Bruciore di stomaco dopo i pasti, come affrontarlo quando inizia l’autunno

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 11 MIN
Bruciore di stomaco dopo i pasti, come affrontarlo quando inizia l’autunno

Con l’arrivo dell’autunno e il ritorno ai ritmi consueti e a pasti fuori casa quotidiani o più frequenti, possono aumentare stress e irregolarità alimentare, elementi che, in alcune persone, possono accompagnarsi a disturbi gastro-intestinali: difficoltà digestive, acidità e bruciore di stomaco, reflusso gastrico, gastrite.

Non esiste una vera e propria “stagionalità” del bruciore di stomaco (associato ad acidità, gastrite e reflusso) dimostrata in modo uniforme: più che il cambio di stagione in sé, a pesare possono essere le modifiche nelle abitudini, nell’alimentazione e nello stile di vita.

Sono questi fattori che possono determinare il classico bruciore dopo i pasti, spesso accompagnato da senso di pienezza, eruttazioni, gonfiore o da una sensazione di acidità che sembra risalire verso il petto o la gola. In molti casi si tratta di episodi occasionali, magari dopo un pasto particolarmente abbondante. Quando invece il problema diventa frequente, è importante capire quale sia la causa e consultare il medico.

Come si manifestano i fastidi e perché nascono

La pirosi, cioè il caratteristico bruciore che compare dietro lo sterno e può risalire verso la gola, è uno dei sintomi tipici del reflusso gastroesofageo. Non dipende semplicemente dal fatto che “lo stomaco produca troppo acido”: il problema è soprattutto rappresentato dalla risalita del contenuto gastrico nell’esofago, che può irritarne la mucosa. 

Il passaggio del contenuto gastrico verso l’alto è favorito da alterazioni del normale funzionamento dello sfintere esofageo inferiore, la struttura muscolare che contribuisce a impedire il reflusso. Un pasto molto abbondante può aumentare la probabilità che il disturbo compaia, soprattutto in chi è già predisposto.

Il reflusso può provocare non soltanto bruciore e rigurgito, ma anche sintomi meno immediati da collegare allo stomaco, come tosse cronica o raucedine. Questi disturbi, però, non sono specifici del reflusso e possono avere anche molte altre cause. 

Anche l’ernia iatale può favorire o peggiorare il reflusso. In questo caso una parte dello stomaco risale attraverso l’apertura del diaframma in direzione del torace, modificando i normali rapporti anatomici tra stomaco ed esofago.

Diverso è il discorso della gastrite. La gastrite è un’infiammazione della mucosa dello stomaco e non coincide con il semplice bruciore di stomaco. Può avere diverse cause, tra cui l’infezione da Helicobacter pylori.

Anche l’alcol può contribuire a danneggiare la mucosa gastrica. 

Infine, lo stress può peggiorare la percezione dei disturbi digestivi o contribuire alla cattiva digestione (tecnicamente, dispepsia), ma non è corretto attribuire automaticamente allo “stress” una gastrite. Inoltre, una digestione lenta o una sensazione di pienezza precoce possono rientrare nei sintomi tipici della dispepsia, che è una condizione diversa dal reflusso e può avere molteplici meccanismi. 

Proprio per questo è importante non usare indistintamente parole come gastrite, acidità e bruciore di stomaco, cattiva digestione e reflusso: indicano problemi differenti e richiedere approcci diversi.

Come agiscono i farmaci di automedicazione

Quando il bruciore è occasionale e di breve durata, in genere associato a pasti abbondanti o particolarmente ricchi di zuccheri e grassi, i farmaci da banco ad azione antiacida possono essere utili per controllare il sintomo. Il consiglio del farmacista è particolarmente importante per scegliere il prodotto più adatto, soprattutto se si assumono altri medicinali.

Gli antiacidi, come quelli a base di sali di magnesio o calcio, agiscono neutralizzando l’acido già presente nello stomaco, cioè agiscono come una sorta di tampone dell’acido in eccesso e possono dare un sollievo relativamente rapido. Gli alginati, invece, formano una barriera che ostacola la risalita del contenuto gastrico verso l’esofago.

Esistono poi farmaci che riducono la secrezione di acido gastrico, come gli antagonisti dei recettori H2 e gli inibitori della pompa protonica. Questi medicinali hanno un meccanismo differente dagli antiacidi “tradizionali”: non neutralizzano semplicemente l’acido già presente, ma ne riducono la produzione.

Gli inibitori della pompa protonica, inoltre, non sono pensati come il rimedio più rapido per spegnere un bruciore occasionale immediatamente dopo un pasto: la loro efficacia si esprime soprattutto quando vengono utilizzati secondo uno schema terapeutico appropriato, seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo. Per questo, quando i sintomi sono frequenti, non è opportuno aumentare autonomamente dosi o durata del trattamento.

Non esiste una regola universale secondo cui l’automedicazione debba durare esattamente tre o cinque giorni per tutti i medicinali, dipende dal disturbo e dal tipo di meccanismo di azione. Occorre seguire il foglio illustrativo e rivolgersi al medico quando il disturbo persiste, si ripete spesso o richiede continuamente l’uso di farmaci per trovare sollievo. Le indicazioni delle autorità sanitarie raccomandano una valutazione medica in caso di bruciore frequente o quando le misure adottate non sono sufficienti. 

