Spreco alimentare: 10 regole per sprecare meno ogni giorno

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 7 MIN
Spreco alimentare: 10 regole per sprecare meno ogni giorno

Combattere lo spreco alimentare inizia dalle nostre scelte quotidiane. Quando il cibo finisce nella spazzatura, non è solo una perdita economica: è una risorsa naturale sprecata e un impatto ambientale evitabile. La SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) ha realizzato un decalogo pratico basato su studi e comportamenti virtuosi del consumatore italiano. Scopri come ridurre gli sprechi a casa tua con dieci regole semplici da mettere in pratica subito.

La SINU Società Italiana di Nutrizione Umana, in occasione del XLIII Congresso Nazionale, fornisce alcuni semplici consigli, buone pratiche da mettere in atto nella vita familiare e quotidiana, per evitare lo spreco:

1. Pianificare il menù settimanale

Fondamentale è l’attenzione alla pianificazione in anticipo dei menù settimanali. Disporre in casa di alimenti in quantità sufficiente risulta essere una priorità nelle scelte alimentari per la maggior parte delle famiglie, e, di contro, avere un eccesso di scorte non costituisce una priorità prevalente.

2. Definire le quantità da acquistare e cucinare

Solo un quinto degli intervistati dice di avere difficoltà a cucinare nuovi piatti e ancora meno sono coloro che non sanno riutilizzare gli avanzi o che non sanno pianificare le giuste quantità di alimenti da acquistare, un comportamento virtuoso che fa sì che il consumatore italiano sia molto attento allo spreco.

3. No agli acquisti d’impulso o in eccesso

La difficoltà nel pianificare la spesa porta ad effettuare acquisti d’impulso ed in eccesso. Diventa, quindi, essenziale educare i consumatori, consentendo loro di fare scelte alimentari più consapevoli e sane, sia per promuovere la salute, che per proteggere l’ambiente.

4. Fare sempre la spesa dopo mangiato e mai a stomaco vuoto

Se non si è mangiato, trasportati dallo stimolo della fame, si rischia di acquistare cibi poco sani, ricchi di calorie e, comunque, in grande quantità.

5. Imparare a riconoscere se un alimento è ancora buono

Molto spesso il cibo viene buttato perché non è chiara la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione (TMC). Più di un terzo dei consumatori italiani non sa che un alimento oltre il TMC è ancora consumabile, può perdere un po’ di fragranza, ma non ci sono problemi di salute. Comprendendo meglio i termini di scadenza, è possibile capire la durata della bontà degli alimenti conservati in dispensa o nel frigorifero.

6. Imparare a leggere l’etichetta

Importante è leggere correttamente le etichette nutrizionali. Anche se, dall’Osservatorio, è risultata una buona conoscenza sulle ripercussioni che il consumo frequente di alcuni alimenti (es. sale, zucchero, ecc.) hanno sulla salute (60%), la reale composizione nutrizionale dei vari alimenti non è ancora molto chiara (es. alto contenuto di sale nei cereali per la colazione).

7. Riutilizzo degli avanzi

Contro lo spreco, il riutilizzo degli avanzi è una buona pratica comunemente riportata. In Italia, lo spreco è principalmente in forma completamente inutilizzata o parzialmente utilizzata e, in generale, tutto il cibo cotto viene consumato, portando a una percentuale generalmente piccola di avanzi. Dobbiamo quindi imparare a fare la spesa meglio.

8. Seguire la Dieta Mediterranea e le porzioni consigliate

Chi mangia sano, spreca meno. Chi è attento, infatti, alle raccomandazioni nutrizionali, è attento anche a quelle ambientali e sociali. Ancora in molti sottovalutano quali siano le porzioni consigliate di alcuni alimenti protettivi per la salute (es. frutta, verdura, pesce e legumi). Solo una piccola parte del campione mangia le 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura, consuma pane/pasta/riso più volte al giorno (20%) e compensa con porzioni più elevate di alimenti a più alta densità calorica (es. carne rossa e/o conservata, prodotti dolciari e bevande zuccherate). La dieta mediterranea è ampiamente riconosciuta come un modello nutrizionale in grado di prevenire gravi patologie, come le malattie cardiovascolari, il diabete, le malattie renali croniche e di ridurre la mortalità per tutte le cause ed è considerata la più salutare anche per l’ambiente.

9. Preferire monoporzioni o porzioni piccole

La proposta di unità di vendita piccole può essere un ottimo sistema, quindi, per limitare lo spreco, in particolare nei piccoli nuclei familiari. Una soluzione ideale per i prodotti a basso costo, che impattano molto sull’ambiente, perché incidono sulla massa dei prodotti che finiscono nella pattumiera e per il fatto che c’è uno spreco energetico nella produzione di alimenti che non vengono consumati. È necessaria anche una strategia sugli imballaggi, per non vanificare le azioni di lotta allo spreco stesso.

10. Educare le nuove generazioni

Dare buoni esempi e una buona educazione a casa sullo spreco alimentare incrementa l’aderenza alle raccomandazioni nutrizionali, come si evince quasi nella metà degli intervistati. Quindi è buona pratica insegnare ai più piccoli come fare per non sprecare.

Domande frequenti

Come posso riconoscere la differenza tra data di scadenza e TMC?

La data di scadenza indica quando il prodotto non è più sicuro per il consumo. Il TMC (Termine Minimo di Conservazione) indica solo quando il prodotto perde qualità sensoriale, ma rimane sicuro. Verificare sempre sull’etichetta quale data è riportata per consumare consapevolmente senza sprecare.

Quante porzioni di frutta e verdura dovrei mangiare ogni giorno?

Gli esperti consigliano 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura come parte della Dieta Mediterranea. Questa abitudine non solo migliora la salute, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, ma aiuta anche a ridurre lo spreco alimentare domestico.

Perché fare la spesa a stomaco pieno riduce lo spreco?

Quando si ha fame, aumenta la probabilità di acquisti d’impulso e quantità eccessive di cibo, spesso poco salutare. Mangiare prima di andare a fare la spesa aiuta a fare scelte più consapevoli e razionali, limitando gli sprechi.

Come posso riutilizzare gli avanzi in modo creativo?

Gli avanzi possono trasformarsi in nuovi piatti: pane raffermo diventa pangrattato o panzanella, verdure avanzate arricchiscono minestre e frittate, carne cotta si usa in polpettone o ragù. Pianificare il riutilizzo degli avanzi è una pratica virtuosa per l’ambiente e il portafoglio.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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