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Orecchioni (parotite): perché compaiono e quanto sono contagiosi

Orecchioni (parotite): perché compaiono e quanto sono contagiosi
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Sapete cosa sono le parotidi? Sono delle ghiandole situate anteriormente ed inferiormente all’orecchio che hanno, come alcune altre ghiandole situate in altri punti (ad esempio sotto la mascella) l’importante funzione di produrre la saliva. Delle parotidi non ci accorgiamo mai, a patto che non ci siano patologie che comportano la comparsa di scialorrea, ovvero di aumento abnorme della produzione di saliva oppure quando non è disponibile saliva a sufficienza. Ci rendiamo conto dell’esistenza delle parotidi quando al loro interno vengono prodotti piccoli calcoli oppure se si infiammano per un’infezione. In alcuni di questi casi, insieme al dolore, compare anche gonfiore e tumefazione. Quando il quadro è legato all’infezione di un particolare tipo di virus, il paramixovirus, si parla di parotite o più semplicemente, orecchioni

I sintomi degli orecchioni 

Il termine popolare orecchioni deriva proprio dall’aumento del volume delle ghiandole salivari, soprattutto proprio le parotidi: il sintomo principale della parotite è il gonfiore che si forma tra l’angolo che collega la mandibola con le ossa del cranio,  spinge in avanti e in fuori i padiglioni auricolari; perciò, le orecchie sembrano più grandi del normale. A volte possono esserci anche febbre, con aumento più o meno significativo della temperatura,  difficoltà alla deglutizione, mal di testa, inappetenza. In genere la situazione si risolve da sola, ma possono esserci complicanze ad ogni età. 

La parotite nei bambini e negli adulti: possibili complicazioni

Nei bambini non vaccinati la malattia si risolve in pochi giorni nella maggior parte dei casi. Nei più piccoli il quadro si può complicare con interessamento del pancreas e molto più raramente dell’encefalo e dell’apparato uditivo. Negli adulti, invece, gli orecchioni possono risultare più problematici da gestire. Nei maschi possono provocare l’infiammazione dei testicoli con gonfiore, la cosiddetta orchite. In alcuni casi, come per i bambini, può insorgere pancreatite, in altri casi possono manifestarsi danni all’orecchio interno con perdita uni o bilaterale permanente dell’udito. In certi casi, gli orecchioni determinano una forma benigna di meningite che tende a risolversi senza particolari conseguenze.

Come si trasmettono gli orecchioni

Gli orecchioni sono contagiosi. La trasmissione del paramixovirus avviene, come per molti altri virus, per via aerea o per il contatto diretto con la saliva di una persona infetta. Tuttavia, a fare la differenza è la possibilità che una persona si contagi. Per intenderci: gli orecchioni fanno parte delle malattie che si prendono una volta sola nella vita, perché l’infezione assicura l’immunità permanente. Per questo chi è vaccinato o ha comunque avuto l’infezione, anche entrando in contatto con il virus, non va incontro al quadro clinico. Per chi invece è esposto al rischio e si contagia, conviene sapere che il periodo d’incubazione nella maggior parte dei casi è pari a 16-18 giorni e si diventa veicoli di trasmissione già più o meno una settimana prima della comparsa dei sintomi. E, anche dopo che sono finiti i disturbi si è ancora in grado di trasmettere l’infezione, almeno per una decina di giorni. 

Cura e prevenzione degli orecchioni

In termini generali, va detto che trattandosi di una malattia virale non esistono cure specifiche per questa forma di parotite. Occorre soprattutto contrastare i sintomi, cercando di lenirli mentre il corpo reagisce per vincere l’infezione. Per questo possono essere utili farmaci come ad azione analgesica e antinfiammatoria e gli antipiretici che aiutano a ridurre la temperatura quando elevata e possono avere un’azione anche sul dolore. Sul fronte dell’alimentazione non ci sono consigli particolari, se non quello di cercare di evitare i cibi troppo caldi e quelli che impegnano la masticazione. Meglio alimenti semiliquidi

Infine, ricordiamo che esiste la vaccinazione. È molto importante proteggersi, ad ogni età.

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