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Cena corta, vita lunga

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“Oro la mattina, argento a pranzo e piombo la sera”. Questo la saggezza popolare ci ha tramandato sugli effetti delle arance sul nostro sistema gastrointestinale. E la metafora delle arance riproduce perfettamente uno dei dogmi della moderna scienza dell’ secondo il quale bisognerebbe che la cena fosse leggera così da non appesantire il processo digestivo e favorire il oltre che un migliore controllo del forma. Purtroppo, si tratta di una comportamento alimentare che va contro le abitudini di molti che, a pranzo, complici i tempi ristretti dei ritmi lavorativi e le incombenze quotidiane si accontentano di un pasto frugale o di un panino consumato in fretta per fare poi della cena il pasto principale della giornata e, per questo, sicuramente più abbondante e sostanzioso.

La dice che si tratta di un comportamento sbagliato sia nell’ottica della dell’, sia per il rischio di “accumulare” peso visto che le della cena tendono ad essere più “pesanti” rispetto a quelle assunte durante tutto il resto della giornata. A risentirne potrebbe anche il notturno, che può essere reso tanto più difficile quanto più la cena è stata abbondante e ricca di alimenti complessi da digerire. Tanti problemi nascono proprio perché non ricordiamo i detti di una volta: “Cena corta, vita lunga”, che riflette perfettamente l’atteggiamento che dovremmo tenere.

La sera converrebbe un pasto frugale. Inoltre, sarebbe meglio cenare presto sia per evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato sia per avere un digiuno notturno prolungato (anche questo pare utile per il metabolismo). Insomma una cena corta sembra davvero essere un toccasana per la salute. Tenetelo a mente e, comunque, se pure non vi è possibile modificare le vostre abitudini alimentari e la cena resta il pasto più importante della giornata, facciate che sia bilanciato e soprattutto evitate stravizi alimentari e overdose di .