Quando invece c’è il sospetto di una patologia di più grave entità, il trattamento dipende dalla causa. Per l’eradicazione, ad esempio, dell’Helicobacter pylori, esistono terapie specifiche che comprendono più farmaci e devono essere prescritte dal medico. 

Anche gli esami vanno scelti in base al problema. L’esofagogastroduodenoscopia permette di osservare direttamente esofago, stomaco e duodeno e, quando necessario, effettuare biopsie. La pH-metria, spesso associata all’impedenziometria, può essere utilizzata per documentare il reflusso in casi selezionati, mentre la manometria esofagea valuta soprattutto la motilità e la funzione dello sfintere esofageo.

I consigli utili

Quando compare il bruciore dopo i pasti, la prima regola è evitare ciò che, nella propria esperienza, lo scatena o lo peggiora. Non esiste però un elenco universale di alimenti “vietati”: i fattori scatenanti possono cambiare molto da una persona all’altra.

I pasti molto abbondanti sono spesso più problematici di quelli moderati. Mangiare lentamente, evitare di arrivare al pasto con una fame eccessiva e distribuire meglio gli alimenti durante la giornata può aiutare a ridurre il senso di pesantezza e, in alcune persone, anche i sintomi da reflusso.

Gli alimenti molto grassi possono rallentare lo svuotamento gastrico e, in alcune persone, favorire o accentuare l’acidità di stomaco e il rigurgito gastrico. Lo stesso può accadere con pasti dove si consumano alcuni cibi o bevande specifici, a cui l’apparato digerente può essere meno avvezzo, o che possono essere meno facilmente gestiti da stomaco e intestino. Tra i possibili fattori scatenanti del reflusso sono frequentemente citati anche cioccolato, caffè, menta, cibi piccanti e bevande gassate, ma non tutti devono essere eliminati dalla dieta: conta soprattutto la risposta individuale.

Il discorso vale anche per fritti, salse e condimenti. Non è necessario attribuire il bruciore alla presunta difficoltà di digerire gli alimenti a causa della loro “imbrunimento”: nel caso di un fritto, sono soprattutto quantità di grassi, volume del pasto e sensibilità individuale a poter influenzare la comparsa dei sintomi.

Anche il modo in cui ci si comporta dopo aver mangiato conta, soprattutto se il problema è il reflusso. Una passeggiata tranquilla può essere preferibile al mettersi subito a letto. È inoltre consigliabile evitare di coricarsi nelle due o tre ore successive al pasto serale quando il reflusso compare soprattutto di notte.

Il fumo rappresenta un altro elemento da evitare, perché può favorire il reflusso e danneggiare la salute dell’apparato digerente. Anche l’alcol può irritare la mucosa gastrica e peggiorare i sintomi in alcune persone. Non è invece necessario ricorrere a una dieta fatta esclusivamente di cibi liquidi, vellutati o semiliquidi per “far lavorare meno lo stomaco”: la consistenza degli alimenti può influenzare il comfort individuale, ma non rappresenta una terapia specifica della gastrite o del reflusso e cei sintomi ad essi asosciati

In definitiva, con l’inizio dell’autunno il vero obiettivo è ritrovare regolarità: pasti non eccessivi, consumo moderato di alcol e caffè, niente fumo e attenzione ai propri alimenti-trigger. Quando il bruciore non è occasionale ma diventa frequente, invece, è importante capire da cosa dipende chiedendo al medico.

Il medico va contattato poi con particolare solerzia in presenza di difficoltà o dolore durante la deglutizione, vomito persistente, perdita di peso non spiegata, sangue nel vomito o feci nere, oppure dolore toracico importante. Questi segnali possono richiedere una valutazione rapida.

FAQ

Bruciore dopo ogni pasto è normale? 

No. Il bruciore di stomaco può comparire occasionalmente in caso di pasti particolarmente ricchi e abbondanti, impegnativi per l’apparato gastro-intestinale. Non va sottovalutato se compare con altissima frequenza mantenendosi nel tempo. In questo caso bisogna richiedere sempre una visita del medico per una diagnosi.

Antiacidi e inibitori di pompa operano allo stesso modo?

No. I primi vanno a tamponare l’acido già presente nello stomaco, i secondi inibiscono la produzione di acido.

Si possono impiegare farmaci assieme?

Occasionalmente l’antiacido tradizionale può anche essere associato all’inibitore di pompa, se il medico lo consiglia. Altrimenti, no.

Quando si usa l’antibiotico?

L’antibiotico viene impiegato solo su prescrizione medica nell’ambito di un protocollo di trattamento utilizzato per eradicare l’Helicobacter pylori. Non va impiegato senza che sia il medico a indicarne tipologia e durata della cura. 

Per saperne di più: https://www.webaigo.it/.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il consulto medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consultare sempre il proprio medico o farmacista.
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