Alimenti più pesanti e difficili da digerire. Minor attività fisica, più tempo passato seduti e sedentarietà. Stress per il lavoro. Se mettete insieme questi elementi, comporrete un vero e proprio combinato disposto che spiega la riaccensione dell’acidità di stomaco, della digestione che rallenta, dei bruciori che seguono pasti luculliani. Insomma: l’avvento dell’autunno impatta sul benessere gastrointestinale.
Così lo stomaco chiede aiuto
La digestione lenta, o dispepsia, è uno dei principali segnali della sofferenza dell’apparato gastrointestinale. Il classico peso sullo stomaco, con torpore o sonnolenza, si associa alla lentezza di svuotamento dello stomaco e alla ridotta propulsione dei cibi nel viscere. Spesso a peggiorare la situazione interviene anche il gonfiore.
Del tutto diversa è la genesi di un altro problema classico di questo periodo, ovvero l’acidità. L’acidità è legata all’aumento della produzione di acido cloridrico nello stomaco. L’acido può talvolta risalire verso l’alto se la valvola che evita il ritorno dei cibi dallo stomaco all’esofago, non si chiude correttamente, magari per un’ernia iatale (porzione di stomaco che risale sopra il diaframma).
Da non sottovalutare, con la necessità di una visita medica, è invece il dolore che può nascere sia per l’eccesso di acido sia per la contrazione della parete muscolare nella zona addominale. Se si mantiene a lungo quasi sempre indica una gastrite o addirittura un’ulcera.
Infine, non dimenticate la nausea: può avere diverse cause (basti pensare al mal di mare o d’auto) ed essere stimolata anche da sensazioni emotive poco gradevoli. Nella maggior parte dei casi il sintomo si associa a una digestione lenta e difficoltosa.
Come affrontare la situazione
In caso di disturbi all’apparato gastrointestinale, i farmaci di automedicazione possono essere di grande aiuto, ma vanno scelti correttamente in base ai sintomi predominanti. Per la nausea, ad esempio, oltre al digiuno, si può puntare sui farmaci antiemetici. In caso di acidità e bruciore di stomaco, trovano ovviamente spazio, da soli, nel tamponamento dell’iperacidità gastrica i medicinali antiacidi. I composti più comuni in questo senso sono l’idrossido di magnesio o alluminio e il carbonato di calcio, oltre ovviamente al più casalingo bicarbonato. La loro azione si esplica attraverso la neutralizzazione dell’acido cloridrico in eccesso tramite una reazione chimica acido-base. In questo modo l’acidità cala e si ha il sollievo a iperacidità e bruciore. A volte, quando l’acidità è un problema ricorrente che rischia di danneggiare stomaco e intestino, si può puntare su medicinali capaci di creare un film protettivo sulla mucosa gastrica ed esofagea. I farmaci inibitori della pompa protonica poi, agiscono non nel tamponare l’acido in eccesso ma sulla produzione di acido a monte, diminuendola.
Per assorbire l’aria in eccesso può essere utile l’assunzione di farmaci adsorbenti intestinali come il carbone vegetale. Invece, i medicinali si chiamano procinetici aiutano lo stomaco a svuotarsi in presenza di rallentamenti digestivi. Assumendo questi farmaci si stimola la muscolatura del tratto gastrico e intestinale, che quindi aumenta la sua azione propulsiva e favorisce lo svuotamento gastrico. Questi farmaci si possono associare anche ad enzimi del pancreas, sempre per agevolare digestione ed assorbimento dei cibi, o ad antiacidi.
In genere, va ricordato che i trattamenti di automedicazione non vanno impiegati per periodi prolungati e comunque non oltre i 5-7 giorni, anche sulla base delle indicazioni che vengono dal farmacista e dal medico, tenendo presente che a volte i medicinali che tendono a ripristinare la motilità gastrica e a contrastare la dispepsia possono anche impiegare due o tre giorni per raggiungere la loro efficacia. Il curante deve essere sempre coinvolto per un consulto quando invece i sintomi si mantengono nel tempo.
