Il cambio di stagione può pesare. La tensione per il rientro, le preoccupazioni, lo stress sul lavoro, le giornate che si accorciano: sono situazioni che fanno della stagione in arrivo un momento in cui prestare attenzione al benessere. La stanchezza autunnale, nota anche come astenia di stagione, è una sensazione di malessere caratterizzata da fatica dopo sforzi minimi, difficoltà a concentrarsi e una sensazione di “nebbia” mentale che può diventare una costante per diversi giorni. Quando i fastidi sono occasionali non ci sono problemi, ma in certe circostanze può rendersi utile il supporto di specifici integratori o, nei casi più significativi, il consulto del medico per escludere problemi di salute sottostanti come disturbi alla tiroide.
Da cosa dipende la stanchezza in autunno
Non pensate di essere pigri. Ci sono diversi possibili motivi che possono contribuire a spiegare cosa accade in autunno e come mai ci si sente stanchi, sia pure se il peso dei diversi fattori varia da persona a persona. Proviamo a mettere in fila cosa accade. Prima di tutto, con l’autunno si rischia di avere un’alterazione dei normali ritmi dettati dagli orologi biologici. In questo senso, le giornate che si accorciano rappresentano un fattore chiave nella genesi della debolezza di stagione. Sostanzialmente, con l’abbreviarsi delle ore di luce si può avere un vero e proprio effetto di sonnolenza legato all’aumento della melatonina prodotta di giorno, con conseguente incremento della sensazione di aver bisogno di riposo e di scarsità di energia. La progressiva diminuzione dell’esposizione alla luce influisce anche sulla psiche, ed in particolare sui neurotrasmettitori che possono influire sulla percezione di buonumore e sulla vitalità, come la serotonina. La carenza di questa sostanza, oltre a favorire un umore più cupo ed una maggior sensibilità alla carenza di luce, può anche influire sul desiderio di cibo, facilitando la richiesta di alimenti ricchi in carboidrati e dolci, con conseguente impatto sulla digestione. Non bisogna poi dimenticare che in arrivo c’è l’ora solare, con un ulteriore accorciarsi delle ore di luce diurna. Questo fattore, legato anche alla minor esposizione al sole, può facilitare in soggetti predisposti una minor produzione di Vitamina D, con ciò che ne consegue in termini di benessere muscolare e produzione di energia dell’organismo. La vitamina D, lo ricordiamo, è essenziale anche per l’equilibrio del metabolismo minerale e per la salute dell’osso. Viene prodotta in gran parte dall’organismo attraverso l’esposizione alla luce solare e in parte introdotta con l’alimentazione o, quando necessario, con la supplementazione. In particolare, contribuisce alla regolazione dell’assorbimento di calcio e fosforo e quindi della salute dell’osso ma recentemente sono state scoperte importanti relazioni tra vitamina D e altri ambiti della salute, dal metabolismo al sistema cardiovascolare, dal rene alla funzione muscolare.
Come affrontare la stanchezza autunnale
Un aiuto per superare il temporaneo malessere legato alla stagione autunnale può venire da specifici integratori polivitaminici o in grado di favorire il benessere. Attenzione, stiamo parlando in particolare di integratori e non di veri e propri farmaci di automedicazione. Queste soluzioni, se assunte per 2-4 settimane, possono supportare il benessere: tra le componenti utili per il malessere autunnale ci sono le vitamine, in particolare la C, quelle del gruppo B e la D. Per il resto, possibili carenze anche subcliniche possono riguardare il ferro, con conseguente calo dell’emoglobina nei globuli rossi in caso di anemia. Infine, non bisogna dimenticare l’importanza del magnesio per il benessere dei muscoli. Ovviamente tutti questi principi possono essere resi disponibili per l’organismo con un’alimentazione mirata e soprattutto assumendo cibi energetici in grado di offrire “carburante” al corpo. Stiamo parlando in particolare di proteine per i muscoli e di carboidrati, come ad esempio quelli contenuti nelle castagne, vera e propria “benzina per l’organismo”. Nei casi in cui la stanchezza sia particolarmente significativa, si possono considerare supporti più mirati disponibili in farmacia, come ricostituenti che offrono aminoacidi, integratori di Vitamina D ad apporto elevato, o polivitaminici anche associati a caffeina o coenzima Q10. Questi approcci vanno sempre valutati con il farmacista e il medico, soprattutto se già si stanno assumendo altre terapie. In termini di consigli generali, ricordiamo che se la carenza di luce rappresenta uno dei possibili fattori della sindrome, l’esposizione alla luminosità naturale diventa una contromisura da non sottovalutare. Per questo si consiglia spesso di esporsi subito alla luce naturale appena ci si sveglia: oltre a far capire al sistema di controllo che occorre bloccare la sintesi di melatonina, si propone una sferzata energetica al cervello. La stessa azione può essere giocata anche da una passeggiata, che rimette in moto organismo e psiche. Sempre in chiave preventiva, tenete presente che l’attività fisica regolare è basilare. Quindi non rinunciate allo sforzo, scegliendo ciò che più vi piace ma curando di essere costanti. Così si liberano endorfine e ci si sente in forma.
Domande frequenti sulla stanchezza autunnale
Come funzionano integratori e ricostituenti con aminoacidi?
Offrono al corpo i mattoni che servono per la costruzione e la tenuta in ordine di muscoli, cervello e sistema immunitario. Possono essere d’aiuto assieme ad una sana alimentazione ricca di frutta e verdura e con la giusta percentuale di energia da proteine, carboidrati e lipidi. Va sempre consultato il farmacista per la scelta più appropriata.
Quando è il momento di parlare con il medico?
Non pensate che il cambio di stagione sia del tutto indolore per tutti. Ci sono persone che hanno maggior bisogno di adattarsi e quindi è del tutto normale comportarsi di conseguenza. Integratori e supporti possono aiutare per qualche settimana durante la transizione stagionale. La situazione cambia se il periodo di adattamento si allunga oltre 4-5 settimane o se ci si sente così stanchi da non sopportare gli impegni di ogni giorno. In questo caso bisogna parlarne con il medico, soprattutto se già si stanno assumendo altre terapie.
La tiroide può causare stanchezza autunnale?
Certo. In caso di ipotiroidismo la tiroide lavora poco: si sente di più la fatica, si soffre particolarmente il freddo e i valori di colesterolo nel sangue tendono a salire. Un semplice esame del sangue che misura il TSH può dare tutte le informazioni al medico per comprendere cosa accade e proporre ulteriori approfondimenti.

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