilati restano misure semplici ma utili durante una comune infezione delle vie respiratorie.

Domande frequenti

Paracetamolo o FANS per la febbre?

Per ridurre la temperatura e limitare il dolore va benissimo il paracetamolo, Ibuprofene e altri FANS aggiungono l’azione antinfiammatoria.

Quando chiamare il medico?

Il medico va consultato quando il dolore è molto forte, se la febbre è alta e si mantiene nel tempo o se si gonfiano molto le ghiandole del collo. Sta al medico, poi, indicare un’eventuale terapia antibiotica.

Si può tornare a scuola con la febbre?

No. Si sconsiglia comunque di tornare in comunità se ancora non ci si sente bene (anche se la febbre è scomparsa) sia per sé stessi (aumenta il rischio di ricadute e sovrainfezioni), sia per il rischio di trasmettere virus e batteri ad altri.

Per saperne di più: https://www.simri.it/.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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