Il dolore, come detto, va infine affrontato dal medico. In caso di ulcera si può associare anche un trattamento antibiotico mirato contro il batterio Helicobacter pylori.
Le buone abitudini che aiutano
Nel periodo autunnale e invernale ci sono varie correlazioni tra la stagione e le patologie digestive. Per prima cosa, la cattiva stagione espone più facilmente l’individuo a fenomeni di tipo infettivo. Le classiche terapie utilizzate per bronchiti e altre patologie dell’apparato respiratorio, come antinfiammatori e antibiotici, possono inoltre incidere negativamente sulla salute dell’apparato digerente.
Si tende poi a modificare l’alimentazione, aumentando il consumo di cibi grassi e, talvolta, di alcool. Il problema delle difficoltà digestive tende quindi ad aumentare nelle persone sane e il tempo digestivo, soprattutto nei fine settimana è più marcato. Sedentarietà, fumo, alcool, cibi grassi e pasti più abbondanti generano cattiva digestione e difficoltà per stomaco e intestino. Che fare?
Occorre innanzitutto adottare accorgimenti durante i pasti: essere contenuti nelle porzioni, preferire cibi vegetali, ridurre il consumo di carni soprattutto cucinate con molto condimento, limitare cibi speziati e molto piccanti. Per aiutare l’apparato digerente a non perdere colpi è fondamentale fare attività fisica. È importante camminare e muoversi per favorire i processi digestivi, così come consumare liquidi: è estremamente importante idratarsi e ingerire fibre con la frutta e la verdura per mantenere la funzione intestinale efficiente. Come detto, è poi importante limitare gli alcolici e il fumo e, in ultimo, bisogna cercare di gestire lo stress che può alterare il normale funzionamento dell’apparato gastrointestinale, favorendo infiammazioni e disturbi funzionali come colon irritabile e reflusso. Anche l’abitudine di consumare pasti in modo frettoloso compromette la digestione, aumentando il rischio di gonfiore e pesantezza.
Cinque domande
Cosa conviene mangiare per proteggere lo stomaco?
Occorre seguire un regime alimentare sano: l’alimentazione mediterranea è la base. Conviene scegliere ingredienti freschi e poco trasformati, utilizzando metodi di cottura semplici e salutari, e prediligere a colazione alimenti nutrienti e bilanciati: uova, formaggio magro, yogurt naturale (evitando quelli che contengono zuccheri aggiunti), frutta fresca e una bevanda a piacere, come caffè o tè.
Cosa conviene bere?
È importante bere molti liquidi fuori pasto: spesso si tende a bere solo durante i pasti, ma per favorire il processo di depurazione del corpo è fondamentale assumere liquidi durante tutta la giornata. L’acqua aiuta a eliminare le tossine e contribuisce al benessere generale dell’organismo.
Conta il movimento?
Fare attività fisica, in generale e soprattutto dopo i pasti: almeno 30 minuti di camminata veloce al giorno sono essenziali per mantenere il corpo attivo. L’ideale è svolgere attività fisica di questo tipo dopo i pasti, piuttosto che prima: muoversi dopo aver mangiato aiuta la digestione e migliora il metabolismo, evitando di accumulare eccessi calorici.
Il buon sonno è amico dello stomaco?
Certamente. Occorre dormire almeno sette ore a notte: il riposo è fondamentale per il benessere fisico e mentale poiché aiuta il corpo a rigenerarsi e a mantenere un equilibrio ottimale.
Quanto conta come si mangia?
Un aspetto fondamentale dell’alimentazione, che tutti dovrebbero considerare, è il valore di mangiare in compagnia, dando importanza all’aspetto sociale dell’alimentazione, dalla ‘ritualità’ dell’acquisto dei prodotti, che sia al mercato o al supermercato, e ai benefici che ne derivano.
Il consiglio finale
I farmaci di automedicazione vanno scelti sulla base del consiglio del farmacista e non vanno assunti per più di qualche giorno. Bisogna sempre parlare con il medico se i sintomi non migliorano o peggiorano.
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