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Che mal di testa, dopo mangiato!

mal di testa dopo mangiato
di lettura: 7 minuti

Quante volte ci è capitato di avere un forte mal di testa dopo un periodo prolungato di digiuno? Si tratta di una situazione molto comune: se lo stomaco resta vuoto, insieme alla fame, il mal di testa arriva a disturbarci.
Oggi la scienza ha chiarito che sia l’ipoglicemia che l’iperglicemia, e cioè che sia la mancanza che l’eccesso di nel sangue, possono portare alla comparsa di mal di testa occasionale.
Questo significa che se il mal di testa interviene certamente in caso di abbassamenti eccessivi della glicemia, in taluni casi, si presenta anche quando questa si alza.
Quando si mangia troppo e caso mai si esagera con cibi pesanti ed elaborati, lo stomaco deve lavorare di più e questo può generare sensazione di peso sullo stomaco, stanchezza durante la digestione e un doloroso cerchio alla testa legato alle fluttuazioni dei valori di glucosio nel sangue, tanto che chi soffre di diabete appare più a rischio (e in caso di fluttuazioni della glicemia deve sempre rivolgersi al per evitare pericolose iper e ipoglicemie).
Quando si verifica l’incremento del tasso di glucosio perché si esagera con l’introito di zucchero, ad esempio se si fa un’abbuffata di dolciumi, nelle persone predisposte, si può instaurare infatti un meccanismo legato agli “stimoli” che lo zucchero può dare al sistema ormonale e che possono favorire la comparsa di mal di testa.

Attenzione agli alimenti

Inoltre, non bisogna mai dimenticare che ci sono cibi e bevande in grado di far decollare, nei soggetti sensibili e predisposti, la cefalea. Pensate solo agli alcolici: dalle ricerche emerge che i vini bianchi possono procurare mal di testa più dei rossi e i liquori scuri, come whisky o rum, più di quelli chiari come la grappa o il gin.
Ma ci sono anche altri potenziali “cibi colpevoli” che possono favorire la comparsa del disturbo: gli studi dicono che sono in particolare i salumi affumicati a creare problemi, mentre assolvono completamente il cioccolato e sembrano da scagionare anche i formaggi. Soprattutto quando sia sa di poter andare incontro ai fastidi, occorre puntare molto sull’acqua, visto che l’iperidratazione (più di un litro a pasto) sembra ridurre le crisi di mal di testa.
Attenzione, invece, va posta al glutammato, vera e propria minaccia per gli “ipersensibili”, molto usato nella cucina orientale e presente in alimenti insospettabili, come ad esempio il ketchup. E poi, c’è il capitolo : per qualcuno è una panacea che riesce a togliere il cerchio alla testa, per altri una potenziale minaccia se si esagera. La scienza dice che non bisognerebbe mai superare le quattro tazzine al giorno, ma non si deve nemmeno eliminare completamente la bevanda altrimenti la crisi di cefalea può comparire per carenza di .

Occhio alla masticazione

Il consiglio per favorire una buona digestione è sempre lo stesso. Mastichiamo bene, con calma, triturando finemente i bocconi. In questo modo, oltre a far lavorare bene i denti, prepariamo in modo ideale gli alimenti per essere digeriti con più facilità, in un processo che prende il via già nella bocca.
Ma non bisogna dimenticare che a volte, se l’articolazione temporo-mandibolare non lavora adeguatamente, c’è il rischio che la cefalea tragga origine anche da questo “scomposto”. Poi, a questo si aggiunge lo che incide proprio su questa articolazione. Quindi la somma di masticazioni frettolose e tensione emotiva che porta all’abitudine di digrignare i denti e può portare a un movimento di masticazione non fisiologico.
Proprio il fattore stress, in ogni modo, è all’origine di percorsi che possono generare cefalea, specie in presenza di un’azione alterata del nervo vago, un vero e proprio “regolatore” impercettibile e non controllabile di diverse reazioni. In tutti questi casi, ovviamente, la prevenzione è alla base del controllo dei nuovi attacchi di mal di testa. Sul fronte delle cure, quando gli attacchi sono occasionali e correlati a fenomeni temporanei – un pasto ricco, l’eccesso di caffè o l’assunzione di certi cibi e bevande – un aiuto può venire dai di automedicazione, ad azione antinfiammatoria e analgesica.
Con la loro azione, consentono di fronteggiare il ma ricordiamo sempre che le nostre abitudini, se non corrette, possono essere la miccia che accende il fuoco della cefalea.

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